Sustainable Solutions Match 2026: incontri bilaterali online dal 16 al 27 marzo


Dopo il successo della prima edizione (2025), dove oltre 1.400 partecipanti provenienti da 39 paesi, si sono riuniti online per scambiare idee, scoprire innovazioni ed entrare in contatto con partner che condividono la stessa ambizione: costruire un’economia europea più sostenibile e circolare, dal 16 al 27 marzo 2026, si terrà la seconda edizione di Sustainable Solutions Match, di incontri bilaterali della durata di 20 minuti e 22 sessioni di pitching online (in lingua inglese). L’Agenda affronterà numerose tematiche, quali:

16 marzo
  • Gestire le differenze culturali nel business internazionale.
  • Soluzioni basate sulla natura che ripristinano la biodiversità e migliorano il benessere nelle città europee.
  • Agricoltura climaticamente intelligente: intelligenza artificiale, sensori e dati satellitari per una gestione delle colture resiliente e sostenibile.
17 marzo
  • Come l’intelligenza artificiale riduce le emissioni nella gestione del traffico.
  • Dallo spazio alla Terra: monitoraggio satellitare e servizi di dati spaziali per un pianeta sostenibile e sicuro.
  • Gli investitori in tecnologie pulite incontrano le startup: sessione di reverse pitching.
  • Scuotere il settore edile: soluzioni innovative da tenere d’occhio.
18 marzo
  • Da rifiuto a valore: innovazione sostenibile in laboratori e assistenza sanitaria.
  • Rafforzare la resilienza: tecnologie sostenibili per il recupero delle infrastrutture post-crisi.
  • Ecodesign per il futuro marittimo: progettare navi, sistemi e vivere in mare in modo sostenibile.
  • Soluzioni innovative per preservare e ripristinare la salute del suolo.
19 marzo
  • Soluzioni digitali per la circolarità tessile.
  • Percorsi innovativi per ridurre la dispersione di fibre e microplastiche nel ciclo di vita tessile.
  • Soluzioni di imballaggio sostenibili per l’ecosistema del retail.
  • Innovazione mirata: intelligenza artificiale, design circolare e soluzioni intelligenti dall’industria creativa.
20 marzo
  • Decarbonizzare le industrie ad alta intensità energetica utilizzando soluzioni di efficienza energetica, tra cui l’idrogeno.
  • Start-up e scale-up che forniscono soluzioni idriche sostenibili per il settore agroalimentare ed energetico.
  • Reti intelligenti e soluzioni energetiche intelligenti per una maggiore resilienza nelle industrie europee.
23 marzo
  • Raccolta intelligente dei rifiuti: utilizzo di IoT e intelligenza artificiale per l’ottimizzazione della gestione dei rifiuti.
  • Decarbonizzazione dell’industria con materiali a basse emissioni di carbonio.
  • Passaporto digitale di prodotto (DPP) nell’industria alimentare.
  • Alimentare il futuro: soluzioni circolari per l’accumulo di energia.
24 marzo
  • Promuovere il cambiamento nel turismo: sostenibilità e impatto sociale attraverso gli acquisti.
  • Reverse Pitching da programmi di finanziamento e supporto: orientare le PMI verso una crescita sostenibile.

Come nel 2025, ci saranno 2 sessioni ospitate dall’Agrifood Sector Group: una incentrata sull’agricoltura intelligente e un’altra sulla salute del suolo.
Le aziende ed organizzazioni di tutti i settori, interessate a partecipare, sono invitate a registrarsi gratuitamente sul sito b2match selezionando, come support office, Unioncamere Veneto e compilando il profilo in ogni sua parte, compreso il marketplace, e descrivendo che cosa offre l’azienda e il potenziale partner da ricercare.

Per assistenza ed informazioni contattare Unioncamere del Veneto, Roberto Bassetto, tel. 041 0999419; e-mail: roberto.bassetto@eurosportelloveneto.it

Approfondisci il programma degli incontri B2B e dei pitching
Registrati a Sustainable Solutions Match 2026 

Aperta fino al 6 novembre 2025 la consultazione Pubblica Europea relativa alla Legge sull’Economia Circolare


La Commissione europea intende proporre una legge sull’economia circolare per rafforzare la sicurezza economica e la competitività dell’Unione Europea, promuovendo al contempo una produzione più sostenibile, modelli di business basati sull’economia circolare e la decarbonizzazione.

