Bando per la Certificazione “Conciliazione Vita-Lavoro” (UNI/PdR 192:2026) – Contributi e servizi per le imprese


Nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Il lavoro a misura di famiglia”, promossa dal Dipartimento per le politiche della famiglia, dal Dipartimento per le pari opportunità e da Unioncamere, è stato attivato un nuovo avviso per supportare le imprese nell’adozione di politiche di flessibilità e welfare aziendale, portando al conseguimento della Certificazione secondo la prassi UNI/PdR 192:2026, che attesta la capacità di un’impresa di adottare un vero e proprio sistema di gestione per la conciliazione vita-lavoro.

La certificazione valuta l’azienda su 7 aree di intervento:

  1. Organizzazione del Lavoro e Flessibilità;
  2. supporto alla Maternità;
  3. supporto alla Genitorialità;
  4. supporto agli Impegni di Cura;
  5. salute e Benessere;
  6. sostegno Economico e Servizi;
  7. sviluppo e Continuità di Carriera;

e porta alcuni importanti vantaggi per le imprese:

  • miglioramento dell’organizzazione interna, maggiore attrattività verso i talenti (retention), valorizzazione della propria sostenibilità sociale e reputazione sul mercato;
  • sgravio contributivo: esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino all’1%, nel limite massimo di 50.000 euro annui per azienda (D.L. 62/2026).

Il Bando per la Certificazione “Conciliazione Vita-Lavoro” (UNI/PdR 192:2026) sostiene le imprese interessate attraverso due principali linee di agevolazione non cumulabili con altri aiuti per le medesime spese:

  1. Voucher per Assistenza Tecnica e Accompagnamento
    • Cosa finanzia: Servizi specialistici di tutoraggio, gap analysis, personalizzazione strumenti e redazione del “Piano aziendale” pre-audit, erogati da esperti qualificati.
    • Importo: Voucher fino a un massimo di 2.459,01 euro (al netto dell’IVA) per impresa, corrispondente a un massimo di 6 giornate di consulenza (valore di 409,84 € + IVA a giornata).
  2. Contributo per Servizi di Certificazione
    • Cosa finanzia: Le spese sostenute per la prima certificazione di conformità alla prassi UNI/PdR 192:2026, rilasciata da Organismi accreditati (esame della domanda, verifica documentale, verifica in sede e rilascio certificato).
    • Importo: Il massimale del contributo varia in base alla dimensione aziendale e al numero di addetti. Si va da un massimo di 1.800,00 euro (per micro-imprese da 1 a 5 addetti) fino a un massimo di 12.000,00 euro (per realtà con oltre 250 addetti).
    • Premialità: È previsto un contributo aggiuntivo di 450,00 euro per le imprese già in possesso di certificazione per la Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022) o del marchio “Family Audit”.

Possono richiedere le agevolazioni tutte le imprese attive in Italia con almeno un dipendente, in pieno esercizio dei propri diritti e in regola con il DURC, con gli obblighi del collocamento mirato e della normativa per le pari opportunità.
I requisiti di cui all’art. 4 comma 1, lettere da a) a l) del Bando, devono essere posseduti, a pena di esclusione, oltre che al momento della presentazione della domanda, sino al momento dell’erogazione dei servizi previsti.

La dotazione finanziaria complessiva messa a disposizione a livello nazionale è di 7.500.000,00 euro, così ripartita:

  • 3.250.000,00 euro destinati ai servizi di assistenza tecnica (erogati sotto forma di voucher).
  • 4.250.000,00 euro destinati ai contributi diretti per i costi di certificazione.

Le agevolazioni sono concesse a fondo perduto e rientrano nei limiti del regime “De minimis”.
L’iter per l’adesione all’iniziativa prevede la presentazione della domanda tramite piattaforma informatica Restart.
Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 10:00 del 21 settembre 2026 fino alle ore 16:00 del 31 marzo 2027 (salvo esaurimento anticipato delle risorse).
Le domande saranno istruite secondo l’ordine cronologico di arrivo, senza attendere la chiusura dell’avviso, entro il termine massimo di 90 giorni dalla presentazione della domanda. Attenzione!: la prima certificazione dovrà essere ottenuta dopo la concessione del contributo ed entro il termine del 30 giugno 2027.

