Normativa ambientale: consultazione Ue aperta fino al 10 settembre 2025


“Semplificare la normativa ambientale” è l’obiettivo della Commissione europea che sta lavorando ad un nuovo pacchetto omnibus – la cui proposta dovrebbe essere presentata in autunno – rivolto nello specifico ai seguenti tre i settori:

  • economia circolare, 
  • emissioni industriali, 
  • gestione dei rifiuti.

In vista di tale proposta, è stata aperta una consultazione pubblica con l’obiettivo di raccogliere pareri e proposte da cittadini e portatori di interesse, al fine di individuare quelle politiche ambientali Ue che abbiano il potenziale per:

  • una reale semplificazione per gli operatori senza compromettere gli obiettivi ambientali dell’UE e la tutela della salute umana;
  • ridurre l’onere amministrativo delle leggi ambientali per le piccole e medie imprese entro la fine del 2029;
  • garantire una migliore tutela ambientale nel lungo periodo.

Tra le misure ipotizzate, la Commissione cita:

  • la razionalizzare degli obblighi di segnalazione, ad esempio con l’eliminazione della banca dati SCIP (sostanze potenzialmente pericolose nei prodotti) ai sensi della Direttiva quadro sui rifiuti;
  • l’armonizzare delle disposizioni relative ai rappresentanti autorizzati per la responsabilità estesa del produttore (EPR) in ogni Stato membro in cui un produttore vende un prodotto soggetto alle norme EPR;
  • l’eliminazione di obblighi doppi di segnalazione, anche attraverso un’ulteriore digitalizzazione della comunicazione nei settori dell’economia circolare, delle emissioni industriali e della gestione dei rifiuti;
  • la materia delle autorizzazioni relative alle valutazioni ambientali sulla base delle esperienze recentemente acquisite, come quella del Net Zero Industry Act.

Il nuovo pacchetto di semplificazione sulla normativa ambientale segue la strada tracciata con la Bussola della Competitività che prevede dei target specifici relativamente al taglio degli oneri amministrativi. La consultazione è attiva fino al 10 settembre 2025.

Partecipa alla consultazione pubblica inviando i pareri entro il 10 settembre 2025

Circular Economy Act: consultazione pubblica aperta fino al 6 novembre 2025


In vista della presentazione del Circular Economy Act – provvedimento che si pone come obiettivo principale quello di creare un mercato unico per le materie prime seconde (comprese quelle critiche) e di aumentare offerta e domanda di materiali riciclati di qualità – la Commissione Europea ha aperto una consultazione pubblica per raccogliere pareri da cittadini e portatori di interesse.

Con il Circular Economy Act la Commissione Europea intende:

  • accelerare la transizione all’economia circolare, che negli ultimi anni non ha fatto passi significativi; ad esempio l’impiego nella produzione di materie prime derivanti da riciclo (materie prime seconde) è aumentato dal 10,7% del 2010 all’11,8% del 2023. Questo incremento poco rilevante è dovuto principalmente ad un mercato che ancora penalizza le materie prime seconde: se in alcuni casi la loro qualità non è ancora equiparabile a quella delle materie prime vergini, non viene valorizzato il risparmio sulle esternalità negative (minori impatti per estrazione, lavorazione, raffinazione, ecc.), né l’impatto dei flussi di rifiuti illegali (non tracciati);
  • rimuovere le barriere alla creazione di un mercato unico dei rifiuti, delle materie prime seconde e dei prodotti circolari.

I due pilastri principali che caratterizzeranno il Circular Economy Act riguardano:

  1. le misure relative alla raccolta e al riciclo dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) che fanno registrare il più alto tasso di crescita (+2% all’anno) e che attualmente raggiungono il 40% di riciclo. La Commissione potrebbe decidere di rivedere le norme esistenti per renderle più semplici e adeguate allo scopo;
  2. realizzare interventi per promuovere il mercato unico dei rifiuti, delle materie prime secondarie e del loro utilizzo nei prodotti (ad esempio: riforma dei criteri end of waste; estensione dei regimi di responsabilità estesa del produttore; definizione di criteri per gli appalti pubblici).

