Concorso ARPAV “QUALeidEA! 2026”: prorogata al 30 novembre la scadenza per la partecipazione


ARPAV ha indetto una nuova edizione del concorso QUALe idEA! con modalità rinnovate, per avvicinare gli studenti e le studentesse delle Scuole Primarie (classi 3^, 4^ e 5^) e delle Scuole Secondarie di primo grado (tutte le classi) di tutto il Veneto ai problemi ambientali e alle buone pratiche sostenibili, anche con l’utilizzo degli strumenti digitali.

L’iniziativa intende promuovere una maggior consapevolezza e responsabilità sulle tematiche ambientali e invita ragazze e ragazzi a promuovere a casa e a scuola nuovi comportamenti e stili di vita sostenibili, orientati al contenimento dell’impronta ecologica individuale e al raggiungimento degli obiettivi strategici dell’Agenda 2030 dell’ONU correlati alla Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile.

Il Focus del concorso è dedicato ai temi dello sviluppo sostenibile, Agenda 2030 e cambiamenti climatici con diversi approfondimenti disponibili sulla piattaforma digitale dedicata. Il concorso prevede le seguenti fasi:

  • conoscenza degli obiettivi dell’Agenda 2030: questa fase sarà realizzata dagli insegnanti con materiale didattico di supporto attraverso una piattaforma digitale dedicata, uno strumento didattico innovativo e flessibile, con contenuti digitali multimediali,
  • raccolta dati e informazioni sul tema ambientale scelto,
  • progetto per promuovere azioni concrete in coerenza con i principi di sviluppo sostenibile del programma mondiale.

Alle scuole primarie e alle scuole secondarie di I grado vincitrici saranno assegnati rispettivamente tre premi in denaro, così ripartiti: 1° premio: € 800, 2° premio: € 600, 3° premio: € 500.

Il progetto mette a disposizione una piattaforma digitale ricca di contenuti e accompagna i docenti in un percorso di crescita valorizzando un approccio concreto agli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. Il progetto aderisce alle proposte per la Rete di scuole che promuovono salute della Regione del Veneto

Iscriviti (scuola) al concorso entro il 30 novembre 2025

Per ulteriori informazioni inviare una email a ea@arpa.veneto.it – Ufficio comunicazione ed educazione alla sostenibilità Arpav

“Crisi climatica e gestione delle risorse idriche: scenari e proposte di policy per l’asse fluviale del Piave tra Belluno e Treviso”: ciclo di seminari

La Camera di commercio di Treviso – Belluno in collaborazione con AsVeSS organizza un ciclo di seminari con l’obiettivo di affrontare le profonde modifiche del sistema idrico, causate da piogge irregolari e siccità, e costruire un piano condiviso per la gestione sostenibile delle risorse lungo l’asse fluviale del Piave. I tre incontri si terranno presso la sede camerale di Treviso (Piazza Borsa 3/b), con inizio alle ore 16:00. 

I seminari vedranno la partecipazione di relatori esperti:

  • mercoledì 29 ottobre: il primo evento si focalizza sulla comprensione e sull’analisi della risorsa idrica. In un contesto in cui la crisi climatica porta a piogge irregolari e siccità, è fondamentale disporre di dati precisi e strumenti di previsione affidabili.
  • mercoledì 5 novembre: il secondo evento esplora soluzioni pratiche e ingegneristiche per aumentare e preservare le riserve idriche. L’accumulo e l’infiltrazione sono strategie cruciali per contrastare sia la rapida corsa dei fiumi verso il mare sia la pressione sulle riserve sotterranee, spesso sotto stress per eccessivo sfruttamento
  • venerdì 14 novembre: l’ultimo seminario è dedicato all’efficienza e alla sostenibilità nell’uso dell’acqua. In un quadro di risorse limitate, la riduzione dei consumi e la misurazione dell’impronta idrica diventano essenziali per una gestione responsabile.

