La Commissione europea ha adottato la nuova Strategia sulla Bioeconomia


Il 27 novembre 2025 la Commissione europea ha approvato la nuova EU Bioeconomy Strategy, un piano ambizioso per rendere la bioeconomia (*) un pilastro della crescita sostenibile e dell’autonomia strategica europea, che punta su quattro direttrici principali:

  1. garantire la competitività a lungo termine della bioeconomia dell’Unuone Europea e la sicurezza degli investimenti; individuare misure per ampliare e commercializzare soluzioni biotecnologiche e prodotti a base biologica esistenti ed emergenti.
  2. Aumentare l’uso efficiente delle risorse biologiche e circolare; trasformare l’uso e la valutazione delle risorse di biomassa, dando priorità ad applicazioni estese ad alto valore aggiunto e incoraggiando al contempo industrie e consumatori ad adottare pratiche circolari.
  3. Garantire un approvvigionamento competitivo e sostenibile di biomassa, sia a livello nazionale che extra-UE; rafforzare il ruolo dei produttori primari, generando ricchezza nelle aree rurali attraverso la creazione di posti di lavoro e la diversificazione dei redditi per silvicoltori e agricoltori, premiandoli per la conservazione degli ecosistemi.
  4. Posizionare l’UE nel mercato internazionale in rapida espansione dei materiali a base biologica, della biofabbricazione, dei prodotti biochimici, dell’agroalimentare e delle biotecnologie, in particolare, orientando i meccanismi di politica estera esistenti.

Approfondisci la EU Bioeconomy Strategy approvata dalla Commissione Europea


(*) Nel 2023, le attività legate alla produzione e trasformazione di biomassa (agricoltura, silvicoltura, pesca, trasformazione industriale, biotecnologie) hanno generato complessivamente fino a 2,7 trilioni di euro e dato lavoro a 17,1 milioni di persone (8% circa dell’occupazione totale nell’UE); il valore aggiunto specifico generato è stimato in circa 863 miliardi di euro (circa il 5% del PIL europeo). Gli investimenti in ricerca e sviluppo nei settori bioeconomici nel 2023 hanno raggiunto 23,2 miliardi di euro (circa il 9% del totale R&D delle imprese UE).

“Componiamo la sostenibilità”: nuovo Concorso di Idee per le scuole in tema di Responsabilità Sociale d’Impresa. A.s. 2025 – 2026


La Camera di Commercio di Treviso – Belluno bandisce un nuovo Concorso di idee per stimolare gli studenti di tutto il ciclo formativo scolastico obbligatorio, al fine di diffondere e di aumentare la consapevolezza dell’importanza della sostenibilità e delle sue numerose forme di declinazione, per immaginare e costruire un futuro migliore.   

Le classi interessate a partecipare al Concorso dovranno realizzare un componimento (tema, poesia, riflessione, canzone, video, ecc.) che tratti e/o descriva il significato di una o più delle seguenti parole: 

  • ESG,
  • SOSTENIBILITÀ,
  • CONDIVISIONE,
  • INCLUSIONE,
  • FUTURO,
  • ECONOMIA CIRCOLARE,
  • RICICLO,
  • NATURA,
  • PIANETA.

È possibile scegliere anche altre parole o approfondire altri argomenti purché attinenti alla sfera ESG-sostenibilità. Eventuali scelte alternative dovranno essere concordate preventivamente con la Camera di commercio di Treviso – Belluno, inviando specifica richiesta all’indirizzo di posta elettronica sportellocsr@tb.camcom.it

È possibile presentare il componimento anche in altre lingue.

È possibile integrare il componimento, con un disegno e/o qualsiasi altra forma grafica, con un 
video, con una musica in grado di rappresentare e/o accompagnare l’elaborato stesso.

Possono partecipare al concorso:

  • Le classi di studenti dal primo al quinto anno di corso per gli Istituti scolastici superiori di secondo grado, statali e paritari;
  • Le classi di studenti dal primo al quarto anno dei CFP e delle Scuole di formazione professionale delle province di Treviso e Belluno;
  • Le classi di studenti dal primo al terzo anno di corso per gli Istituti scolastici superiori di primo grado, statali e paritari;
  • Le classi di studenti dal primo al quinto anno di corso per le scuole primarie, statali e paritarie.