Le pratiche circolari sono essenziali per cercare di raggiungere la neutralità climatica nel 2050. Il loro apporto è stimato tra il 20 e il 25% di riduzione delle emissioni.

Fino al 6 novembre 2025 è possibile avanzare pareri tramite la consultazione pubblica, aperta a cittadini, imprese, organizzazioni della società civile.

Compila la consultazione pubblica sul Circular Economy Act

Consultazione nell’ambito della valutazione di impatto riguardante i requisiti per i futuri fornitori di servizi per il Passaporto digitale di prodotto


Il passaporto digitale di prodotto (DPP) rappresenta un’innovazione fondamentale nell’ambito del Regolamento (UE) 2024/1781 sull’Ecodesign e ha l’obiettivo di raccogliere e condividere, tramite modalità di facile accesso, informazioni su una serie di aspetti ambientali relativi ai prodotti (per esempio contenuto di sostanze pericolose, durabilità, impronta carbonica ecc.).

Il DPP sarà a disposizione dei consumatori, delle imprese e delle autorità pubbliche competenti e contribuirà a prendere decisioni informate e ad aumentare la domanda di prodotti sostenibili.
Fino al 27 agosto 2025 è possibile partecipare alla consultazione avviata dalla Direzione Generale GROW della Commissione Europea – che si occupa di mercato interno, industria e imprenditoria -che ha l’obiettivo di valutare costi e impatti derivanti dai requisiti proposti per i soggetti che forniranno servizi legati al DPP, nonché esplorare la fattibilità di un eventuale sistema di certificazione. 

Partecipare alla consultazione fornisce un contributo prezioso per orientare le scelte della Commissione Europea su questo tema. Sono disponibili 4 differenti sondaggi per gruppi specifici di parti interessate sul passaporto digitale dei prodotti (DPP):

  1. Imprese (comprese le PMI) che operano principalmente nel campo della circolarità e della gestione dei rifiuti. Ad esempio, le imprese di smaltimento dei rifiuti e quelle che si occupano di riciclaggio, riparazione, ricondizionamento e riconversione dei prodotti saranno tra i principali utilizzatori dei prodotti fitosanitari. Possono partecipare anche le organizzazioni che rappresentano tali imprese;
  2. Imprese e le PMI che, in quanto operatori economici responsabili, sono tenute a produrre un DPP per i loro prodotti. La presente indagine è aperta anche ai fornitori di servizi che ospitano DPP per conto di terzi, nonché alle organizzazioni che rappresentano tali società;
  3. Singoli consumatori e associazioni, insieme alle autorità per la tutela dei consumatori o a un altro organismo che rappresenta tali interessi;
  4. Autorità nazionali di vigilanza del mercato o di sdoganamento.

Approfondisci il Regolamento (UE) 2024/1781 sull’Ecodesign

Emesso l’atteso parere della Corte internazionale di giustizia sugli obblighi giuridici degli Stati in materia di cambiamenti climatici


La violazione da parte di uno Stato costituisce un atto illecito a livello internazionale che impegna la sua responsabilità

Il 23 luglio 2025 la Corte internazionale di giustizia (CIG), la più alta corte delle Nazioni Unite, ha emesso l’atteso parere adottato all’unanimità dai giudici della CIG – che si estende per oltre 500 pagine – sugli obblighi giuridici degli Stati in materia di cambiamenti climatici, relativo ad un procedimento avviato il 2 dicembre 2024 (*) e che per circa due settimane ha impegnato i giudici nell’ascoltare quasi cento nazioni e dodici organismi internazionali con l’obiettivo di comprendere quali siano gli obblighi da parte dei poteri pubblici in materia di lotta contro i cambiamenti climatici.