La legge faciliterà la libera circolazione di prodotti “circolari”, materie prime secondarie e rifiuti ed aumenterà l’offerta di materiali riciclati di alta qualità stimolando la domanda di tali materiali nell’UE.

A tal proposito la Commissione europea invita a partecipare alla consultazione pubblica, aperta fino al 6 novembre p.v. tramite la quale sarà possibile inviare osservazioni e suggerimenti, che verranno tenuti in considerazione per sviluppare e perfezionare ulteriormente questa iniziativa.
I contributi ricevuti verranno riassunti in un rapporto di sintesi e sarà data evidenza di come siano stati tenuti in considerazione.
Per poter partecipare alla consutalzione pubblica è necessario registrarsi preventivamente al portale.

Approfondisci gli obiettivi della consultazione pubblica
Partecipa alla consultazione pubblica

Riforma della Direttiva Quadro sui Rifiuti: novità riguardo a sprechi alimentari e rifiuti tessili


La Riforma della Direttiva Quadro sui Rifiuti, che introduce nuove misure per la gestione dei tessili e la lotta allo spreco alimentare dovrà essere recepita dagli Stati membri entro i prossimi 20 mesi.
Per la prima volta l’Unione Europea si dota di target di riduzione degli sprechi alimentari da raggiungere entro il 2030, calcolati rispetto alla media annua degli sprechi nel triennio 2021-2023, in particolare:

  • – 10 % di rifiuti alimentari nella trasformazione e nella fabbricazione;
  • – 30 % pro capite nel commercio al dettaglio, nei ristoranti, nei servizi di ristorazione e nei nuclei domestici.

Secondo i dati Eurostat pubblicati nel 2023:

  • ogni anno in Europa si buttano quasi 59 milioni di tonnellate di cibo, in media 131 kg/abitante (in Italia 145 kg/abitante),
  • lo spreco alimentare è responsabile del 16% delle emissioni totali di gas a effetto serra,
  • lo spreco alimentare è responsabile di una perdita di 132 miliardi di euro.

La più importante novità in merito ai rifiuti tessili riguarda invece l’introduzione di regimi armonizzati di responsabilità estesa del produttore (Epr), un sistema già operativo per altri rifiuti; in questo caso gli Stati membri avranno 30 mesi di tempo dall’entrata in vigore della Direttiva per definire le regole del sistema Epr. Il MASE, già nello scorso mese di luglio aveva comunicato di voler adottare entro il 2025 il sistema Epr nel tessile. Le nuove norme si applicano a tutte le imprese, anche quelle dell’e-commerce (quelle più piccole avranno un anno supplementare per adeguarsi) ed interessano:

  • capi d’abbigliamento,
  • accessori,
  • calzature,
  • coperte,
  • tende,
  • biancheria,
  • gli Stati membri potranno valutare se inserire anche i materassi.

Le tariffe a carico dei produttori dovrebbero essere “ecomodulate” e tenere in considerazione la circolarità e le prestazioni ambientali dei prodotti tessili, penalizzando così gli operatori della fast fashion.

Secondo dati dell’ISPRA:

  • i rifiuti tessili del continente ammontano a 12,6 milioni di tonnellate l’anno,
  • l’81% di rifiuti tessili in Italia non viene riciclata (il 78% in UE),
  • abbigliamento e calzature rappresentano 5,2 milioni di tonnellate di rifiuti, equivalenti a 12 kg/persona ogni anno.

News pubblicate nel 2025 e collegato all’argomento:

1) Fino al 5 maggio 2025 è possibile partecipare alla consultazione pubblica per definire il regime di responsabilità estesa del produttore per la filiera del tessile

2) Italia ancora leader in Europa ma per i rifiuti urbani bisogna fare ancora di più. Pubblicati “Il Riciclo in Italia 2024” e il “Rapporto rifiuti urbani”

Concorso di idee “Oggetti sostenibili – Disegniamo la sostenibilità”: le 4 scuole premiate


La Camera di commercio di Treviso – Belluno, tramite l’Ufficio Servizi Integrati per lo Sviluppo d’impresa – CSR, ha bandito per l’anno scolastico 2024 – 2025 il Concorso di idee “Oggetti sostenibili – Disegniamo la sostenibilità”, chiedendo di realizzare uno o più oggetti con materiali di riciclo, tra loro correlati in grado di rappresentare gli ambiti della sostenibilità, riassunti nell’acronimo ESG: E = environment/ambiente, S = social/sociale, G = governance.

Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato – in qualità di testimonianze aziendali – le società Contarina, Savno e Valpe, che gestiscono i rifiuti nei Comuni delle province di Treviso e di Belluno, attraverso un sistema integrato che considera il rifiuto dalla produzione, alla raccolta, al trattamento e recupero e sviluppano progetti dedicati alle scuole per far crescere cittadini più consapevoli, in grado di contribuire per la loro parte alla sostenibilità del territorio.
La dottoressa Barbara Sardella, dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Treviso ha portato i saluti anche da parte del dirigente dell’Ufficio scolastico di Belluno, dott. Massimiliano Salvador.

Durante l’evento sono state premiate per le scuole superiori:

Per le scuole primarie sono state invece premiati:

La Scuola Secondaria di I grado “Medaglia d’Oro Emidio Paolin” di Canale d’Agordo – facente partedell’IC Cencenighe Agordino (BL) – è stata premiata unitamente alla scuola primaria “C. Ronchi” di Vallada Agordina per aver collaborato alla realizzazione del progetto “Nel villaggio della sostenibilità gli oggetti di impresa, ambiente e sociale sono una realtà!”

La cerimonia di premiazione è avvenuta il 16 ottobre 2025.
Scarica il Comunicato Stampa per approfondire le informzioni sulla cerimonia di premiazione
Guarda il servizio andato in onda su TeleBelluno il 16 ottobre 2025

Cliccando sui link presenti nel testo è possibile vedere i video delle fasi di realizzazione dei progetti vincitori.

Normativa ambientale: consultazione Ue aperta fino al 10 settembre 2025


“Semplificare la normativa ambientale” è l’obiettivo della Commissione europea che sta lavorando ad un nuovo pacchetto omnibus – la cui proposta dovrebbe essere presentata in autunno – rivolto nello specifico ai seguenti tre i settori:

  • economia circolare
  • emissioni industriali, 
  • gestione dei rifiuti.

In vista di tale proposta, è stata aperta una consultazione pubblica con l’obiettivo di raccogliere pareri e proposte da cittadini e portatori di interesse, al fine di individuare quelle politiche ambientali Ue che abbiano il potenziale per:

  • una reale semplificazione per gli operatori senza compromettere gli obiettivi ambientali dell’UE e la tutela della salute umana;
  • ridurre l’onere amministrativo delle leggi ambientali per le piccole e medie imprese entro la fine del 2029;
  • garantire una migliore tutela ambientale nel lungo periodo.

Tra le misure ipotizzate, la Commissione cita:

  • la razionalizzare degli obblighi di segnalazione, ad esempio con l’eliminazione della banca dati SCIP (sostanze potenzialmente pericolose nei prodotti) ai sensi della Direttiva quadro sui rifiuti;
  • l’armonizzare delle disposizioni relative ai rappresentanti autorizzati per la responsabilità estesa del produttore (EPR) in ogni Stato membro in cui un produttore vende un prodotto soggetto alle norme EPR;
  • l’eliminazione di obblighi doppi di segnalazione, anche attraverso un’ulteriore digitalizzazione della comunicazione nei settori dell’economia circolare, delle emissioni industriali e della gestione dei rifiuti;
  • la materia delle autorizzazioni relative alle valutazioni ambientali sulla base delle esperienze recentemente acquisite, come quella del Net Zero Industry Act.

Il nuovo pacchetto di semplificazione sulla normativa ambientale segue la strada tracciata con la Bussola della Competitività che prevede dei target specifici relativamente al taglio degli oneri amministrativi. La consultazione è attiva fino al 10 settembre 2025.

Partecipa alla consultazione pubblica inviando i pareri entro il 10 settembre 2025

Circular Economy Act: consultazione pubblica aperta fino al 6 novembre 2025


In vista della presentazione del Circular Economy Act – provvedimento che si pone come obiettivo principale quello di creare un mercato unico per le materie prime seconde (comprese quelle critiche) e di aumentare offerta e domanda di materiali riciclati di qualità – la Commissione Europea ha aperto una consultazione pubblica per raccogliere pareri da cittadini e portatori di interesse.

