Aperta fino al 6 novembre 2025 la consultazione Pubblica Europea relativa alla Legge sull’Economia Circolare


La Commissione europea intende proporre una legge sull’economia circolare per rafforzare la sicurezza economica e la competitività dell’Unione Europea, promuovendo al contempo una produzione più sostenibile, modelli di business basati sull’economia circolare e la decarbonizzazione.

La legge faciliterà la libera circolazione di prodotti “circolari”, materie prime secondarie e rifiuti ed aumenterà l’offerta di materiali riciclati di alta qualità stimolando la domanda di tali materiali nell’UE.

A tal proposito la Commissione europea invita a partecipare alla consultazione pubblica, aperta fino al 6 novembre p.v. tramite la quale sarà possibile inviare osservazioni e suggerimenti, che verranno tenuti in considerazione per sviluppare e perfezionare ulteriormente questa iniziativa.
I contributi ricevuti verranno riassunti in un rapporto di sintesi e sarà data evidenza di come siano stati tenuti in considerazione.
Per poter partecipare alla consutalzione pubblica è necessario registrarsi preventivamente al portale.

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Circular Economy Act: consultazione pubblica aperta fino al 6 novembre 2025


In vista della presentazione del Circular Economy Act – provvedimento che si pone come obiettivo principale quello di creare un mercato unico per le materie prime seconde (comprese quelle critiche) e di aumentare offerta e domanda di materiali riciclati di qualità – la Commissione Europea ha aperto una consultazione pubblica per raccogliere pareri da cittadini e portatori di interesse.

Con il Circular Economy Act la Commissione Europea intende:

  • accelerare la transizione all’economia circolare, che negli ultimi anni non ha fatto passi significativi; ad esempio l’impiego nella produzione di materie prime derivanti da riciclo (materie prime seconde) è aumentato dal 10,7% del 2010 all’11,8% del 2023. Questo incremento poco rilevante è dovuto principalmente ad un mercato che ancora penalizza le materie prime seconde: se in alcuni casi la loro qualità non è ancora equiparabile a quella delle materie prime vergini, non viene valorizzato il risparmio sulle esternalità negative (minori impatti per estrazione, lavorazione, raffinazione, ecc.), né l’impatto dei flussi di rifiuti illegali (non tracciati);
  • rimuovere le barriere alla creazione di un mercato unico dei rifiuti, delle materie prime seconde e dei prodotti circolari.

due pilastri principali che caratterizzeranno il Circular Economy Act riguardano:

  1. le misure relative alla raccolta e al riciclo dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) che fanno registrare il più alto tasso di crescita (+2% all’anno) e che attualmente raggiungono il 40% di riciclo. La Commissione potrebbe decidere di rivedere le norme esistenti per renderle più semplici e adeguate allo scopo;
  2. realizzare interventi per promuovere il mercato unico dei rifiuti, delle materie prime secondarie e del loro utilizzo nei prodotti (ad esempio: riforma dei criteri end of waste; estensione dei regimi di responsabilità estesa del produttore; definizione di criteri per gli appalti pubblici).

Le pratiche circolari sono essenziali per cercare di raggiungere la neutralità climatica nel 2050. Il loro apporto è stimato tra il 20 e il 25% di riduzione delle emissioni.

Fino al 6 novembre 2025 è possibile avanzare pareri tramite la consultazione pubblica, aperta a cittadini, imprese, organizzazioni della società civile.

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