L’Alta corte ha stabilito che la violazione degli obblighi climatici da parte di uno Stato costituisce un atto illecito a livello internazionale che impegna la sua responsabilità che può quindi comportare risarcimenti ai Paesi colpiti.

Il parere ha valore consultivo e non vincolante ma stabilisce una solida interpretazione giuridica che sarà utile per orientare le azioni o le decisioni future di legislatori, avvocati e giudici a livello globale. La Corte rileva che:

  •  le conseguenze dei cambiamenti climatici sono gravi e di vasta portata e colpiscono sia gli ecosistemi naturali che le popolazioni umane. Gli effetti negativi dei cambiamenti climatici rischiano di compromettere significativamente l’effettivo godimento di alcuni diritti umani. Come il diritto alla salute e il diritto a un adeguato tenore di vita;
  • la mancata adozione da parte di uno Stato di azioni appropriate per proteggere il sistema climatico dalle emissioni di gas serra, anche attraverso la produzione di combustibili fossili, il consumo di combustibili fossili, la concessione di licenze di esplorazione di combustibili fossili o l’erogazione di sussidi per i combustibili fossili, può costituire un atto illecito a livello internazionale imputabile a tale Stato;
  • gli Stati responsabili hanno l’obbligo di risarcire i danni provocati ad altri Stati sotto forma di restituzione, indennizzo e soddisfazione.  

Gli Stati hanno pertanto l’obbligo di proteggere l’ambiente per il bene delle generazioni presenti e future e devono impegnarsi per prevenire danni significativi agendo con la dovuta diligenza, prevedendo l’adozione di misure per ridurre le emissioni di gas serra, rendere disponibili le informazioni scientifiche e adottando tutti i mezzi a loro disposizione per proteggere il sistema climatico in conformità con le loro capacità e risorse disponibili, anche cooperando con gli altri Stati. Il parere della Corte internazionale di giustizia mette quindi alle strette le grandi nazioni inquinanti, tutelando i Paesi più poveri e più colpiti dai cambiamenti climatici.

Approfondisci la Sintesi del parere consultivo del 23 luglio 2025


(*) la richiesta all’Aja è successiva ad una precedente campagna pensata nel 2019, dagli studenti di legge dell’Università Vanuatu, uno stato del Pacifico meridionale, formato da un arcipelago di una quarantina di isole, che si estendono per 1300 km – ubicate a circa 2000 km dalla costa nord-orientale dell’Australia – ogni giorno di più sommerso dall’acqua per colpa dei cambiamenti climatici.

Innovazione tecnologica, sostenibilità e circolarità dei processi: costruisci oggi l’impresa di domani. Proroga presentazione domande


Attenzione: la scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione è posticipata al 30 settembre 2025

La Camera di commercio di Treviso-Belluno, in collaborazione con la società T2I – Trasferimento Tecnologico e Innovazione e con partner qualificati del Nord-Est e dell’area transfrontaliera (Trieste, Bolzano, Innsbruck e Salisburgo), promuove il nuovo centro di servizi – HUB – per la circolarità nel settore edilizio nell’ambito del progetto europeo ATTENTION – Interreg Italia-Austria.

Il progetto, dedicato alle imprese del settore delle costruzioni con sede nelle province di Treviso, Belluno e Vicenza, interessate a migliorare i propri processi produttivi in chiave sostenibile e circolare, offre un percorso personalizzato di accompagnamento con esperti del settore per:

  • analizzare lo stato attuale della tua impresa rispetto ai temi della circolarità,
  • costruire un percorso strategico su misura per l’innovazione e la sostenibilità,
  • individuare servizi e strumenti innovativi per aumentare la competitività e ridurre gli sprechi,
  • affrontare con metodo anche il tema del passaggio generazionale,
  • partecipare a eventi – incontri per possibili collaborazioni con imprese e partner del settore edile dell’Austria (Innsbruck e Salisburgo).

