Consultazione nell’ambito della valutazione di impatto riguardante i requisiti per i futuri fornitori di servizi per il Passaporto digitale di prodotto


Il passaporto digitale di prodotto (DPP) rappresenta un’innovazione fondamentale nell’ambito del Regolamento (UE) 2024/1781 sull’Ecodesign e ha l’obiettivo di raccogliere e condividere, tramite modalità di facile accesso, informazioni su una serie di aspetti ambientali relativi ai prodotti (per esempio contenuto di sostanze pericolose, durabilità, impronta carbonica ecc.).

Il DPP sarà a disposizione dei consumatori, delle imprese e delle autorità pubbliche competenti e contribuirà a prendere decisioni informate e ad aumentare la domanda di prodotti sostenibili.
Fino al 27 agosto 2025 è possibile partecipare alla consultazione avviata dalla Direzione Generale GROW della Commissione Europea – che si occupa di mercato interno, industria e imprenditoria -che ha l’obiettivo di valutare costi e impatti derivanti dai requisiti proposti per i soggetti che forniranno servizi legati al DPP, nonché esplorare la fattibilità di un eventuale sistema di certificazione. 

Partecipare alla consultazione fornisce un contributo prezioso per orientare le scelte della Commissione Europea su questo tema. Sono disponibili 4 differenti sondaggi per gruppi specifici di parti interessate sul passaporto digitale dei prodotti (DPP):

  1. Imprese (comprese le PMI) che operano principalmente nel campo della circolarità e della gestione dei rifiuti. Ad esempio, le imprese di smaltimento dei rifiuti e quelle che si occupano di riciclaggio, riparazione, ricondizionamento e riconversione dei prodotti saranno tra i principali utilizzatori dei prodotti fitosanitari. Possono partecipare anche le organizzazioni che rappresentano tali imprese;
  2. Imprese e le PMI che, in quanto operatori economici responsabili, sono tenute a produrre un DPP per i loro prodotti. La presente indagine è aperta anche ai fornitori di servizi che ospitano DPP per conto di terzi, nonché alle organizzazioni che rappresentano tali società;
  3. Singoli consumatori e associazioni, insieme alle autorità per la tutela dei consumatori o a un altro organismo che rappresenta tali interessi;
  4. Autorità nazionali di vigilanza del mercato o di sdoganamento.

Approfondisci il Regolamento (UE) 2024/1781 sull’Ecodesign

Commissione Europea: presentato il pacchetto “Omnibus” di semplificazione delle normative europee in materia di sostenibilità


Con l’obiettivo di semplificare le norme dell’UE e di ridurre la complessità e l’onere burocratico per le aziende, in particolare quelle più piccole – per le quali viene proposta l’adozione di uno standard di rendicontazione volontaria basato sullo standard per le PMI (VSME) sviluppato dall’EFRAG – la Commissione Europea ha adottato un nuovo pacchetto di proposte, denominato “Omnibus”.

Riunendo le proposte relative ad ambiti legislativi collegati tra loro, i pacchetti “omnibus” puntano a una semplificazione di vasta portata nei settori dell’informativa sulla finanza sostenibile, del dovere di diligenza ai fini della sostenibilità, della tassonomia dell’UE, del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere e dei programmi di investimento europei, in particolare per quanto riguarda le seguenti normative:

  1. Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD (Direttiva UE 2022/2464);
  2. Corporate Sustainability Due Diligence Directive – CSDDD (Direttiva 2024/1760);
  3. Carbon Adjustment Mechanism – CBAM (Regolamento 2023/956);
  4. i programmi di investimento, tra cui InvestEU, il FEIS e i criteri DNSH (“do not significant harm”).

Le proposte, se adottate e attuate come previsto oggi, ridurranno la complessità dei requisiti dell’UE per tutte le imprese, e in particolare per le PMI e le piccole imprese a media capitalizzazione e porteranno risparmi complessivi in termini di costi amministrativi annuali di circa 6,3 miliardi di €mobilitando capacità aggiuntive di investimento pubblico e privato pari a a 50 miliardi di € a sostegno delle priorità politiche.    

Prossime tappe

In linea con la comunicazione sulla semplificazione e l’attuazione pubblicata l’11 gennaio 2024, la Commissione Europea invita i colegislatori a dare priorità a questo pacchetto omnibus, in particolare per quanto riguarda la proposta di posticipare determinati obblighi di informativa nell’ambito della CSRD e il termine di recepimento nel quadro della CSDDD, rispondendo così alle principali preoccupazioni espresse dai portatori di interessi.

Le modifiche della direttiva relativa alla rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD), della direttiva sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (CSDDD), del regolamento sulla tassonomia e del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) entreranno in vigore una volta che i colegislatori avranno raggiunto un accordo sulle proposte e dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

Per ulteriori approfondimenti
Per comprendere meglio le modifiche apportate alla normativa: Omnibus 1 e Omnibus 2 
Per un esame dettagliato delle semplificazioni più importanti e del loro impatto