Scarica la locandina
Iscriviti ai seminari in presenza

Per ulteriori informazioni contattare: Osservatorio Treviso-Belluno, e-mail osservatorio.trevisobelluno@gmail.com

Consultazione nell’ambito della valutazione di impatto riguardante i requisiti per i futuri fornitori di servizi per il Passaporto digitale di prodotto


Il passaporto digitale di prodotto (DPP) rappresenta un’innovazione fondamentale nell’ambito del Regolamento (UE) 2024/1781 sull’Ecodesign e ha l’obiettivo di raccogliere e condividere, tramite modalità di facile accesso, informazioni su una serie di aspetti ambientali relativi ai prodotti (per esempio contenuto di sostanze pericolose, durabilità, impronta carbonica ecc.).

Il DPP sarà a disposizione dei consumatori, delle imprese e delle autorità pubbliche competenti e contribuirà a prendere decisioni informate e ad aumentare la domanda di prodotti sostenibili.
Fino al 27 agosto 2025 è possibile partecipare alla consultazione avviata dalla Direzione Generale GROW della Commissione Europea – che si occupa di mercato interno, industria e imprenditoria -che ha l’obiettivo di valutare costi e impatti derivanti dai requisiti proposti per i soggetti che forniranno servizi legati al DPP, nonché esplorare la fattibilità di un eventuale sistema di certificazione. 

Partecipare alla consultazione fornisce un contributo prezioso per orientare le scelte della Commissione Europea su questo tema. Sono disponibili 4 differenti sondaggi per gruppi specifici di parti interessate sul passaporto digitale dei prodotti (DPP):

  1. Imprese (comprese le PMI) che operano principalmente nel campo della circolarità e della gestione dei rifiuti. Ad esempio, le imprese di smaltimento dei rifiuti e quelle che si occupano di riciclaggio, riparazione, ricondizionamento e riconversione dei prodotti saranno tra i principali utilizzatori dei prodotti fitosanitari. Possono partecipare anche le organizzazioni che rappresentano tali imprese;
  2. Imprese e le PMI che, in quanto operatori economici responsabili, sono tenute a produrre un DPP per i loro prodotti. La presente indagine è aperta anche ai fornitori di servizi che ospitano DPP per conto di terzi, nonché alle organizzazioni che rappresentano tali società;
  3. Singoli consumatori e associazioni, insieme alle autorità per la tutela dei consumatori o a un altro organismo che rappresenta tali interessi;
  4. Autorità nazionali di vigilanza del mercato o di sdoganamento.

Approfondisci il Regolamento (UE) 2024/1781 sull’Ecodesign

Strategie UE per la resilienza


La Commissione europea sta perseguendo strategie per la resilienza delle reti elettriche e delle reti idriche.
Per quanto riguarda la prima Strategia, il blackout che ha colpito Spagna e Portogallo lo scorso 28 aprile 2025 ha evidenziato l’urgenza di potenziare le infrastrutture di stoccaggio dell’energia per garantire la stabilità e la resilienza delle reti elettriche.
Con il sostegno del Centro Comune di Ricerca (JRC), è stato quindi recentemente lanciato “l’European Energy Storage Inventory”: una piattaforma interattiva che fornisce dati in tempo quasi reale sullo stoccaggio dell’energia pulita e che rappresenta il primo tentativo a livello europeo di offrire una panoramica completa su tutte le forme di accumulo energetico sostenibile, superando le limitazioni delle banche dati esistenti.

L’inventory consente, attraverso mappe dinamiche e cruscotti interattivi:

  • di visualizzare lo stato operativo degli impianti,
  • confrontare le tecnologie disponibili,
  • analizzare la distribuzione geografica dei progetti nei vari Stati membri.