Partecipare al progetto consente di ottenere:

  • analisi specialistica dei processi,
  • orientamento verso tecnologie e soluzioni innovative,
  • connessione con un ecosistema europeo di partner tecnici e istituzionali,
  • partecipazione a iniziative transfrontaliere di confronto e collaborazione tra imprese,
  • accesso prioritario a test e sperimentazioni.

Per partecipare al progetto è necessario compilare il modulo online di manifestazione di interesse entro il 15 settembre 2025.
Attenzione: le adesioni verranno accolte fino ad esaurimento posti.

Per ulteriori informazioni e chiarimenti si invita a contattare la Segreteria del Progetto europeo ATTENTION: tel. 0422 595 140 / 141 / 115; e-mail progetti.territoriali@tb.camcom.it; web https://itat-attention.eu/en/homepage/

Progetto europeo Innovamare: invito alle aziende dei settori dell’economia blu a condividere proposte per promuovere la crescita blu



Le aziende che operano in uno dei settori dell’economia blu (ad esempio): acquacoltura, turismo marittimo, energia offshore, biotecnologie marine, sono invitate a condividere – tramite una open call – sfide e proposte che contribuiranno a sviluppare nuove tecnologie, promuovere la crescita blu e creare un network internazionale.


Il Progetto europeo InnovaMare (Interreg Italia-Croazia), di cui Unioncamere Veneto è partner, promuove l’innovazione e la crescita sostenibile nell’economia blu.
Attualmente è in corso una open call per raccogliere sfide che le imprese del settore si trovano ad affrontare.
L’obiettivo è trovare soluzioni innovative per un mare più sano e produttivo. InnovaMare si concentra su tecnologie marittime all’avanguardia e mira a creare collaborazioni tra aziende, centri di ricerca e altri attori dell’ecosistema marino.
E’ possibile partecipare alla open call fino al 31 luglio 2025, inviando le proprie sfide.
Partecipa all’indagine di Innovamare 

25° anniversario dalla nascita dell’UN Global Compact


Il 26 luglio del 2000, l’allora Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, lanciò operativamente l’UN Global Compact, una call to action alle imprese con una visione audace: far collaborare le imprese di tutto il mondo nella promozione di:

  • diritti umani,
  • standard lavorativi,
  • tutela dell’ambiente,
  • lotta alla corruzione.

Venticinque anni fa, circa 50 aziende pioniere hanno sottoscritto con le Nazioni Unite un “Patto Globale”, con lo scopo di allineare le proprie strategie verso la costruzione di un mondo più sostenibile, e di dare “un volto umano al mercato globale”, avviando una partnership – in una prospettiva multi-stakeholder – forte e strategica tra imprese, Governi e società civile per creare un mercato globale più inclusivo ed etico. Quella che era iniziata come una call to action alle imprese è cresciuta fino a diventare la più grande iniziativa di sostenibilità aziendale nel mondo, con oltre 20.000 aziende e 3.000 partecipanti non-business in oltre 160 Paesi.

Il 25 anni di attività l’UN Global Compact:

  • ha trasformato il modo in cui le imprese operano, integrando la sostenibilità nelle strategie aziendali e promuovendo un movimento globale impegnato in business practice responsabili;
  • ha ridefinito il concetto di corporate responsibility, facendo sì che la sostenibilità diventasse una pietra miliare nelle strategie aziendali, facilitando la collaborazione tra i vari settori e influenzando le politiche e le pratiche globali;
  • ha coniato (nel 2004) quello che conosciamo come acronimo ESG (Environmental, Social, and Governance) e che ora è un framework globale per la misurazione dell’impatto aziendale;
  • ha lanciato (2006) i Principles for Responsible Investment (PRI) che hanno favorito l’integrazione dei fattori ESG nei mercati finanziari globali, influenzando oltre 100.000 miliardi di dollari di attività;
  • ha portato (2007) la leadership aziendale in prima linea, nella gestione dell’acqua a livello globale;
  • ha lanciato (2010) i Women’s Empowerment Principles che hanno rappresentato un nuovo standard per la parità di genere sul posto di lavoro;
  • ha lanciato (2011) gli UN Guiding Principles on Business and Human Rights (UNGP) che hanno stabilito l’aspettativa minima per la corporate responsibility, introducendo il concetto di due diligence come mezzo utile alle imprese per identificare, prevenire e mitigare gli impatti negativi sui diritti umani nelle operations e lungo tutta la catena del valore;
  • con la Science-Based Targets Initiative (2015) ha poi aiutato le aziende ad allineare i propri impegni sul clima;
  • con i dati scientifici più recenti e la CFO Coalition for the SDGs (2020) ha mobilitato i leader finanziari per indirizzare il capitale verso lo sviluppo sostenibile;
  • ha lanciato (2023) l’iniziativa Forward Faster per accelerare l’azione aziendale verso il raggiungimento degli SDGs, sottolineando così il ruolo delle imprese come leader del cambiamento di fronte alle sfide globali.