La partecipazione è libera e gratuita e può essere esclusivamente di gruppo, di classe o collettiva.
Il plafond complessivo è di € 15.000,00 (quindicimila/00 euro) verrà ripartito tra i vincitori, selezionati da un’apposita Commissione di valutazione.
Il bando prevede tre premi per ciascun ordine e grado:

  • 1° premio: € 2.000,00 (duemila/00)
  • 2° premio: € 1.600,00 (milleseicento/00)
  • 3° premio: € 1.400,00 (millequattrocento/00)

Le domande di partecipazione al Concorso, devono essere inviate entro venerdì 29 maggio 2026.
La premiazione avrà luogo al termine delle operazioni di valutazione, entro il mese di dicembre 2026. Tutti i vincitori, con i loro insegnanti, saranno invitati alla cerimonia di premiazione ufficiale.

Scarica il bando
Scarica la scheda di iscrizione (All. 1)
Scarica modulo Elenco partecipanti (All. 2)
Scarica la liberatoria (All. 3)
Note per la compilazione PDF

Per chiarimenti o ulteriori informazioni contattare la Segreteria Organizzativa: Camera di commercio di Treviso – Belluno, Ufficio Servizi Integrati per lo Sviluppo d’impresa – CSR; e-mail sportellocsr@tb.camcom.it; Tel. 0422 595288

L’OCSE ha pubblicato il Global Corporate Sustainability Report 2025


L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha analizzato i dati di 12.900 aziende quotate registrando progressi importanti sul fronte della trasparenza ma segnalando contemporaneamente un rallentamento nella riallocazione dei capitali verso progetti a basse emissioni.

Il Global Corporate Sustainability Report 2025 (dati 2024) evidenzia che:

  • 91% (86% nel 2022) delle società quotate per capitalizzazione ha reso pubbliche informazioni sulla propria sostenibilità.
  • L’Europa guida la classifica con il 98% di imprese trasparenti, seguita dall’Asia-Pacifico sviluppata (94%) e dagli Stati Uniti (93%). Tuttavia, meno di un terzo delle aziende totali fornisce ancora dati completi e verificati.
  • L’81% delle società quotate che pubblicano informazioni di sostenibilità ha ottenuto una verifica esterna indipendente, anche in Paesi dove non è obbligatoria. Più della metà delle certificazioni è effettuata da revisori contabili, con una prevalenza di limited assurance (56%) rispetto alla reasonable assurance (17%).
  • Gli investitori istituzionali nella transizione energetica – che oggi possiedono quasi la metà (47%) di tutte le azioni quotate – mantengono una distribuzione simile tra imprese ad alte emissioni e aziende leader nelle tecnologie verdi.
  • Il 36% dell’equity delle cento società con le più alte emissioni di gas serra è in mano a fondi istituzionali, così come il 37% delle prime cento aziende titolari di brevetti green, con la conseguenza che il peso decisionale degli investitori può essere determinante non solo per frenare le attività più inquinanti, ma anche per accelerare lo sviluppo di tecnologie sostenibili.
  • La governance societaria legata alla sostenibilità registra poi una crescita significativa: i consigli di amministrazione hanno supervisionato temi climatici nel 70% (53% nel 2022) delle società quotate per capitalizzazione. Due terzi delle imprese dispongono oggi di un comitato specifico per la gestione dei rischi ESG, e il 67% dei dirigenti percepisce una parte della propria retribuzione variabile legata a obiettivi ambientali o sociali.
  • Tra il 2015 e il 2024 i flussi di cassa operativi sono aumentati del 32%, consentendo alle società energetiche quotate di triplicare dividendi e buyback, per un totale di 671 miliardi di dollari nel 2024.
  • Gli investimenti in nuove infrastrutture e ricerca verde sono cresciuti di meno del 5%.

I dati confermano una tendenza verso una maggiore integrazione dei fattori di sostenibilità nei processi decisionali aziendali; rimangono ampi margini per un allineamento concreto con gli obiettivi di riduzione delle emissioni.
Il consolidamento della sostenibilità per una transizione realmente efficace richiede:

  • una convergenza tra regolazione, mercato e innovazione,
  • standard comuni di rendicontazione,
  • strumenti finanziari dedicati,
  • un maggiore ruolo dello Stato come investitore e garante della coerenza ambientale.