Con il Circular Economy Act la Commissione Europea intende:

  • accelerare la transizione all’economia circolare, che negli ultimi anni non ha fatto passi significativi; ad esempio l’impiego nella produzione di materie prime derivanti da riciclo (materie prime seconde) è aumentato dal 10,7% del 2010 all’11,8% del 2023. Questo incremento poco rilevante è dovuto principalmente ad un mercato che ancora penalizza le materie prime seconde: se in alcuni casi la loro qualità non è ancora equiparabile a quella delle materie prime vergini, non viene valorizzato il risparmio sulle esternalità negative (minori impatti per estrazione, lavorazione, raffinazione, ecc.), né l’impatto dei flussi di rifiuti illegali (non tracciati);
  • rimuovere le barriere alla creazione di un mercato unico dei rifiuti, delle materie prime seconde e dei prodotti circolari.

due pilastri principali che caratterizzeranno il Circular Economy Act riguardano:

  1. le misure relative alla raccolta e al riciclo dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) che fanno registrare il più alto tasso di crescita (+2% all’anno) e che attualmente raggiungono il 40% di riciclo. La Commissione potrebbe decidere di rivedere le norme esistenti per renderle più semplici e adeguate allo scopo;
  2. realizzare interventi per promuovere il mercato unico dei rifiuti, delle materie prime secondarie e del loro utilizzo nei prodotti (ad esempio: riforma dei criteri end of waste; estensione dei regimi di responsabilità estesa del produttore; definizione di criteri per gli appalti pubblici).

Le pratiche circolari sono essenziali per cercare di raggiungere la neutralità climatica nel 2050. Il loro apporto è stimato tra il 20 e il 25% di riduzione delle emissioni.

Fino al 6 novembre 2025 è possibile avanzare pareri tramite la consultazione pubblica, aperta a cittadini, imprese, organizzazioni della società civile.

Compila la consultazione pubblica sul Circular Economy Act

Aggiornamento sul recepimento delle direttive UE in “ambito green”

La Legge 13 giugno 2025, n. 91 – pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (G.U.) n. 145 del 25 giugno 2025 – che entrerà in vigore il 10 luglio 2025, conferisce la delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea. Tra questi vi sono anche:

  • la direttiva 2024/825/Ue che aumenta il contrasto al greenwashing;
  • la direttiva 2024/1203/Ue sulla tutela penale dell’ambiente che allarga i comportamenti che gli Stati membri dovranno punire come delitti ambientali;
  • la direttiva 2024/1785/Ue che aggiorna le norme Ippcsulle emissioni degli impianti industriali (in Italia recepite nell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale);
  • la direttiva 2024/2881/Ue sulla qualità dell’aria ambiente.

Il Governo ha anche la delega ad attuare alcuni regolamenti Ue, che pur essendo immediatamente applicabili necessitano di disposizioni di coordinamento e integrazione, tra i quali: 

  • il regolamento 2023/1115/Ue che norma il contrasto al commercio di materie prime e prodotti legati alla deforestazione e al degrado forestale
  • il regolamento 2022/1616/Ue sul commercio di materiali e oggetti di plastica riciclata destinata a contatto con gli alimenti; 
  • il regolamento sulle batterie e i relativi rifiuti  e adeguare lo schema di responsabilità estesa del produttore alle nuove disposizioni previste dal regolamento (Ue) 2023/1542. L’art. 29  disciplina la delega al Governo per l’adeguamento della  normativa  nazionale  alle  disposizioni del regolamento (UE) 2023/1542 del Parlamento  europeo  e del Consiglio, del 12 luglio 2023, relativo alle  batterie  e  ai  rifiuti di batterie, che modifica  la  direttiva  2008/98/CE  e  il  regolamento (UE) 2019/1020 e abroga la direttiva 2006/66/CE.

Italia ancora leader in Europa ma per i rifiuti urbani bisogna fare ancora di più. Pubblicati “Il Riciclo in Italia 2024” e il “Rapporto rifiuti urbani”


I dati del rapporto “Il Riciclo in Italia 2024” (dati relativi al 2023) – realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo sostenibile e presentato il 13 dicembre a Milano – confermano il primato italiano per quanto concerne il riciclo di rifiuti con 137 milioni di tonnellate di rifiuti avviati a una nuova vita (IT 85,6% contro EU 41%) e il tasso di utilizzo circolare di materia (IT 20,8 % vs EU 11,8%) rispetto alla media europea; indicano inoltre un miglioramento del tasso di utilizzo di materie prime seconde.