Tutte le scelte e le azioni portate avanti dal Global Compact delle Nazioni Unite confermano l’impegno dell’iniziativa a sostenere il settore privato nella promozione di un futuro più sicuro e prospero per tutti e tutte. Ciononostante, ad oggi solo il 17% dei 169 target individuati dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda delle Nazioni Unite è in linea con le previsioni e sulla buona strada per essere raggiunto. E’ quindi necessaria un’azione più incisiva da parte delle imprese per affrontare i cambiamenti climatici, le disuguaglianze sociali e i divari finanziari.

Il lavoro del Global Compact delle Nazioni Unite, attraverso i suoi eventi, programmi, iniziative e attività, continua a dimostrare che le imprese non sono soltanto motori economici, ma anche attori sociali potenti che possono contribuire alla difesa dei diritti umani, alla tutela dell’ambiente e al progresso della società tutta. Il 25° anniversario dell’UN Global Compact è un invito a una collaborazione più profonda con le parti interessate in tutti i settori per poter tracciare un percorso verso un futuro più equo, giusto, inclusivo e sostenibile, senza lasciare nessuno indietro.

Approfondisci le informazioni sul Global Compact e la possibilità di sottoscrivere il “Patto”

Guarda il video “25 Years of the UN Global Compact: A Legacy of Impact and a Call for Bold Action“

Guarda l’estratto del World Economic Forum (Davos 2000 dove Kofi Annan chiede alle imprese di accettare i diritti ONU

Approfondisci ulteriormente leggendo UN Global Compact Network Italia, sostenibilità: cresce l’impegno delle imprese italiane nella dimensione sociale, ma la sfida è ancora aperta all’interno del quale è possibile accedere al Manifesto, all’elenco completo delle aziende firmatarie e alla landing page dedicata.

Pubblicata la prima norma globale dedicata ai rischi biologici nei luoghi di lavoro

Il 13 giugno, nel corso della giornata conclusiva della 113esima Conferenza internazionale del lavoro (Ilc) svoltasi a Ginevra, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) ha adottato la Convenzione C192 “Biological Hazards in the Working Environment Convention”, la prima norma globale dedicata ai rischi biologici nei luoghi di lavoro, che definisce obblighi precisi per governi e imprese su formazione, prevenzione, allerta e tutela dei lavoratori: per la prima volta un trattato internazionale punta a proteggere i lavoratori dall’esposizione a virus, batteri e altri agenti biologici pericolosi (patogeni e allergeni di origine vegetale o animale), con norme rigorose per la prevenzione e gestione dei rischi.