Approfondisci l’informazione
Scarica il bando

Per informazioni:

Supporto Amministrativo (Avviso e Requisiti): UNIONCAMERE, Responsabile Unico del procedemento: dott. Riccardo Cuomo; e-mail avvisoconciliazioneimprese@unioncamere.it

Supporto Tecnico (Piattaforma Restart) per problemi di accesso con SPID/CNS/CIE, errori di sistema durante la compilazione online o difficoltà nel caricamento degli allegati: INFOCAMERE, web https://restart.infocamere.it/aiuto

Camera di commercio Treviso –  Belluno, Ufficio Servizi Integrati per lo Sviluppo d’Impresa, CSR; Tel. 0422 595 269; e-mail servizi.impresa@tb.camcom.it

Ancora pochi giorni per partecipare al Premio di Eccellenza Duale


Fino all’11 settembre 2026 è possibile inviare le candidature all’edizione 2026 del Premio di Eccellenza Duale, iniziativa coordinata dalla Camera di commercio Italo-Germanica AHK Italien nell’ambito della cooperazione bilaterale italo-tedesca in materia di politiche del lavoro e formazione.

Il Premio – realizzato con il sostegno, tra gli altri, del Ministero dell’Istruzione Tedesco, del German Office for International Cooperation in Vocational Education, del Ministero dell’Istruzione e del Merito e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – valorizza le imprese italiane che realizzano percorsi di formazione duale di eccellenza in Italia, in collaborazione con Enti, Centri ed Istituti di formazione, nonché iniziative per l’orientamento professionale dei giovani e mira allo sviluppo del sistema duale italiano e alla promozione della responsabilità sociale e formativa delle imprese nel mercato del lavoro.

I progetti candidati devono essere in corso di attuazione durante il periodo di validità del Bando oppure essere stati avviati da non più di 12 mesi dalla data di pubblicazione dello stesso.

Da quest’anno possono candidarsi anche aziende, associazioni, consorzi di imprese e realtà che hanno in corso di attuazione iniziative di orientamento professionale, ossia attività informative, esperienziali e di sensibilizzazione finalizzate ad avvicinare i giovani al mondo del lavoro e ad aiutarli nelle scelte formative e professionali.

Le categorie in gara per l’edizione 2026 del Premio sono:

  • Apprendistato duale di 1° livello
  • Apprendistato duale di 3° livello
  • Formazione Scuola-Lavoro (FSL)
  • Microimprese

oltre ad un premio speciale per le iniziative di orientamento professionale dei giovani.

Scarica il bando Prmeio Duale 2026
Anteprima modulo di candidatura
Candidati al Premio di Eccellenza Duale
Candidati al premio speciale orientamento professionale

Per ulteriori informazioni scrivere a: premioduale@ahk.it 


In otto anni, il Premio ha contribuito alla promozione di oltre 330 progetti realizzati da più di 290 aziende sull’intero territorio nazionale, con un pool di oltre 70 imprese vincitrici o finaliste del concorso: una community di eccellenze duali che viene attivamente coinvolta in iniziative di visibilità e divulgazione del valore della formazione duale in Italia.

Borsa di studio per la migliore tesi di laurea nelle materie dell’OIL – Edizione 2026


Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con l’Ufficio OIL per l’Italia e San Marino, indice per l’annualità 2026, il concorso annuale per l’assegnazione di una borsa di studio di euro 4.000,00 (quattromila/00), al lordo degli oneri fiscali e delle ritenute di legge, per la migliore tesi di laurea nelle materie attinenti alle finalità dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), discussa nel periodo dal 1° agosto 2025 al 31 luglio 2026.