Consulta anche il Report OCSE intermedio (aggiornato a settembre 2025)
Scarica il Global Corporate Sustainability Report 2025

Saper(e)Consumare: fino al 1° dicembre 2025 è possibile candidarsi alla seconda edizione del concorso promosso dal MIMIT dedicato alle scuole


Fino al 1° dicembre 2025, gli istituti scolastici secondari potranno presentare un progetto nell’ambito della seconda edizione del concorso “Saper(e)Consumare”, dedicato all’educazione e alla sensibilizzazione dei giovani verso il consumo consapevole e responsabile, attraverso la promozione di un percorso di info-formazione nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Il bando, promosso e finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e realizzato con il supporto di Invitalia, punta in particolare, allo sviluppo delle competenze digitali da utilizzare anche nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica.

Gli istituti scolastici interessati a partecipare dovranno presentare un progetto, da realizzare nell’anno scolastico 2025/2026, che veda la realizzazione di un’iniziativa relativa ad almeno due delle quattro aree tematiche di Saper(e)Consumare:

  1. educazione digitale,
  2. diritti dei consumatori,
  3. consumo sostenibile
  4. educazione finanziaria,

I 50 migliori progetti per ciascuna delle due categorie ammesse (scuole secondarie di primo grado” e “scuole secondarie di secondo grado”) riceveranno un premio del valore massimo di 10.000 euro per l’acquisto di beni e servizi per l’adeguamento tecnologico e l’innalzamento delle competenze digitali della scuola.

Le domande di partecipazione dovranno essere inviate tramite la piattaforma dedicata, accessibile dal sito www.sapereconsumare.it

Scarica il bando

Burnout: un fenomeno sempre più diffuso che comporta gravi conseguenze per lavoratori e organizzazioni. Principali strumenti e strategie per comprenderlo e prevenirlo efficacemente


In una recente scheda informativa del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail viene approfondito il fenomeno del burnout o “sindrome da esaurimento professionale”, una condizione psicofisica che nasce da uno stress lavorativo cronico mal gestito, descritta per la prima volta negli anni ’70 negli Stati Uniti, come problematica tipica delle professioni di aiuto.

Nel 2019 l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha implementato la definizione di burnout nella classificazione internazionale delle malattie (ICD-11) specificandone la sua natura organizzativa. Tale sindrome si manifesta in tre dimensioni:

  1. esaurimento,
  2. distacco mentale dal lavoro (o cinismo),
  3. senso di inefficacia.

Il problema ha ricadute che impattano anche sulle organizzazioni in termini di clima interno e perdita di produttività; oggi il fenomeno può arrivare a coinvolgere qualsiasi categoria professionale.

Il D.lgs. 81/2008 prevede l’obbligo per i datori di lavoro di valutare anche i rischi psicosociali che possono determinare l’insorgenza di stress lavoro-correlato; la scheda informativa pubblicata dal Dimeila di Inail, propone un approccio integrato alla prevenzione del burnout, articolato su tre livelli:

  1. prevenzione primaria: mira a intervenire sulle cause organizzative dello stress (es. carichi di lavoro, relazioni, stili di leadership);
  2. prevenzione secondaria: si concentra sul potenziamento delle risorse individuali, attraverso la formazione, il supporto psicologico e lo sviluppo di strategie di gestione dello stress (coping);
  3. prevenzione terziaria: agisce sui casi già conclamati, attraverso percorsi di cura e riabilitazione per ripristinare il benessere del lavoratore.

A livello internazionale sono disponibili alcuni strumenti che consentono di misurare il burnout; quelli citati nel documento Dimila sono:

  •  il Maslach Burnout Inventory (MBI): un questionario sviluppato nel 1981 da Christina Maslach, Susan Jackson, Michael P. Leiter, Wilmar B. Schaufeli, & Richard L. Schwabche si compone di 22 item, ciascuno con 6 gradi di risposta su scala Likert i cui estremi sono definiti da “mai” ed “ogni giorno”. MBI concepisce il burnout come una variabile continua che rispecchia i diversi livelli dei sentimenti in gioco e non solo come una variabile dicotomica che può essere soltanto presente o assente.
  • l’Oldenburg Burnout Inventory (OLBI) un questionario sviluppato nel 1999 da Demerouti, Bakker, Nachreiner e Schaufeli e pubblicato dal Journal of Applied Psychology e dall’American Psychological Association, utilizzato per valutare il burnout in diversi contesti occupazionali. E’ composto da 16 domande, suddivise equamente tra le due sottoscale: esaurimento (gli item valutano la stanchezza e il bisogno di riposo) e disimpegno (gli item misurano atteggiamenti e comportamenti negativi nei confronti del lavoro); ogni item utilizza una scala Likert a 4 punti (1 = fortemente d’accordo, 4 = fortemente in disaccordo), rendendolo semplice da somministrare e interpretare.
  • Il Copenaghen Burnout Inventory (CBI): un questionario sviluppato nel 2005 da T. S. Kristensen, M. Borritz, E. Villadsen e K. Christensen, composta da 19 item e contenente tre sottoscale che misurano il burnout personale, il burnout lavorativo e il burnout correlato al cliente, dove la sottoscala “Esaurimento Personale” rappresenta un buon indicatore del burnout autistico.