180 Paesi tra cui l’Italia, con una delegazione nominata dal Ministero del lavoro hanno contribuito alla stesura della Convenzione C192: il primo strumento normativo internazionale che si applica a tutti i settori e ambiti lavorativi e che tratta in modo sistematico la prevenzione dei rischi biologici sul lavoro, individuando i pericoli, definendoli nello specifico. Gli Stati membri:

  • sono tenuti a integrare nella politica nazionale di sicurezza del lavoro una valutazione dei rischi biologici, monitorandone evoluzione e tendenze, anche in relazione al cambiamento climatico, e assicurando apposite misure di protezione e prevenzione;
  • devono istituire sistemi di reporting e registrazione per infortuni, malattie professionali e incidenti connessi a rischi biologici, compresa la pubblicazione di statistiche annuali distinte per sesso;
  • devono assicurare ispezioni, formazione per gli ispettori e sanzioni appropriate per chi viola le regole, garantendo così l’effettiva applicazione della convenzione.

La Convenzione C192, entrerà in vigore 12 mesi dopo la ratifica da parte di almeno due Paesi, imponendo agli Stati membri che la ratificano un impegno quantomeno decennale.

Parallelamente all’adozione di C192, la Conferenza ha approvato anche la Raccomandazione n. 209 “Biological Hazards in the Working Environment Recommendation”, un documento tecnico e operativo non vincolante, contenente indicazioni dettagliate per l’attuazione delle nuove norme – tra cui la valutazione del rischio, i sistemi di allerta precoce, le misure di preparazione e risposta, la formazione e specifiche definizioni dei rischi biologici e dei conseguenti danni alla salute – che invita a garantire protezione contro il licenziamento per chi deve assentarsi dal lavoro per rispettare obblighi sanitari di prevenzione, accesso alla sicurezza sociale e un sistema ispettivo efficace, in linea con le convenzioni ILO preesistenti.
Tra i settori più esposti la Raccomandazione cita:

  • sanità,
  • agricoltura,
  • biotecnologie,
  • gestione dei rifiuti,
  • trasporti,
  • edilizia,
  • servizi funerari,
  • altri impieghi critici durante le emergenze sanitarie.

Le categorie vulnerabili indicate comprendono donne in gravidanza, giovani, anziani, lavoratori con disabilità, migranti e persone immunocompromesse.

Per approfondimenti su Agenda e documenti relativi alla 113esima Conferenza internazionale del lavoro 2025

Premio Imprenditoria Femminile 2025 “Donne che fanno rete”


In un’economia in continua trasformazione, la capacità di “fare rete” rappresenta un elemento strategico per la crescita dell’impresa, l’innovazione, l’internazionalizzazione, la sostenibilità e lo sviluppo dei territori.
Il Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile, quale organismo della Camera di commercio di Treviso-Belluno, intende valorizzare il ruolo delle donne imprenditrici che si distinguono per la capacità di costruire, attivare e coltivare reti di collaborazione nel contesto del mondo imprenditoriale e del territorio, premiando quelle che, attraverso una visione aperta e condivisa, promuovono alleanze tra imprese, filiere, professioni, istituzioni e comunità locali.

Il Premio “Donne che fanno rete” – dotato di un fondo di € 19.000,00 – consiste nell’assegnazione di cinque riconoscimenti in denaro rispettivamente del valore di € 4.200,00 all’impresa prima classificata, di € 4.000,00 all’impresa seconda classificata, di € 3.800,00 all’impresa terza classificata, di € 3.600,00 all’impresa quarta classificata, di € 3.400,00 all’impresa quinta classificata.

Il Comitato, a suo insindacabile giudizio, potrà inoltre assegnare un ulteriore “Premio Speciale” del valore di € 1.000,00 ad una tra le restanti imprese candidate che si sia distinta per eventuali particolari singolarità, in termini di visioni, coraggio e futuro. 

Ai fini del Premio si intendono imprese femminili:

  • le imprese individuali il cui titolare sia una donna;
  • le società e le cooperative in cui almeno la maggioranza dei soci e degli organi di amministrazione siano costituiti da donne e in cui almeno il 50% del capitale sociale sia detenuto da donne.

Le domande di partecipazione dovranno essere inviate esclusivamente via PEC, in formato pdf, all’indirizzo cciaa@pec.tb.camcom.it, dal 1° agosto 2025 ed entro il 30 settembre 2025.

