Sesto Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia (2024)


Il Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale è un documento – previsto dalla legge 221 del 2015 – redatto annualmente dal Comitato per il Capitale Naturale, presieduto dal Ministro dell’Ambiente e costituito anche da esperti provenienti da università, enti di ricerca, ed altri enti pubblici qualificati, utile per:

  • monitorare e valutare lo stato e l’evoluzione delle risorse naturali e degli ecosistemi nel nostro Paese,
  • perseguire una gestione sostenibile e la conservazione delle risorse naturali.

Il Rapporto, corredato di infografiche, fornisce strumenti per il raggiungimento di obiettivi sociali, economici e ambientali, in coerenza con:

  • la programmazione finanziaria e di bilancio,
  • gli obiettivi per una crescita sostenibile indicati dall’Agenda 2030,
  • gli impegni derivanti dal Green Deal Europeo e dalle nuove Strategie Europee per la Biodiversità e Farm to Fork.

I contenuti del sesto Rapporto si focalizzano sui temi relativi a:

  • valore della natura,
  • mercati finanziari,
  • rischi legati alla perdita di biodiversità.

Si affrontano le modalità con cui le imprese misurano la propria dipendenza dal Capitale naturale, la finanza sostenibile, l’applicazione di criteri di eco-sostenibilità della Tassonomia europea, gli strumenti finanziari e fiscali del green budget nazionale.

Il Rapporto contiene i principali concetti e i nuovi progressi relativi alla misurazione e alla valutazione dello stato del Capitale Naturale, dei Servizi Ecosistemici e degli impatti delle politiche pubbliche su di essi, con un’analisi di valutazione ex ante ed ex post attraverso delle schede antologiche progettuali, grazie a una sempre maggiore sinergia tra esperti della materia, centri di ricerca e la pubblica amministrazione.

Indica inoltre le “raccomandazioni” ed impegni per la tutela del Capitale Naturale che si ritiene debbano essere messi in atto prioritariamente, considerata:

  • la recente introduzione dei principi inerenti la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, in quelli fondamentali nella Costituzione;
  • la necessità di un coordinamento efficiente e di un allineamento coerente delle politiche internazionali, comunitarie e nazionali;
  • la programmazione ed attuazione del Piano per la Transizione Ecologica, della Strategia Nazionale per la Biodiversità 2030, del Piano Nazionale dei Ripristini, nell’azione di mainstreaming e di governance multilivello della Strategia Nazionale per Sviluppo Sostenibile, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, favorendo l’integrazione della sostenibilità nelle politiche di settore (ad esempio agricole, forestali, energetiche e industriali).

Approfondisci le informazioni sul sesto Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale e le precedenti edizioni
Sintesi e Infografiche del sesto Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale

Per eventuali approfondimenti è possibile far riferimento alla Segreteria Tecnica del Comitato per il Capitale Naturale: Direzione generale tutela della biodiversità e del mare, Eugenio Duprè, e-mail: dupre.eugenio@mase.gov.it

61^ edizione “Oscar di Bilancio”, riconoscimento nazionale sul reporting


Oscar di Bilancio è il prestigioso e autorevole Premio italiano sul reporting, giunto alla 61ª edizione che vede la Fondazione Sodalitas tra i partner. Il titolo scelto per quest’anno – “Il tempo non si ferma. Il reporting nella transizione” – intende affermare, in un momento di incertezza e revisione normativa, il valore del reporting come leva strategica per aumentare la consapevolezza interna, presidiare impatti, rischi e opportunità e pianificare obiettivi futuri in linea con le aspettative dei principali stakeholder: comunità finanziaria, mercato, community interna e collettività.
L’edizione 2025 vede l’introduzione di alcune importanti novità:

