FRONTIERE DI LEADHERSHIP. Come promuovere l’empowerment femminile – percorso formativo gratuito in 7 moduli

Il Percorso formativo in 7 moduli “FRONTIERE DI LEADHERSHIP. Come promuovere l’empowerment femminile” – organizzato dalla Camera di commercio di Treviso – Belluno, in collaborazione con CUOA Business School – è inserito nel Progetto EQUALIT- À – Empowering Communities for Gender Equity & enhanced  Quality of Governance in Italy and Austria ed è dedicato ad imprenditrici, aspiranti tali e libere professioniste delle province di Belluno e Treviso.

  • Le sessioni formative sono erogate in modalità web conference e il ciclo completo si articola in 7 moduli della durata di 4 ore ciascuno.
  • Tutti gli incontri si terranno con orario: 14:00 – 18:00
  • Per coloro che parteciperanno all’intero ciclo formativo è previsto un incontro di assistenza personalizzata one-to-one della durata massima di 2 ore.
  • È consentita anche l’iscrizione ai singoli moduli qualora non fosse possibile frequentare l’intero percorso.

Scarica il Programma 
Iscriviti agli incontri formativi  (scadenza iscrizioni 25 maggio 2026; limite massimo di iscritte: 25)

Programma:

  1. Leadership e assertività: mercoledì 3 giugno 2026
  2. Intelligenza emotiva: martedì 9 giugno 2026
  3. Pensiero critico e problem solving: giovedì 11 giugno 2026
  4. Comunicazione efficace: martedì 16 giugno 2026
  5. Resilienza e gestione dello stress: giovedì 18 giugno 2026
  6. Digital empowerment: martedì 23 giugno 2026
  7. Networking management: giovedì 25 giugno 2026

Per maggiori informazioni contattare: Segreteria del Comitato Imprenditoria Femminile, tel. 0422 595222-333-273; e-mail: comitatoimprenditoriafemminile@tb.camcom.it

Sustainable Solutions Match 2026: incontri bilaterali online dal 16 al 27 marzo


Dopo il successo della prima edizione (2025), dove oltre 1.400 partecipanti provenienti da 39 paesi, si sono riuniti online per scambiare idee, scoprire innovazioni ed entrare in contatto con partner che condividono la stessa ambizione: costruire un’economia europea più sostenibile e circolare, dal 16 al 27 marzo 2026, si terrà la seconda edizione di Sustainable Solutions Match, di incontri bilaterali della durata di 20 minuti e 22 sessioni di pitching online (in lingua inglese). L’Agenda affronterà numerose tematiche, quali:

16 marzo
  • Gestire le differenze culturali nel business internazionale.
  • Soluzioni basate sulla natura che ripristinano la biodiversità e migliorano il benessere nelle città europee.
  • Agricoltura climaticamente intelligente: intelligenza artificiale, sensori e dati satellitari per una gestione delle colture resiliente e sostenibile.
17 marzo
  • Come l’intelligenza artificiale riduce le emissioni nella gestione del traffico.
  • Dallo spazio alla Terra: monitoraggio satellitare e servizi di dati spaziali per un pianeta sostenibile e sicuro.
  • Gli investitori in tecnologie pulite incontrano le startup: sessione di reverse pitching.
  • Scuotere il settore edile: soluzioni innovative da tenere d’occhio.
18 marzo
  • Da rifiuto a valore: innovazione sostenibile in laboratori e assistenza sanitaria.
  • Rafforzare la resilienza: tecnologie sostenibili per il recupero delle infrastrutture post-crisi.
  • Ecodesign per il futuro marittimo: progettare navi, sistemi e vivere in mare in modo sostenibile.
  • Soluzioni innovative per preservare e ripristinare la salute del suolo.
19 marzo
  • Soluzioni digitali per la circolarità tessile.
  • Percorsi innovativi per ridurre la dispersione di fibre e microplastiche nel ciclo di vita tessile.
  • Soluzioni di imballaggio sostenibili per l’ecosistema del retail.
  • Innovazione mirata: intelligenza artificiale, design circolare e soluzioni intelligenti dall’industria creativa.
20 marzo
  • Decarbonizzare le industrie ad alta intensità energetica utilizzando soluzioni di efficienza energetica, tra cui l’idrogeno.
  • Start-up e scale-up che forniscono soluzioni idriche sostenibili per il settore agroalimentare ed energetico.
  • Reti intelligenti e soluzioni energetiche intelligenti per una maggiore resilienza nelle industrie europee.
23 marzo
  • Raccolta intelligente dei rifiuti: utilizzo di IoT e intelligenza artificiale per l’ottimizzazione della gestione dei rifiuti.
  • Decarbonizzazione dell’industria con materiali a basse emissioni di carbonio.
  • Passaporto digitale di prodotto (DPP) nell’industria alimentare.
  • Alimentare il futuro: soluzioni circolari per l’accumulo di energia.
24 marzo
  • Promuovere il cambiamento nel turismo: sostenibilità e impatto sociale attraverso gli acquisti.
  • Reverse Pitching da programmi di finanziamento e supporto: orientare le PMI verso una crescita sostenibile.