Questi test aiutano a identificare tempestivamente le situazioni critiche e a costruire piani di intervento mirati; le organizzazioni dovrebbero interessarsi alla prevenzione del burnout per garantire:

  • ambienti di lavoro sostenibili,
  • politiche di benessere psicofisico,
  • formazione dei manager,
  • spazi di ascolto.

Leggi l’informazione pubblicata nel portale di INAIL
Approfondisci scaricando il documento INAIL 2025 “Il burnout un fenomeno occupazionale”

 

Concorso ARPAV “QUALeidEA! 2026”: prorogata al 30 novembre la scadenza per la partecipazione


ARPAV ha indetto una nuova edizione del concorso QUALe idEA! con modalità rinnovate, per avvicinare gli studenti e le studentesse delle Scuole Primarie (classi 3^, 4^ e 5^) e delle Scuole Secondarie di primo grado (tutte le classi) di tutto il Veneto ai problemi ambientali e alle buone pratiche sostenibili, anche con l’utilizzo degli strumenti digitali.

L’iniziativa intende promuovere una maggior consapevolezza e responsabilità sulle tematiche ambientali e invita ragazze e ragazzi a promuovere a casa e a scuola nuovi comportamenti e stili di vita sostenibili, orientati al contenimento dell’impronta ecologica individuale e al raggiungimento degli obiettivi strategici dell’Agenda 2030 dell’ONU correlati alla Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile.

Il Focus del concorso è dedicato ai temi dello sviluppo sostenibile, Agenda 2030 e cambiamenti climatici con diversi approfondimenti disponibili sulla piattaforma digitale dedicata. Il concorso prevede le seguenti fasi:

  • conoscenza degli obiettivi dell’Agenda 2030: questa fase sarà realizzata dagli insegnanti con materiale didattico di supporto attraverso una piattaforma digitale dedicata, uno strumento didattico innovativo e flessibile, con contenuti digitali multimediali,
  • raccolta dati e informazioni sul tema ambientale scelto,
  • progetto per promuovere azioni concrete in coerenza con i principi di sviluppo sostenibile del programma mondiale.

Alle scuole primarie e alle scuole secondarie di I grado vincitrici saranno assegnati rispettivamente tre premi in denaro, così ripartiti: 1° premio: € 800, 2° premio: € 600, 3° premio: € 500.

Il progetto mette a disposizione una piattaforma digitale ricca di contenuti e accompagna i docenti in un percorso di crescita valorizzando un approccio concreto agli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. Il progetto aderisce alle proposte per la Rete di scuole che promuovono salute della Regione del Veneto. 

Iscriviti (scuola) al concorso entro il 30 novembre 2025

Per ulteriori informazioni inviare una email a ea@arpa.veneto.it – Ufficio comunicazione ed educazione alla sostenibilità Arpav

GreenCam: online la piattaforma camerale su energia, ambiente ed economia circolare

GreenCam è la nuova piattaforma del Sistema camerale, finanziata dal PNRR (M2C1 INV. 3.3) nell’ambito dell’accordo di cooperazione tra Unioncamere e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, a disposizione di imprese, enti e cittadini, interessati ad esplorare le tematiche riguardanti:

  • transizione energetica,
  • sostenibilità ambientale,
  • economia circolare.

ed intraprendere un percorso verso un futuro più sostenibile.
All’interno di GreenCam è possibile accedere gratuitamente a:

  • contenuti e videopills info-formativi, sui temi della transizione ecologica ed energetica;
  • un servizio di simulazione di prefattibilità di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER), denominato CERCam: le imprese che vi accedono, inserendo una serie di dati specifici, modulati sulla base dell’area territoriale di ubicazione, accedono automaticamente ad un report utile ai fini di valutare la fattibilità tecnica ed economica di una CER, da costituire o già costituita;
  • la sezione GreenHub istituzionale, che consente di utilizzare direttamente gli strumenti conoscitivi e di assessment istituzionale nell’ambito green realizzati dai principali Enti di ricerca (ENEA e RSE) e dal Gestore dei servizi energetici GSE.