  • introduzione di un’agile survey online, in collaborazione con Ipsos, rivolta a tutte le imprese candidate, a quelle che parteciperanno alle tappe territoriali del Roadshow Nazionale e a quelle aderenti alle 15 Associazioni Partner. L’iniziativa nasce per raccogliere percezioni, aspettative e orientamenti sull’attuazione della CSRD, sugli impatti del Pacchetto Omnibus e sull’iniziativa europea “Stop the Clock”, restituendo una fotografia aggiornata del livello di consapevolezza e preparazione del sistema economico rispetto ai nuovi standard di rendicontazione;
  • ingresso tra le Associazioni Partner di Assoholding, punto di riferimento per le holding familiari e di partecipazione, nonché per studi professionali e società di consulenza, che da oltre 25 anni, promuove modelli di sviluppo innovativi e rigenerativi, contribuendo alla diffusione di pratiche evolute in tema di governance e accountability, anche nel mondo dei gruppi societari;
  • scelta di esplicitare la presenza delle Università all’interno della categoria “Istituzioni pubbliche, Università e associazioni di rappresentanza”, per valorizzare il ruolo strategico degli atenei in questo momento cruciale per la costruzione di una nuova cultura manageriale orientata all’integrated thinking.

Rimangono invariate le Categorie candidabili all’Oscar di Bilancio 2025:

  • Grandi imprese quotate
  • Grandi imprese non quotate
  • Utility o Multi-utility quotate e non
  • Medie e piccole imprese quotate
  • Medie e piccole imprese non quotate
  • Imprese finanziarie
  • Società Benefit
  • Istituzioni pubbliche, Università e associazioni di rappresentanza
  • Imprese sociali e organizzazioni non profit

3 i Premi Speciali riconosciuti:

  • Rendicontazione di sostenibilità: verso la CSRD
  • Comunicazione della sostenibilità
  • Generazione Z

Le iscrizioni alla 61° edizione che resteranno aperte fino al  20 ottobre 2025; la Cerimonia per la consegna dei premi si terrà a Milano presso Palazzo Mezzanotte il 9 dicembre 2025.
Tutte le organizzazioni candidate all’Oscar riceveranno un attestato di partecipazione e ai finalisti verranno inviate le motivazioni e l’attestato di “finalista” o “vincitore”.
I vincitori delle edizioni precedenti sono riconosciuti a pieno titolo come Ambasciatori dell’Oscar.

Per eventuali chiarimenti o approfondimenti si invita a scrivere a oscardibilancio@ferpi.it 

Scarica il regolamento del Bando 2025
Inviare la candidatura al premio

Ricerca nazionale sulle Società Benefit 2024


Nel mese di ottobre è stata pubblicata la Ricerca nazionale sulle Società Benefit 2024, con l’obiettivo di studiare questo nuovo modello imprenditoriale, che integra gli obiettivi di profitto con il perseguimento di benefici comuni per la società e l’ambiente. 

La ricerca, che vede tra i partner InfoCamere* e la Camera di commercio di Brindisi-Taranto, insieme a Nativa, Intesa San Paolo, Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova e Assobenefit, è suddivisa in due parti: 

  1. si pone l’obiettivo di analizzare per la prima volta l’evoluzione economico-patrimoniale delle Società Benefit e confrontarne l’andamento con quello di un insieme di aziende tradizionali appartenenti agli stessi settori e classi dimensionali. A questo si aggiunge un’analisi strutturale descrittiva dell’universo delle Società Benefit in Italia.
  2. analizza per la prima volta gli statuti di tutte le Società Benefit italiane, al fine di individuare le finalità specifiche di beneficio comune in essi contenute, di categorizzarle secondo uno standard internazionale e di verificarne la materialità; misura quindi il contenuto, l’estensione e la rilevanza degli impegni formalmente assunti negli statuti nei confronti delle persone, delle comunità e dell’ambiente.