Come nel 2025, ci saranno 2 sessioni ospitate dall’Agrifood Sector Group: una incentrata sull’agricoltura intelligente e un’altra sulla salute del suolo.
Le aziende ed organizzazioni di tutti i settori, interessate a partecipare, sono invitate a registrarsi gratuitamente sul sito b2match selezionando, come support office, Unioncamere Veneto e compilando il profilo in ogni sua parte, compreso il marketplace, e descrivendo che cosa offre l’azienda e il potenziale partner da ricercare.

Per assistenza ed informazioni contattare Unioncamere del Veneto, Roberto Bassetto, tel. 041 0999419; e-mail: roberto.bassetto@eurosportelloveneto.it

Approfondisci il programma degli incontri B2B e dei pitching
Registrati a Sustainable Solutions Match 2026 

UNI 11973:2025, la nuova norma sviluppata da ENEA e UNI per valutare il ciclo di vita degli edifici

Nel “mondo” delle norme UNI è comparsa la 11973:2025, sviluppata da ENEA e UNI – Ente Italiano di Normazione – che si propone come standard per progettisti, imprese, amministrazioni pubbliche e comunità locali per la valutazione dell’intero ciclo di vita degli edifici, dalla progettazione alla dismissione, per costruzioni smart capaci di scambiare energia, dati e servizi in città sempre più sostenibili.

La norma, ispirata al concetto di “Building as a Service”, pone al centro della transizione lo sviluppo di edifici in grado di scambiare energia, dati e servizi con la rete urbana, per contribuire a migliorare resilienza, qualità di vita ed equità sociale.

La norma introduce un approccio integrato multilivello, multiscalare e multi-temporale che integra le diverse prestazioni “verticali” dell’edificio (multilivello) nel suo intero ciclo di vita, fino all’eventuale dismissione e/o riutilizzo (multi-temporale), con quelle “orizzontali”, che misurano la sua capacità di interagire con la città e con le infrastrutture energetiche e digitali (multiscalare), offrendo all’intera filiera standard e requisiti tecnici aggiornati per favorire la transizione ecologica e digitale, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi europei di riduzione delle emissioni al 2030 e di neutralità climatica al 2050.

La norma:

  • offre ai progettisti criteri avanzati fin dalle fasi preliminari, dal monitoraggio in tempo reale dei consumi, alla gestione smart degli impianti fino alle soluzioni nature-based.
  • Per le imprese di costruzione può rappresentare una guida operativa per realizzare edifici più performanti.
  • Le Amministrazioni pubbliche potrebbero integrarla in regolamenti, bandi e programmi di rigenerazione urbana.
  • Per le comunità locali fornisce regole chiare che favoriscono partecipazione e qualità urbana.  

Gli edifici in Europa pesano per circa il 40% sui consumi energetici sulle emissioni, mentre l’ambiente costruito assorbe metà delle risorse estratte, generando oltre il 35% dei rifiuti UE. Con il 75% del patrimonio edilizio inefficiente, la riqualificazione energetica consentirebbe di tagliare consumi ed emissioni fino al 5-6%, mentre l’impronta carbonica di materiali e processi costruttivi si ridurrebbe dell’80%.

Approfondisci le informazioni riguardanti la presentazione della nuova norma UNI

Pubblicata la nuova edizione del Rapporto su Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici


Il Rapporto, a cura del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (*), fornisce il quadro aggiornato dei processi di urbanizzazione, artificializzazione e trasformazione del territorio, permettendo di valutare il consumo e degrado del suolo e il loro impatto sul paesaggio e sui servizi ecosistemici.