Migliora anche il riciclo degli imballaggi (75,3%): con 10,5 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio riciclati, l’Italia supera i target UE del 2025 (65%) e del 2030 (70%).       
Nel Rapporto vengono illustrati in dettaglio i dati di 19 filiere, per 6 delle quali si superano, al momento superano, i target europei. Bene carta e cartone, acciaio, vetro, alluminio, legno, bioplastiche; in lieve miglioramento le quantità a riciclo effettivo per la plastica (+1,4%), superando il 48% di riciclo degli imballaggi immessi al consumo a fronte di un target UE al 2025 del 50%.  
Approfondisci i dati raccolti per le singole filiere

Ancora molto male il riciclo dei RAEE e la raccolta differenziata dei rifiuti tessili (160.000 tonnellate, circa il 16% dei rifiuti tessili prodotti). Per questi ultimi, l’obbligo di effettuare la raccolta differenziata in Italia è in vigore dal 2022 e sarà introdotto anche a livello europeo nel 2025. Il dato molto basso è dovuto sia alla carenza di impianti di riciclo, sia perché si è in attesa dell’istituzione dei sistemi (consorzi o simili) per l’esercizio della responsabilità estesa dei produttori, quindi del loro supporto finanziario e organizzativo alle raccolte e all’avvio.
Scarica il “Il Riciclo in Italia 2024”

Un discorso a parte merita il riciclo dei rifiuti urbani molto lontano dal target europeo del 65% in vigore dal 2019. Stando ai vincoli europei, dovremmo raggiungere il 55% l’anno prossimo, per poi aumentare fino al 65% del 2035. Per questa categoria di rifiuti, oltre al rapporto “Il Riciclo in Italia 2024” vi è anche un apposito documento presentato dall’Ispra dal quale emergono alcune tendenze positive e storiche criticità.

Nel 2023 la produzione nazionale di rifiuti urbani si attesta a 29,3 milioni di tonnellate, con un aumento dello 0,7% rispetto al 2022, che coincide con l’aumento del Pil. Nei Comuni più popolosi – in tutto 14 con oltre 200 mila abitanti – tra il 2022 e il 2023 si registra una sostanziale stabilità della produzione (il Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti ha tra i suoi obiettivi quello di ridurre la produzione di rifiuti urbani del 5% per unità di Pil).

La percentuale di riciclo dei rifiuti urbani (50,8%) in crescita dell’1,6% rispetto al 2022 non è in linea con i target UE. Bene la raccolta differenziata, arrivata al 66,6% su scala nazionale, ma l’aumento dei volumi raccolti non si accompagna a un miglioramento della qualità dei materiali differenziati e permangono gli squilibri tra macroaree:

  • Nord: 73,4%
  • Centro: 62,3%
  • Sud: 58,9%.

Veneto (77,7%), Emilia-Romagna (77,1%) e Sardegna (76,3%) sono le tre Regioni più virtuose. Rispetto al quantitativo di rifiuti urbani avviato a riciclo:

  • > 41% frazione organica,
  • 24,4 % carta e cartone,
  • 13,9% vetro,
  • 6,6% legno,
  • 5,4% plastica.

Il 15,8% rifiuti finiscono ancora in discarica. Entro il 2035 al massimo il 10% del totale dei rifiuti urbani potrà essere smaltito in discarica.
Scarica il rapporto “Rifiuti urbani 2024”

6° Rapporto sull’Economia Circolare in Italia


Il 10 maggio, durante la Conferenza nazionale sull’Economia Circolare è stato presentato il 6° rapporto curato dal Circular Economy Network, in collaborazione con Enea. Il documento, aggiornato e pubblicato con cadenza annuale, fotografa lo “stato dell’arte” dell’economia circolare in Italia.

Per la prima volta, le performance di circolarità delle cinque maggiori economie dell’Unione Europea sono state comparate usando gli indicatori della Commissione europea:

  • produzione e consumo,
  • gestione dei rifiuti,
  • materie prime seconde,
  • competitività e innovazione,
  • sostenibilità ecologica,
  • resilienza.

Anche con questa “nuova” metodologia, viene confermato il primato dell’Italia (45 punti) in termini di economia circolare, rispetto a Germania (38), Francia (30) Polonia e Spagna (26).