Highlights
  • Il fenomeno delle Società Benefit è in aumento: con 3.619 Società Benefit a fine 2023 (+37,8% rispetto all’anno precedente), la diffusione del fenomeno si conferma essere in forte accelerazione.
  • Un numero sempre maggiore si imprese decide di impegnarsi formalmente a generare impatti positivi sui propri stakeholder, al di là del solo ambito economico, registrando una crescita più rapida e performance economiche superiori rispetto alle non-benefit: ad esempio il fatturato nel triennio 2019-2022 è stata riscontrata una crescita del 37% nelle SB, a fronte di una variazione del +18% rilevata tra le imprese non-Benefit;
  • il valore aggiunto per addetto si attesta a 62.000 € per le Società Benefit, contro 57.000 € per le non-Benefit. L’integrazione degli obiettivi di lucro con l’impegno a promuovere benefici comuni per la società e l’ambiente mira a creare un valore aggiunto che potrebbe avere un impatto positivo su diversi settori economici e, in ultima analisi, sull’intero Sistema Paese.
  • Dall’analisi delle finalità di beneficio comune contenute negli statuti delle 3.619 Società Benefit, è emerso che: per il 51,9% dei casi il focus è sull’area sociale (in particolare “Relazioni con la comunità” per il 28% e “Coinvolgimento, diversità e inclusione delle persone” per il 15%), seguita dall’area ambientale (25,6%) e dalla governance (22,1%).
  • Tra le aziende manifatturiere, le Società Benefit sono caratterizzate da un maggiore grado di internazionalizzazione, di richiesta di brevetti, di marchi registrati a livello internazionale e di certificazioni ambientali.
  • La mappatura delle finalità di beneficio è stata realizzata utilizzando lo standard internazionale Sustainability Accounting Standards Board (SASB), riconosciuto a livello mondiale per la classificazione di questioni ambientali, sociali e di governance più rilevanti per quanto concerne i rischi finanziari associati in 77 diversi settori.
  • L’analisi di tutti gli statuti delle Società Benefit, svolta anche tramite il supporto dell’intelligenza artificiale, ha individuato 18.618 finalità specifiche di beneficio comune, con una distribuzione media di 5,8 finalità per azienda.
  • La suddivisione delle finalità per aree SASB rileva che il 32,5% delle finalità è incentrato sull’impatto verso la comunità locale e il territorio, evidenziando il senso di appartenenza al territorio, consapevolezza organizzativa e orientamento all’equità, delle Società Benefit.
  • 8 Società Benefit su 10 (il 78,0%) ha indicato almeno una finalità specifica di beneficio comune materiale, dimostrando consapevolezza su quali siano i fattori critici globali per aumentare l’impatto nel proprio settore. Il dato aumenta al crescere della dimensione aziendale.
  • Alle finalità materiali (in media 2 per ogni azienda), le Società Benefit ne aggiungono altre che meglio interpretano la propria specifica vocazione e che ritengono rilevanti per il particolare contesto economico, sociale e ambientale in cui operano.

Scarica la Ricerca nazionale sulle Società Benefit 2024


Società consortile delle Camere di commercio per l’innovazione digitale.

Informazioni di sostenibilità dalle PMI alle banche: pubblicata la versione aggiornata (2025) del documento per il “Dialogo di sostenibilità”


Dal 22 dicembre 2025 è disponibile:

  • una versione aggiornata del “Documento di dialogo PMI-Banche”, pubblicato per la prima volta a dicembre 2024 con l’obiettivo di standardizzare le richieste degli istituti finanziari alle aziende nella fase di accesso al credito, riducendo così gli oneri a loro carico. Rappresenta una sintesi delle informazioni richieste dalle banche ai fini della normativa a loro applicabile per valutare e gestire i rischi; 
  • una tabella di interoperabilità con le linee guida per le PMI che aderiscono in modo volontario alla rendicontazione ESG (VSME): un supporto operativo che ha l’obiettivo di ridurre la frammentazione delle richieste informative ricevute dalle aziende, facilitando il riutilizzo dei dati per evitare duplicazioni e maggiori costi. 


A seguito degli esiti della consultazione pubblica conclusa il 2 agosto 2024, il “Documento per il dialogo di sostenibilità tra PMI e Banche” è stato reso più snello e chiaro:

  • il numero degli indicatori è stato ridotto da 45 a 40, grazie all’accorpamento di alcune informazioni sugli inquinanti ambientali;
  • sono state riorganizzate le sezioni principali e semplificate le informazioni più complesse, consentendo ad esempio di indicare delle stime qualitative in merito alla tassonomia, che si propone di individuare gli investimenti “sostenibili”.

