In vista della presentazione del Circular Economy Act – provvedimento che si pone come obiettivo principale quello di creare un mercato unico per le materie prime seconde (comprese quelle critiche) e di aumentare offerta e domanda di materiali riciclati di qualità – la Commissione Europea ha aperto una consultazione pubblica per raccogliere pareri da cittadini e portatori di interesse.
Con il Circular Economy Act la Commissione Europea intende:
- accelerare la transizione all’economia circolare, che negli ultimi anni non ha fatto passi significativi; ad esempio l’impiego nella produzione di materie prime derivanti da riciclo (materie prime seconde) è aumentato dal 10,7% del 2010 all’11,8% del 2023. Questo incremento poco rilevante è dovuto principalmente ad un mercato che ancora penalizza le materie prime seconde: se in alcuni casi la loro qualità non è ancora equiparabile a quella delle materie prime vergini, non viene valorizzato il risparmio sulle esternalità negative (minori impatti per estrazione, lavorazione, raffinazione, ecc.), né l’impatto dei flussi di rifiuti illegali (non tracciati);
- rimuovere le barriere alla creazione di un mercato unico dei rifiuti, delle materie prime seconde e dei prodotti circolari.
I due pilastri principali che caratterizzeranno il Circular Economy Act riguardano:
- le misure relative alla raccolta e al riciclo dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) che fanno registrare il più alto tasso di crescita (+2% all’anno) e che attualmente raggiungono il 40% di riciclo. La Commissione potrebbe decidere di rivedere le norme esistenti per renderle più semplici e adeguate allo scopo;
- realizzare interventi per promuovere il mercato unico dei rifiuti, delle materie prime secondarie e del loro utilizzo nei prodotti (ad esempio: riforma dei criteri end of waste; estensione dei regimi di responsabilità estesa del produttore; definizione di criteri per gli appalti pubblici).
Le pratiche circolari sono essenziali per cercare di raggiungere la neutralità climatica nel 2050. Il loro apporto è stimato tra il 20 e il 25% di riduzione delle emissioni.
Fino al 6 novembre 2025 è possibile avanzare pareri tramite la consultazione pubblica, aperta a cittadini, imprese, organizzazioni della società civile.
Compila la consultazione pubblica sul Circular Economy Act