Possono partecipare al concorso coloro che abbiano conseguito, nel periodo indicato uno dei seguenti titoli:

  • diploma di laurea secondo il previgente ordinamento;
  • analogo titolo accademico a quelli sopra citati, conseguito all’estero e preventivamente riconosciuto idoneo;
  • laurea specialistica;
  • laurea magistrale (2° ciclo);
  • laurea magistrale a ciclo unico;

La borsa di studio sarà attribuita alla migliore tesi di laurea pervenuta che abbia ad oggetto uno tra i seguenti argomenti:

  • La centralità della persona nell’era dell’Intelligenza Artificiale tra diritti fondamentali, gestione degli algoritmi e nuove forme di tutela nel diritto del lavoro;
  • L’Organizzazione Internazionale del Lavoro nella governance globale del lavoro: il tripartitismo e il dialogo sociale quali mezzi di inclusione, equità e sviluppo sostenibile;
  • La parità di genere nel lavoro: dall’affermazione dei principi di uguaglianza e non discriminazione all’effettività degli strumenti di protezione e promozione nell’ordinamento internazionale, europeo e nazionale;
  • Il lavoro mediante piattaforme digitali tra qualificazione giuridica e disciplina: l’evoluzione giurisprudenziale e normativa verso un quadro uniforme di tutele in una prospettiva di lavoro dignitoso;
  • La cultura della prevenzione nel mondo del lavoro: il ruolo degli standard internazionali dell’OIL e degli strumenti nazionali volti alla protezione della salute e sicurezza sul lavoro e del benessere organizzativo;
  • La “Just Transition” nell’azione dell’OIL: sostenibilità ambientale, giustizia sociale e nuovi sistemi di tutela del lavoro nelle trasformazioni economiche e occupazionali.
  • Politiche per la resilienza del mercato del lavoro alle transizioni demografiche e all’invecchiamento della popolazione.
  • Imprese e diritti umani: strumenti per prevenire lo sfruttamento lavorativo e per garantire il lavoro dignitoso nelle filiere produttive e dei servizi.

Le domande di partecipazione al concorso devono essere presentate entro le ore 12:00 del 30 settembre 2026, secondo le modalità indicate nel bando.

Scarica l’Avviso 2026
Scarica la domanda di partecipazione

Nasce la Coalizione nazionale per la mobilità sostenibile


Il 6 agosto scorso è nata la Coalizione nazionale per la mobilità sostenibile, la prima rete nazionale sul tema tra enti di grandi dimensioni: Inail, Automobile club d’Italia (Aci) e Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).
La volontà della nuova rete è rafforzare negli ambienti lavorativi le buone pratiche sulla mobilità sostenibile e sulla riduzione dell’impatto ambientale del traffico veicolare nelle aree urbane.

Il nucleo dei progetti si concentrerà sul potenziamento del Mobility Management aziendale e sulla strutturazione di campagne di comunicazione per diffondere buone pratiche stradali e ambientali. Tra le attività previste:

  • riunioni periodiche per la definizione degli indirizzi strategici,
  • eventi,
  • tavoli tematici,
  • realizzazione di campagne comunicative rivolte al personale,
  • promozione di corsi e seminari di formazione,
  • scambio di informazioni ed esperienze,
  • approfondimenti, analisi e ricerca.

La rete è aperta; pertanto alla Coalizione potranno aderire anche altri enti con particolare qualificazione tecnico-scientifica per accrescerne le competenze trasversali e metterle a fattor comune.

Per il monitoraggio, la valutazione dei risultati e dell’avanzamento degli interventi saranno utilizzati indicatori qualitativi e quantitativi, tra cui il numero delle iniziative realizzate, la formazione rivolta ai dipendenti e l’incremento delle modalità di trasporto sostenibili come car pooling, bike sharing e micromobilità.

La Coalizione sarà presentata nel corso dell’evento “I cantieri della mobilità sostenibile”, in programma il 18 settembre presso l’auditorium della Direzione centrale organizzazione digitale dell’Inail, nell’ambito della Settimana europea della mobilità 2026. 