Consulta la piattaforma GreenCam 

XIII edizione del Premio Impresa Ambiente – scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione prorogata al 7 febbraio 2026


Si rinnova l’appuntamento con il Premio Impresa Ambiente, il più alto riconoscimento italiano per le imprese, gli enti pubblici e privati che abbiano dato un contributo innovativo a modelli di gestione, processi, sistemi, partenariati, tecnologie e prodotti in un’ottica di sviluppo sostenibile, rispetto ambientale e responsabilità sociale.

La manifestazione, giunta alla sua XIII edizione, è promossa dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo in collaborazione con Unioncamere e con il supporto di Assocamerestero e SSV – Stazione Sperimentale del Vetro.

Finalità

Il Premio Impresa Ambiente nasce con l’obiettivo di dare un riconoscimento alle imprese, agli enti pubblici e privati italiani ed esteri che abbiano dato un contributo innovativo a processi, sistemi, partenariati, tecnologie e prodotti in un’ottica di sviluppo sostenibile, rispetto ambientale e responsabilità sociale nel solco degli obiettivi di sviluppo sostenibile di cui all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Destinatari

Possono concorrere tutte le imprese (microimprese, piccole, medie e grandi imprese) con sede in Italia e iscritte regolarmente alla Camera di Commercio territorialmente competente, o con sede all’estero e regolarmente iscritte a una Camera di Commercio Italiana all’Estero (CCIE) socia di Assocamerestero.

Dotazione finanziaria/misura del contributo/premio

Non è previsto un riconoscimento in denaro bensì un Premio simbolico, quale attestazione e la possibilità di accedere alle candidature dell’European Business Award for the Environment.

Sono previste 4 categorie in concorso:

e 3 premi trasversali:

Modalità di partecipazione/presentazione domande

Per poter presentare la domanda di partecipazione è prima necessario registrarsi all’apposita area riservata 
È ammessa la candidatura di un’azienda in fase di start up (o start up di prodotto). È inoltre possibile ripresentare (previa nuova compilazione del format richiesto per la candidatura) un progetto/prodotto già candidato nelle precedenti edizione del Premio purché il progetto/prodotto non sia risultato vincitore o menzionato in una delle precedenti edizioni. 

Scadenza

Saranno ammesse alla selezione le candidature pervenute entro il 7 febbraio 2026, secondo le modalità indicate sul sito web www.premioimpresambiente.it

Scarica il bando
Criteri di selezione
FAQ

Per informazioni

Segreteria Organizzativa: Camera di commercio di Venezia Rovigo, Via Forte Marghera, 151 – 30173 Venezia Mestre (VE), e-mail info@premioimpresambiente.it; utilizza l’aposito form per inviare un messaggio: https://www.premioimpresambiente.it/contatti/; web www.premioimpresambiente.it

Pubblicata la nuova edizione del Rapporto su Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici


Il Rapporto, a cura del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (*), fornisce il quadro aggiornato dei processi di urbanizzazione, artificializzazione e trasformazione del territorio, permettendo di valutare il consumo e degrado del suolo e il loro impatto sul paesaggio e sui servizi ecosistemici.

Gli ultimi dati disponibili (2024) mostrano una crescita significativa del consumo di suolo in Italia: 83,7 km² di territorio trasformato in aree artificiali (+ 15,6% rispetto al 2023).
I costi del consumo di suolo, dovuti alla perdita di servizi ecosistemici, variano da un minimo di 8,66 a un massimo di 10,59 miliardi di euro persi ogni anno a causa del consumo di suolo avvenuto tra il 2006 e il 2024.

Il fenomeno è in accelerazione e richiede risposte urgenti e coordinate, anche perchè ha effetti diretti o indiretti su circa i due terzi del territorio nazionale, con un impatto significativo sulla frammentazione ecologica e sul microclima urbano.
La sfida è duplice:

  1. contenere l’espansione urbana e infrastrutturale;
  2. promuovere il ripristino ecologico e la resilienza territoriale.

Le nuove normative europee offrono strumenti e obiettivi chiari; in particolare, il regolamento europeo sul ripristino della natura impone l’azzeramento della perdita netta di aree verdi urbane entro il 2030 e il loro incremento dal 2031. L’azzeramento del consumo netto di suolo è un obiettivo necessario anche per il raggiungimento dei target previsti dall’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile, dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dal Piano per la Transizione Ecologica.