L’auspicio del Tavolo per la Finanza sostenibile (presieduto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e composto da Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Banca d’Italia, CONSOB, IVASS e COVIP) è che questa versione del documento – pur non obbligatorio – contribuisca alla standardizzazione delle informazioni, evitando, per quanto possibile, la proliferazione di richieste complesse e diversificate da parte delle banche, e riducendo così gli oneri a carico delle PMI.

Scarica la versione definitiva del “Documento per il dialogo di sostenibilità tra PMI e Banche”


Facilitare il dialogo tra le piccole medie imprese (PMI) e il settore finanziario, in particolare le banche, sui temi attinenti agli impatti, ambientali, sociali e di governance (ESG) delle attività delle PMI: è questo l’argomento sul quale sta lavorando il Tavolo per il coordinamento della finanza sostenibile promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

Con riferimento alle informazioni di sostenibilità delle PMI non quotate, il Tavolo, con il supporto di DG REFORM nell’ambito del programma Technical Support Instrument e in collaborazione con numerosi stakeholder rappresentativi dell’industria, ha sviluppato uno strumento, il “Dialogo di sostenibilità tra PMI e Banche” che raccoglie 45 informazioni di sostenibilità organizzate in cinque sezioni tematiche e ispirate ad un criterio di proporzionalità in funzione della dimensione dell’impresa. Il Documento si compone delle “Informazioni di sostenibilità dalle PMI alle banche”, la “Guida Metodologica” e mira a:

  • Agevolare lo scambio di informazioni, tenendo conto di criteri di standardizzazione, proporzionalità ed economicità;
  • Aumentare la consapevolezza delle PMI sulle informazioni di sostenibilità;
  • Porre le basi per iniziative di formazione dedicate alle PMI in materia di sostenibilità

Il Documento viene posto in consultazione al fine di recepire le considerazioni del pubblico, con particolare attenzione ai profili di rilevanza e utilità per le PMI e per le banche, alla comprensibilità e semplicità di compilazione da parte delle imprese.

Approfondisci la notizia qui e qui

La consultazione pubblica è aperta fino al 2 agosto 2024. I contributi dovranno essere inviati via mail all’indirizzo segreteriatecnica.tfs@dt.tesoro.it, al quale sarà possibile inviare anche eventuali domande o richieste.

Consultazione pubblica del decreto sulla rendicontazione societaria di sostenibilità: in scadenza il 18 marzo 2024


Si rammenta che il 18 marzo 2024 scade il termine per poter presentare eventuali osservazioni nell’ambito della consultazione pubblica aperta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) relativa allo schema di decreto di recepimento della direttiva (UE) 2022/2464 Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) sugli obblighi di rendicontazione societaria di sostenibilità. 

La direttiva 2022/2464/UE (c.d. Corporate Sustainability Reporting Directive, abbreviato CSRD) si inquadra nell’ambito del Green Deal Europeo e ha lo scopo di promuovere la trasparenza e la divulgazione di informazioni da parte delle imprese riguardo agli impatti ambientali, sociali e legati alla governance (ESG) delle loro attività, attraverso un rafforzamento degli obblighi di reporting da parte delle imprese.

La direttiva CSRD è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 16 dicembre 2022 ed è entrata in vigore il 5 gennaio 2023. Ai sensi dell’articolo 5 (Recepimento), il recepimento da parte degli Stati Membri della CSRD dovrà avvenire entro il 6 luglio 2024.

Durante la fase di consultazione potranno essere inviate proposte di integrazione / modifica del testo, utilizzando le modalità e l’apposita scheda predisposta disponibili sul sito del MEF. I contributi dovranno essere resi nel format dell’Allegato I attraverso la compilazione della colonna “Osservazioni” ed inviati entro e non oltre 18 marzo 2024 via mail all’indirizzo dt.direzione5.ufficio5@mef.gov.it.

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