Per ulteriori aggiornamenti sulle attività della rete si invita a controllare le notizie pubblicate nel il sito web https://www.inail.it/

L’Italia presenta all’ONU il rapporto VNR 2026: imprese, territori e giovani al centro dell’Agenda 2030

Il 13 luglio, l’’Italia ha presentato al 14° Foro Politico di Alto Livello delle Nazioni Unite di New York la Voluntary National Review (VNR) 2026, il rapporto che rendiconta i progressi del Paese nell’attuazione dell’Agenda 2030, redatto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e dal Ministero degli Affari Esteri (MAECI).

Il documento di quest’anno si distingue per un forte approccio multilivello fondato sulla collaborazione tra istituzioni, settore privato e società civile.

  • La principale novità dell’edizione 2026 è l’inclusione del primo “Esame Volontario delle Giovani Generazioni” (Youth Voluntary Review): i giovani non sono più visti come semplici destinatari delle politiche, ma vengono inclusi strutturalmente nei processi decisionali. Parallelamente, assume un valore strategico la localizzazione degli SDGs: il rapporto integra i contributi di 14 realtà tra Regioni e Città Metropolitane.
  • Di particolare interesse per il tessuto economico è il focus dedicato al ruolo delle imprese, elaborato grazie al contributo di UN Global Compact Network Italia. L’analisi, condotta su un campione di circa 100 aziende del Network, evidenzia un approccio sempre più pragmatico alla sostenibilità, ormai integrata nelle strategie di business.
  • Le imprese riconoscono vantaggi concreti dall’adozione degli SDGs, in primis sul piano reputazionale (45%) ed economico (30%). Si rafforza inoltre l’impegno nelle dimensioni ESG, con numeri significativi: il 96% delle aziende dispone di policy su salute e sicurezza; l’87% ha adottato policy sulla parità di genere; il 78% ha introdotto policy dedicate all’uso efficiente delle risorse e all’energia.
A che punto è l’Italia?

Analizzando il decennio, il rapporto evidenzia che il percorso del nostro Paese verso l’Agenda 2030 è complessivamente positivo:

  • per 14 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), almeno la metà degli indicatori registra progressi.
  • Spiccano i notevoli miglioramenti nei Goal 7 (Energia pulita), 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica) e 17 (Partnership).
  • Permangono tuttavia delle criticità su cui il Sistema Paese dovrà concentrare gli sforzi futuri, in particolare per il Goal 5 (Parità di genere), il Goal 6 (Acqua e servizi igienico-sanitari) e il Goal 15 (Vita sulla terra).

Scarica il VNR presentato dall’Italia (in lingia inglese)

UNI/PdR 192: la nuova prassi per la conciliazione vita familiare e lavoro

L’11 giugno 2026, nell’ambito di Forum PA 2026 a Roma, è stata presentata UNI/PdR 192 la nuova prassi di riferimento per le imprese dedicata ai sistemi di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, promossa dal Dipartimento per le politiche della famiglia e dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e sviluppata da UNI – Ente Italiano di Normazione.  

UNI/PdR 192 si sviluppa parallelamente alla continua evoluzione della UNI/PdR 125:2022 sulla certificazione della parità di genere (13.775 organizzazioni già certificate) e rappresenta il primo strumento nazionale rivolto alle organizzazioni che intendono adottare modelli strutturati di welfare aziendale e politiche concrete a sostegno di:

  • conciliazione vita-lavoro
  • supporto alla genitorialità (maternità e paternità)
  • sostegno ai caregiver e ai carichi di cura
  • pari opportunità
  • benessere organizzativo

con l’obiettivo di favorire ambienti di lavoro sempre più “family friendly”. La nuova prassi non si limita a indicare “buone pratiche”, ma introduce un sistema gestionale vero e proprio, con regole, indicatori e verifiche ed è disponibile gratuitamente sul sito di UNI.