Lo stop al consumo di suolo dovrebbe avvenire sia minimizzando gli interventi di artificializzazione, sia aumentando il ripristino naturale delle aree più compromesse, quali gli ambiti urbani e le coste, ed è considerato una misura chiave anche per l’adattamento agli eventi estremi.
Arrestare il consumo di suolo nel nostro Paese permetterebbe, in definitiva, di fornire un contributo fondamentale per affrontare le grandi sfide poste dai cambiamenti climatici:

  • dissesto idrogeologico,
  • inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo,
  • diffuso degrado del territorio, del paesaggio e dell’ecosistema,
  • perdita di biodiversità,

ma per invertire la rotta e garantire un futuro sostenibile al nostro Paese sarà fondamentale il coinvolgimento attivo di istituzioni, cittadini e imprese.

Approfondisci le informazioni pubblicate nel portale web di ISPRA
Infografiche edizione 2025


(*) Organismo che assicura le attività di monitoraggio del territorio e del consumo di suolo.

Sostenere la transizione verso l’energia pulita nella filiera HORECA: 3 Webinar gratuiti del Progetto EE4HORECA!


Nell’ambito del Progetto EE4HORECA! Unioncamere del Veneto organizza 3 webinar dedicati al settore Ho.Re.Ca., per fornire strumenti concreti e conoscenze operative per affrontare le sfide della transizione energetica e della sostenibilità.

Il progetto LIFE – Sostenibilità ed efficienza energetica nella filiera Ho.Re.Ca. si concentra sulla filiera del settore Ho.Re.Ca. (Hotel, Ristoranti, Caffè) per dimostrare la fattibilità economica di modelli collaborativi e proporre standard e strumenti condivisi per una gestione più sostenibile dell’energia.

Il progetto mira a mappare la filiera Ho.Re.Ca., individuare le migliori pratiche e sviluppare modelli di business e strumenti di monitoraggio energetico, definendo standard condivisi e supportando politiche e normative di settore per creare nuove opportunità lungo tutta la filiera.

Le attività supportano le imprese:

  • nell’implementazione di misure di efficienza energetica,
  • nello sviluppo di modelli di business e benchmark,
  • nel miglioramento di politiche e normative di settore.

Nell’ambito del progetto, Unioncamere del Veneto ha organizzato un ciclo di seminari tematici (tutti con orario 11:30 – 13:00) che si propongono di fornire strumenti concreti e conoscenze operative per affrontare le sfide della transizione energetica e della sostenibilità a tutti gli attori appartenenti al settore alberghiero, della ristorazione ed al settore agroalimentare:

  • 28 ottobre 2025 – “Efficienza energetica ed elementi fondamentali dall’ideazione alla produzione all’interno di una filiera HORECA: esempi di buone pratiche”: illustrerà l’approccio di filiera adottato per analizzare i consumi energetici nel settore Ho.Re.Ca., analizzando l’uso dell’energia lungo tutta la catena di fornitura. Saranno presentati esempi di buone pratiche e soluzioni innovative per migliorare l’efficienza, ridurre i costi e favorire la sostenibilità del comparto.
  • 18 novembre 2025 – “Audit energetici ed “hot spot” dei consumi energetici promossi nella piattaforma IMPAWATT”: illustrerà la metodologia di analisi e quantificazione dei consumi energetici nelle strutture e negli impianti tipici della filiera Ho.Re.Ca. L’obiettivo è individuare i principali punti critici di consumo (hotspot) e definire indicatori energetici utili a pianificare interventi di efficientamento mirati. Inoltre, sarà illustrata la piattaforma IMPAWATT, utile per la formazione e il monitoraggio delle performance energetiche.
  • 2 dicembre 2025 – “Strumenti incentivanti e bandi per l’efficienza energetica”: saranno illustrati i principali strumenti di incentivazione e i bandi attivi a livello nazionale per l’efficienza energetica nel settore Ho.Re.Ca., approfondendo le modalità di accesso ai contributi, le spese ammissibili e requisiti tecnici richiesti per supportare gli operatori del comparto nell’individuare e utilizzare le risorse disponibili per realizzare interventi di miglioramento in chiave energetica e di sostenibilità.

Relatore: Ing. Federico Zanon, esperto in efficientamento energetico e riqualificazione edilizia.

Per ulteriori informazioni si invita a contattare: Unioncamere Veneto, Tel. 041 0999 311; e-mail unione@ven.camcom.it

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