La piattaforma raccoglie dati da fonti pubbliche e private per supportare la pianificazione dei sistemi energetici, migliorare le previsioni di capacità e sviluppare strategie energetiche integrate e mette a disposizione una sezione dedicata all’esplorazione interattiva dei progetti di stoccaggio in Europa, navigabile attraverso strumenti dinamici e filtri personalizzabili (ad esempio selezionando criteri come lo stato di avanzamento, la tecnologia utilizzata, le sotto-tecnologie impiegate e altri parametri rilevanti). Inoltre, l’inventory contribuisce al lavoro del Clean Energy Technology Observatory, un’iniziativa della Commissione europea che monitora le attività di ricerca e innovazione nel settore delle tecnologie energetiche pulite, fornendo analisi strategiche per sostenere le politiche dell’UE in materia di energia e clima. L’European Energy Storage Inventory rappresenta uno strumento fondamentale per pianificare e implementare soluzioni di accumulo adeguate, prevenendo futuri disservizi e sostenendo la transizione energetica dell’UE.

Utilizza l’European Energy Storage Inventory

La Strategia europea per la resilienza idrica, pubblicata dalla Commissione europea il 3 giugno, rappresenta invece una risposta urgente e strutturata alla crescente scarsità e insicurezza dell’acqua nell’UE, dove oltre il 34% del territorio è soggetto a stress idrico.

La Strategia mira a:

  • ripristinare il ciclo dell’acqua,
  • rafforzare la competitività economica,
  • garantire acqua pulita e accessibile,
  • promuove la digitalizzazione della gestione idrica con un Action Plan sull’uso dell’IA e un hub tematico Copernicus per facilitare l’uso dei dati satellitari,
  • proporre l’integrazione del consumo idrico tra i criteri ambientali rilevanti per la sostenibilità dei prodotti, in particolare nel contesto del nuovo Regolamento Ecodesign per Prodotti Sostenibili (ESPR)*.

Sul fronte degli investimenti, sarà avviato nel 2026 un Acceleratore per gli investimenti nella resilienza idrica e verrà lanciato un programma congiunto con la BEI per mobilitare oltre 15 miliardi di euro in progetti idrici.

Annunciata anche la creazione della European Water Academy (EWA), guidata dal JRC, con l’obiettivo di colmare le lacune di competenze nel settore idrico attraverso formazione avanzata, innovazione e collaborazione tra attori pubblici e privati. L’EWA promuoverà lo sviluppo di tecnologie per il riuso dell’acqua, la desalinizzazione, l’irrigazione di precisione e la protezione delle infrastrutture critiche.

Scarica la Strategia europea per la resilienza idrica


(*) Questo significherebbe che in futuro il water footprint, cioè l’impronta idrica complessiva di un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita, potrebbe essere inclusa nel passaporto digitale dei prodotti, insieme ad altri parametri ambientali come l’efficienza energetica e la durabilità.

Contributi per progetti per la valutazione dell’impronta ambientale dei prodotti ai fini dell’adesione allo Schema “Made Green in Italy”


Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Direzione generale per la sostenibilità dei prodotti e dei consumi, al fine di incentivare l’adesione allo schema nazionale volontario denominato “Made Green in Italy” da parte delle aziende italiane, intende concedere un contributo a fondo perduto per la realizzazione di progetti per la valutazione dell’impronta ambientale dei prodotti, necessari ai fini dell’adesione allo Schema “Made Green in Italy” provenienti dai “soggetti richiedenti” di cui all’art. 2, comma 1, lettera aa) del DM n. 56/2018.

Possono richiedere  il contributo (entro le ore 20:00 del 3 febbraio 2025) i produttori di prodotti classificabili come Made in Italynel rispetto di quanto stabilito dall’art. 60 del Regolamento (UE) n. 952/2013 che istituisce il codice doganale dell’Unione, per i quali sono pubblicate e in corso di validità al momento di presentazione dell’istanza le corrispondenti “Regole di Categoria di Prodotto” (RCP) e dalle relative disposizioni di applicazione, che richiedono l’adesione allo schema per almeno un loro prodotto.

La dotazione finanziaria del Bando ammonta complessivamente a € 114.000 e per ciascuna proposta progettuale ammessa è previsto un contributo a fondo perduto entro il limite massimo di € 10.000.

Approfondisci la notizia dal portale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
Scarica il Bando Made Green in Italy