Portale per la consultazione libera delle norme tecniche UNI, richiamate dal testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro


Si segnala che nell’ambito degli interventi previsti dalla convenzione triennale sottoscritta da Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Inail e UNI in attuazione del Decreto Sicurezza sul lavoro – che riconosce le norme tecniche come strumenti indispensabili per la riduzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali – è stato attivato il Portale per la consultazione libera delle norme tecniche UNI, richiamate dal testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro e utilizzabile in particolare da:

  • lavoratori e le lavoratrici,
  • Datori di lavoro (DL),
  • Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione (RSPP),
  • Addetti (ASPP),
  • Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS),
  • Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali (RLST),
  • Medici Competenti,
  • Docenti formatori,
  • Coordinatori per la progettazione e l’esecuzione dei lavori,
  • soggetti formatori,
  • organismi paritetici,
  • organismi pubblici di vigilanza.

Le norme UNI rappresentano infatti un patrimonio di conoscenze e buone pratiche che costituiscono un efficace strumento di prevenzione, con l’obiettivo di diffondere una vera e propria cultura della sicurezza.

Lo scopo del portale è quello di rendere disponibile il contenuto di specifiche norme tecniche (standard) in materia di salute e sicurezza sul lavoro, rispondendo a quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro), recentemente aggiornato mediante il Decreto Legge 31 ottobre 2025 n. 159, poi convertito dalla Legge 198 del 29 dicembre 2025, che riconosce gli standard come strumenti indispensabili per incrementare quella cultura della sicurezza e della prevenzione fondamentale per la riduzione degli infortuni sul lavoro.

Gli standard sono protetti da copyright e l’accesso è garantito dal quadro giuridico applicabile che però potrebbe mutare nel tempo influendo eventualmente sull’accesso al portale. Approfondisci le informazioni sul diritto d’autore dal sito web di UNI . Oltre alla consultazione gratuita il portale prevede la possibilità di acquistare la norma o le norme di interesse.

Consulta l’elenco delle oltre 60 norme disponibili nel portale alla date del 20 maggio 2026
Entra nel portale dedicato

Burnout: un fenomeno sempre più diffuso che comporta gravi conseguenze per lavoratori e organizzazioni. Principali strumenti e strategie per comprenderlo e prevenirlo efficacemente


In una recente scheda informativa del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail viene approfondito il fenomeno del burnout o “sindrome da esaurimento professionale”, una condizione psicofisica che nasce da uno stress lavorativo cronico mal gestito, descritta per la prima volta negli anni ’70 negli Stati Uniti, come problematica tipica delle professioni di aiuto.

Nel 2019 l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha implementato la definizione di burnout nella classificazione internazionale delle malattie (ICD-11) specificandone la sua natura organizzativa. Tale sindrome si manifesta in tre dimensioni:

  1. esaurimento,
  2. distacco mentale dal lavoro (o cinismo),
  3. senso di inefficacia.

Il problema ha ricadute che impattano anche sulle organizzazioni in termini di clima interno e perdita di produttività; oggi il fenomeno può arrivare a coinvolgere qualsiasi categoria professionale.

Il D.lgs. 81/2008 prevede l’obbligo per i datori di lavoro di valutare anche i rischi psicosociali che possono determinare l’insorgenza di stress lavoro-correlato; la scheda informativa pubblicata dal Dimeila di Inail, propone un approccio integrato alla prevenzione del burnout, articolato su tre livelli:

  1. prevenzione primaria: mira a intervenire sulle cause organizzative dello stress (es. carichi di lavoro, relazioni, stili di leadership);
  2. prevenzione secondaria: si concentra sul potenziamento delle risorse individuali, attraverso la formazione, il supporto psicologico e lo sviluppo di strategie di gestione dello stress (coping);
  3. prevenzione terziaria: agisce sui casi già conclamati, attraverso percorsi di cura e riabilitazione per ripristinare il benessere del lavoratore.