All’interno del predetto arco temporale, la data di presentazione della domanda non costituisce in ogni caso titolo di preferenza ai fini della formazione della graduatoria.

Scarica Bando e allegati

Per eventuali chiarimenti si invita a contattare la Segreteria del Comitato Imprenditoria Femminile – Sede di Treviso, Piazza Borsa, 3/B – 31100 Treviso, 3° piano; Tel. 0422 595333 – 222 – 273; e-mail: comitatoimprenditoriafemminile@tb.camcom.it; PEC: cciaa@pec.tb.camcom.it (riceve solo da altre PEC)

61^ edizione “Oscar di Bilancio”, riconoscimento nazionale sul reporting


Oscar di Bilancio è il prestigioso e autorevole Premio italiano sul reporting, giunto alla 61ª edizione che vede la Fondazione Sodalitas tra i partner. Il titolo scelto per quest’anno – “Il tempo non si ferma. Il reporting nella transizione” – intende affermare, in un momento di incertezza e revisione normativa, il valore del reporting come leva strategica per aumentare la consapevolezza interna, presidiare impatti, rischi e opportunità e pianificare obiettivi futuri in linea con le aspettative dei principali stakeholder: comunità finanziaria, mercato, community interna e collettività.
L’edizione 2025 vede l’introduzione di alcune importanti novità:

  • introduzione di un’agile survey online, in collaborazione con Ipsos, rivolta a tutte le imprese candidate, a quelle che parteciperanno alle tappe territoriali del Roadshow Nazionale e a quelle aderenti alle 15 Associazioni Partner. L’iniziativa nasce per raccogliere percezioni, aspettative e orientamenti sull’attuazione della CSRD, sugli impatti del Pacchetto Omnibus e sull’iniziativa europea “Stop the Clock”, restituendo una fotografia aggiornata del livello di consapevolezza e preparazione del sistema economico rispetto ai nuovi standard di rendicontazione;
  • ingresso tra le Associazioni Partner di Assoholding, punto di riferimento per le holding familiari e di partecipazione, nonché per studi professionali e società di consulenza, che da oltre 25 anni, promuove modelli di sviluppo innovativi e rigenerativi, contribuendo alla diffusione di pratiche evolute in tema di governance e accountability, anche nel mondo dei gruppi societari;
  • scelta di esplicitare la presenza delle Università all’interno della categoria “Istituzioni pubbliche, Università e associazioni di rappresentanza”, per valorizzare il ruolo strategico degli atenei in questo momento cruciale per la costruzione di una nuova cultura manageriale orientata all’integrated thinking.

Rimangono invariate le Categorie candidabili all’Oscar di Bilancio 2025:

  • Grandi imprese quotate
  • Grandi imprese non quotate
  • Utility o Multi-utility quotate e non
  • Medie e piccole imprese quotate
  • Medie e piccole imprese non quotate
  • Imprese finanziarie
  • Società Benefit
  • Istituzioni pubbliche, Università e associazioni di rappresentanza
  • Imprese sociali e organizzazioni non profit

3 i Premi Speciali riconosciuti:

  • Rendicontazione di sostenibilità: verso la CSRD
  • Comunicazione della sostenibilità
  • Generazione Z

Le iscrizioni alla 61° edizione che resteranno aperte fino al  20 ottobre 2025; la Cerimonia per la consegna dei premi si terrà a Milano presso Palazzo Mezzanotte il 9 dicembre 2025.
Tutte le organizzazioni candidate all’Oscar riceveranno un attestato di partecipazione e ai finalisti verranno inviate le motivazioni e l’attestato di “finalista” o “vincitore”.
I vincitori delle edizioni precedenti sono riconosciuti a pieno titolo come Ambasciatori dell’Oscar.

Per eventuali chiarimenti o approfondimenti si invita a scrivere a oscardibilancio@ferpi.it 

Scarica il regolamento del Bando 2025
Inviare la candidatura al premio