Gli ultimi dati disponibili (2024) mostrano una crescita significativa del consumo di suolo in Italia: 83,7 km² di territorio trasformato in aree artificiali (+ 15,6% rispetto al 2023).
I costi del consumo di suolo, dovuti alla perdita di servizi ecosistemici, variano da un minimo di 8,66 a un massimo di 10,59 miliardi di euro persi ogni anno a causa del consumo di suolo avvenuto tra il 2006 e il 2024.

Il fenomeno è in accelerazione e richiede risposte urgenti e coordinate, anche perchè ha effetti diretti o indiretti su circa i due terzi del territorio nazionale, con un impatto significativo sulla frammentazione ecologica e sul microclima urbano.
La sfida è duplice:

  1. contenere l’espansione urbana e infrastrutturale;
  2. promuovere il ripristino ecologico e la resilienza territoriale.

Le nuove normative europee offrono strumenti e obiettivi chiari; in particolare, il regolamento europeo sul ripristino della natura impone l’azzeramento della perdita netta di aree verdi urbane entro il 2030 e il loro incremento dal 2031. L’azzeramento del consumo netto di suolo è un obiettivo necessario anche per il raggiungimento dei target previsti dall’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile, dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dal Piano per la Transizione Ecologica.

Lo stop al consumo di suolo dovrebbe avvenire sia minimizzando gli interventi di artificializzazione, sia aumentando il ripristino naturale delle aree più compromesse, quali gli ambiti urbani e le coste, ed è considerato una misura chiave anche per l’adattamento agli eventi estremi.
Arrestare il consumo di suolo nel nostro Paese permetterebbe, in definitiva, di fornire un contributo fondamentale per affrontare le grandi sfide poste dai cambiamenti climatici:

  • dissesto idrogeologico,
  • inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo,
  • diffuso degrado del territorio, del paesaggio e dell’ecosistema,
  • perdita di biodiversità,

ma per invertire la rotta e garantire un futuro sostenibile al nostro Paese sarà fondamentale il coinvolgimento attivo di istituzioni, cittadini e imprese.

Approfondisci le informazioni pubblicate nel portale web di ISPRA
Infografiche edizione 2025


(*) Organismo che assicura le attività di monitoraggio del territorio e del consumo di suolo.

Nuove strategie per le imprese europee in tema di Parità di genere e qualità della vita


Capacità di integrare

  • innovazione,
  • qualità del lavoro e
  • inclusione sociale

sono fattori che influiscono sempre più sulla competitività europea; le seguenti due recenti pubblicazioni offrono spunti significativi per le imprese ed una panoramica a livello comunitario.

  1. “Future issues and trends in gender equality: a foresight guide by EIGE”, una guida metodologica di 28 pagine, che si propone di introdurre l’analisi degli scenari possibili nelle strategie aziendali, con l’obiettivo di rafforzare la parità di genere attraverso strumenti di previsione capaci di orientare decisioni di medio-lungo periodo. La metodologia si basa su workshop articolati in più fasi, durante i quali i partecipanti sono guidati a individuare i trend emergenti, a valutarne le conseguenze attraverso strumenti visivi come la futures wheel (una mappa che mette in relazione un evento centrale con i suoi effetti diretti e indiretti) e a costruire modelli più inclusivi e resilienti. Per le imprese, questo significa anticipare rischi, cogliere opportunità e rafforzare strumenti organizzativi sostenibili. La guida è corredata di grafiche esplicative delle varie fasi di pianificazione e gestione dei workshop.
    Scarica la guida dell’European Institute for Gender Equality (EIGE)
  2. “European Working Conditions Survey 2024”, un rapporto di 36 pagine che analizza l’evoluzione della qualità del lavoro nell’Unione europea e segnala progressi sul fronte della sicurezza, della formazione e delle condizioni materiali, mettendo in luce anche criticità ancora diffuse, quali: i divari di genere nelle prospettive di carriera, i rischi derivanti dalla digitalizzazione e dal cambiamento climatico, e il calo dell’engagement dei lavoratori.
    Leggi European Working Conditions Survey (EWCS) 2024

    Con riferimento all’Italia (pagine 18, 21, 31 e 34) emergono alcuni dati rilevanti:
    – solo il 40% dei lavoratori segue l’orario standard di 35-40 ore su cinque giorni,
    – quasi il 20% non riesce a prevedere i propri guadagni a tre mesi,
    – il livello di adozione di intelligenza artificiale generativa rimane uno tra i più bassi in Europa,
    – una quota significativa degli over 45 manifesta il desiderio di andare in pensione anticipatamente. Questi elementi mostrano alle imprese che investire in sicurezza, formazione continua e politiche di conciliazione vita-lavoro rappresenta un vantaggio competitivo per attrarre talenti.