A livello internazionale sono disponibili alcuni strumenti che consentono di misurare il burnout; quelli citati nel documento Dimila sono:

  •  il Maslach Burnout Inventory (MBI): un questionario sviluppato nel 1981 da Christina Maslach, Susan Jackson, Michael P. Leiter, Wilmar B. Schaufeli, & Richard L. Schwabche si compone di 22 item, ciascuno con 6 gradi di risposta su scala Likert i cui estremi sono definiti da “mai” ed “ogni giorno”. MBI concepisce il burnout come una variabile continua che rispecchia i diversi livelli dei sentimenti in gioco e non solo come una variabile dicotomica che può essere soltanto presente o assente.
  • l’Oldenburg Burnout Inventory (OLBI) un questionario sviluppato nel 1999 da Demerouti, Bakker, Nachreiner e Schaufeli e pubblicato dal Journal of Applied Psychology e dall’American Psychological Association, utilizzato per valutare il burnout in diversi contesti occupazionali. E’ composto da 16 domande, suddivise equamente tra le due sottoscale: esaurimento (gli item valutano la stanchezza e il bisogno di riposo) e disimpegno (gli item misurano atteggiamenti e comportamenti negativi nei confronti del lavoro); ogni item utilizza una scala Likert a 4 punti (1 = fortemente d’accordo, 4 = fortemente in disaccordo), rendendolo semplice da somministrare e interpretare.
  • Il Copenaghen Burnout Inventory (CBI): un questionario sviluppato nel 2005 da T. S. Kristensen, M. Borritz, E. Villadsen e K. Christensen, composta da 19 item e contenente tre sottoscale che misurano il burnout personale, il burnout lavorativo e il burnout correlato al cliente, dove la sottoscala “Esaurimento Personale” rappresenta un buon indicatore del burnout autistico.

Questi test aiutano a identificare tempestivamente le situazioni critiche e a costruire piani di intervento mirati; le organizzazioni dovrebbero interessarsi alla prevenzione del burnout per garantire:

  • ambienti di lavoro sostenibili,
  • politiche di benessere psicofisico,
  • formazione dei manager,
  • spazi di ascolto.

Leggi l’informazione pubblicata nel portale di INAIL
Approfondisci scaricando il documento INAIL 2025 “Il burnout un fenomeno occupazionale”

 

Nuove strategie per le imprese europee in tema di Parità di genere e qualità della vita


Capacità di integrare

  • innovazione,
  • qualità del lavoro e
  • inclusione sociale

sono fattori che influiscono sempre più sulla competitività europea; le seguenti due recenti pubblicazioni offrono spunti significativi per le imprese ed una panoramica a livello comunitario.

  1. “Future issues and trends in gender equality: a foresight guide by EIGE”, una guida metodologica di 28 pagine, che si propone di introdurre l’analisi degli scenari possibili nelle strategie aziendali, con l’obiettivo di rafforzare la parità di genere attraverso strumenti di previsione capaci di orientare decisioni di medio-lungo periodo. La metodologia si basa su workshop articolati in più fasi, durante i quali i partecipanti sono guidati a individuare i trend emergenti, a valutarne le conseguenze attraverso strumenti visivi come la futures wheel (una mappa che mette in relazione un evento centrale con i suoi effetti diretti e indiretti) e a costruire modelli più inclusivi e resilienti. Per le imprese, questo significa anticipare rischi, cogliere opportunità e rafforzare strumenti organizzativi sostenibili. La guida è corredata di grafiche esplicative delle varie fasi di pianificazione e gestione dei workshop.
    Scarica la guida dell’European Institute for Gender Equality (EIGE)
  2. “European Working Conditions Survey 2024”, un rapporto di 36 pagine che analizza l’evoluzione della qualità del lavoro nell’Unione europea e segnala progressi sul fronte della sicurezza, della formazione e delle condizioni materiali, mettendo in luce anche criticità ancora diffuse, quali: i divari di genere nelle prospettive di carriera, i rischi derivanti dalla digitalizzazione e dal cambiamento climatico, e il calo dell’engagement dei lavoratori.
    Leggi European Working Conditions Survey (EWCS) 2024