Highlight presentati nel report:

  • quota di riciclo complessiva 72% (media europea: 58%)
  • tasso di uso circolare di materia 18,7% (media europea: 11,5%)
  • per ogni kg di risorsa consumata 3,7 di PIL (media europea: 2,5 €)
  • consumo pro capite di materiali 12,8 t (media europea: 14,9 t)

Tra i focus di questo anno le piccole e medie imprese: con un’indagine realizzata tra dicembre 2023 e gennaio 2024, in collaborazione con CNA, è stato chiesto a 800 piccoli imprenditori cosa pensano e soprattutto come agiscono rispetto alle politiche green. Il 65% del campione delle piccole imprese intervistate dichiara di mettere in atto pratiche di economia circolare (oltre il doppio rispetto alle rilevazioni del 2021). Per il 61% delle imprese coinvolte nel sondaggio le misure di economia circolare generano benefici in termini di riduzione dei costi. Il 10% delle imprese ha intenzione di avvicinarsi all’economia circolare nel prossimo futuro.
Gli interventi realizzati più spesso riguardano:

  • l’uso di materiali riciclati (68,2%),
  • la riduzione degli imballaggi (64%),
  • interventi per la durabilità e la riparabilità del prodotto (53,2%). 

Approfondisci la notizia e scarica il Rapporto

Programma Sostenibilità Ambientale del Fondo di Perequazione 2019-2020: prosecuzione ciclo di eventi formativi dedicati alle imprese

La Camera di commercio Treviso – Belluno, ha aderito al Programma Sostenibilità Ambientale del Fondo di Perequazione 2019-2020. Le attività di progetto, che verranno realizzate tra il 2021 ed il 2022, seguiranno uno sviluppo su due macro aree: a livello nazionale l’organizzazione è in capo ad Unioncamere, mentre a livello regionale la capofila di progetto Unioncamere del Veneto.

L’Ente camerale partecipa al progetto supportando le due Unioni del Sistema camerale, nel promuovere le iniziative di formazione sulla sostenibilità ambientale nella transizione verso l’economia circolare, rivolte (a livello nazionale) alle imprese; mentre a livello regionale, nei prossimi mesi sarà impegnato, per quanto riguarda l’attuazione del progetto che approfondirà le tematiche relative all’utilizzo dei sottoprodotti e le best practice di economia circolare. Nel prosieguo delle attività verranno forniti tutti gli aggiornamenti di dettaglio.

ATTIVITA’ FORMATIVE PER IMPRESE (IN PARTICOLARE PMI)

L’attuale calendario prevede l’approfondimento di 3 Focus, ciascuno dei quali verrà replicato in 3 differenti date; gli eventi organizzati in modalità webinar con la collaborazione di Ecocerved, si pongono l’obiettivo di: 

  • informare le imprese in merito all’implementazione delle norme in materia di cessazione della qualifica del rifiuto; 
  • favorire la conoscenza della normativa e promuovere le attività svolte ai fini della riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera; 
  • incentivare la transizione verso la digitalizzazione degli adempimenti ambientali con la promozione della vidimazione digitale dei formulari.

Argomenti attualmente in programma:

  1. Vidimazione virtuale dei formulari: 19 ottobre 2021, 25 gennaio 2022 e 5 aprile 2022
  2. Cessazione della qualifica di rifiuto: 16 novembre 2021, 14 dicembre 2021 e 22 febbraio 2022
  3. Emissioni in atmosfera: 11 gennaio 2022, 8 febbraio 2022 e 10 maggio 2022 

I webinar della durata ci circa 1h 30’ saranno registrati e la registrazione degli eventi sarà resa disponibile, per un periodo determinato, sul sito di Ecocamere nell’apposita pagina di progetto. Alla fine di ogni evento è prevista una sessione dedicata ai quesiti dei partecipanti.

Per scaricare la brochure clicca qui
Per vedere il video promozionale clicca qui

Modalità di iscrizione ai webinar, contenuti, orari ed aggiornamenti sulle attività svolte saranno disponibili nella pagina di progetto: https://www.ecocamere.it/progetti/unioncamere

L’iscrizione ad ogni singolo corso potrà essere effettuata dalla settimana precedente la data di svolgimento, per un massimo di 1.000 partecipanti. A partire dal giorno successivo al corso, sarà reso disponibile il materiale nella sezione dedicata nella medesima pagina di progetto.

Non è previsto il rilascio di attestati di partecipazione.

Per ulteriori approfondimenti si rinvia alla pagina di progetto sopra linkata