    Con riferimento all’Italia (pagine 18, 21, 31 e 34) emergono alcuni dati rilevanti:
    – solo il 40% dei lavoratori segue l’orario standard di 35-40 ore su cinque giorni,
    – quasi il 20% non riesce a prevedere i propri guadagni a tre mesi,
    – il livello di adozione di intelligenza artificiale generativa rimane uno tra i più bassi in Europa,
    – una quota significativa degli over 45 manifesta il desiderio di andare in pensione anticipatamente. Questi elementi mostrano alle imprese che investire in sicurezza, formazione continua e politiche di conciliazione vita-lavoro rappresenta un vantaggio competitivo per attrarre talenti.

Pubblicata la prima norma globale dedicata ai rischi biologici nei luoghi di lavoro

Il 13 giugno, nel corso della giornata conclusiva della 113esima Conferenza internazionale del lavoro (Ilc) svoltasi a Ginevra, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) ha adottato la Convenzione C192 “Biological Hazards in the Working Environment Convention”, la prima norma globale dedicata ai rischi biologici nei luoghi di lavoro, che definisce obblighi precisi per governi e imprese su formazione, prevenzione, allerta e tutela dei lavoratori: per la prima volta un trattato internazionale punta a proteggere i lavoratori dall’esposizione a virus, batteri e altri agenti biologici pericolosi (patogeni e allergeni di origine vegetale o animale), con norme rigorose per la prevenzione e gestione dei rischi.

180 Paesi tra cui l’Italia, con una delegazione nominata dal Ministero del lavoro hanno contribuito alla stesura della Convenzione C192: il primo strumento normativo internazionale che si applica a tutti i settori e ambiti lavorativi e che tratta in modo sistematico la prevenzione dei rischi biologici sul lavoro, individuando i pericoli, definendoli nello specifico. Gli Stati membri:

  • sono tenuti a integrare nella politica nazionale di sicurezza del lavoro una valutazione dei rischi biologici, monitorandone evoluzione e tendenze, anche in relazione al cambiamento climatico, e assicurando apposite misure di protezione e prevenzione;
  • devono istituire sistemi di reporting e registrazione per infortuni, malattie professionali e incidenti connessi a rischi biologici, compresa la pubblicazione di statistiche annuali distinte per sesso;
  • devono assicurare ispezioni, formazione per gli ispettori e sanzioni appropriate per chi viola le regole, garantendo così l’effettiva applicazione della convenzione.

La Convenzione C192, entrerà in vigore 12 mesi dopo la ratifica da parte di almeno due Paesi, imponendo agli Stati membri che la ratificano un impegno quantomeno decennale.

Parallelamente all’adozione di C192, la Conferenza ha approvato anche la Raccomandazione n. 209 “Biological Hazards in the Working Environment Recommendation”, un documento tecnico e operativo non vincolante, contenente indicazioni dettagliate per l’attuazione delle nuove norme – tra cui la valutazione del rischio, i sistemi di allerta precoce, le misure di preparazione e risposta, la formazione e specifiche definizioni dei rischi biologici e dei conseguenti danni alla salute – che invita a garantire protezione contro il licenziamento per chi deve assentarsi dal lavoro per rispettare obblighi sanitari di prevenzione, accesso alla sicurezza sociale e un sistema ispettivo efficace, in linea con le convenzioni ILO preesistenti.
Tra i settori più esposti la Raccomandazione cita:

  • sanità,
  • agricoltura,
  • biotecnologie,
  • gestione dei rifiuti,
  • trasporti,
  • edilizia,
  • servizi funerari,
  • altri impieghi critici durante le emergenze sanitarie.

Le categorie vulnerabili indicate comprendono donne in gravidanza, giovani, anziani, lavoratori con disabilità, migranti e persone immunocompromesse.

Per approfondimenti su Agenda e documenti relativi alla 113esima Conferenza internazionale del lavoro 2025