Strategie UE per la resilienza


La Commissione europea sta perseguendo strategie per la resilienza delle reti elettriche e delle reti idriche.
Per quanto riguarda la prima Strategia, il blackout che ha colpito Spagna e Portogallo lo scorso 28 aprile 2025 ha evidenziato l’urgenza di potenziare le infrastrutture di stoccaggio dell’energia per garantire la stabilità e la resilienza delle reti elettriche.
Con il sostegno del Centro Comune di Ricerca (JRC), è stato quindi recentemente lanciato “l’European Energy Storage Inventory”: una piattaforma interattiva che fornisce dati in tempo quasi reale sullo stoccaggio dell’energia pulita e che rappresenta il primo tentativo a livello europeo di offrire una panoramica completa su tutte le forme di accumulo energetico sostenibile, superando le limitazioni delle banche dati esistenti.

L’inventory consente, attraverso mappe dinamiche e cruscotti interattivi:

  • di visualizzare lo stato operativo degli impianti,
  • confrontare le tecnologie disponibili,
  • analizzare la distribuzione geografica dei progetti nei vari Stati membri.

La piattaforma raccoglie dati da fonti pubbliche e private per supportare la pianificazione dei sistemi energetici, migliorare le previsioni di capacità e sviluppare strategie energetiche integrate e mette a disposizione una sezione dedicata all’esplorazione interattiva dei progetti di stoccaggio in Europa, navigabile attraverso strumenti dinamici e filtri personalizzabili (ad esempio selezionando criteri come lo stato di avanzamento, la tecnologia utilizzata, le sotto-tecnologie impiegate e altri parametri rilevanti). Inoltre, l’inventory contribuisce al lavoro del Clean Energy Technology Observatory, un’iniziativa della Commissione europea che monitora le attività di ricerca e innovazione nel settore delle tecnologie energetiche pulite, fornendo analisi strategiche per sostenere le politiche dell’UE in materia di energia e clima. L’European Energy Storage Inventory rappresenta uno strumento fondamentale per pianificare e implementare soluzioni di accumulo adeguate, prevenendo futuri disservizi e sostenendo la transizione energetica dell’UE.

Utilizza l’European Energy Storage Inventory

La Strategia europea per la resilienza idrica, pubblicata dalla Commissione europea il 3 giugno, rappresenta invece una risposta urgente e strutturata alla crescente scarsità e insicurezza dell’acqua nell’UE, dove oltre il 34% del territorio è soggetto a stress idrico.

La Strategia mira a:

  • ripristinare il ciclo dell’acqua,
  • rafforzare la competitività economica,
  • garantire acqua pulita e accessibile,
  • promuove la digitalizzazione della gestione idrica con un Action Plan sull’uso dell’IA e un hub tematico Copernicus per facilitare l’uso dei dati satellitari,
  • proporre l’integrazione del consumo idrico tra i criteri ambientali rilevanti per la sostenibilità dei prodotti, in particolare nel contesto del nuovo Regolamento Ecodesign per Prodotti Sostenibili (ESPR)*.

Sul fronte degli investimenti, sarà avviato nel 2026 un Acceleratore per gli investimenti nella resilienza idrica e verrà lanciato un programma congiunto con la BEI per mobilitare oltre 15 miliardi di euro in progetti idrici.

Annunciata anche la creazione della European Water Academy (EWA), guidata dal JRC, con l’obiettivo di colmare le lacune di competenze nel settore idrico attraverso formazione avanzata, innovazione e collaborazione tra attori pubblici e privati. L’EWA promuoverà lo sviluppo di tecnologie per il riuso dell’acqua, la desalinizzazione, l’irrigazione di precisione e la protezione delle infrastrutture critiche.

Scarica la Strategia europea per la resilienza idrica


(*) Questo significherebbe che in futuro il water footprint, cioè l’impronta idrica complessiva di un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita, potrebbe essere inclusa nel passaporto digitale dei prodotti, insieme ad altri parametri ambientali come l’efficienza energetica e la durabilità.

“The SME Twin Transition Monitor for the EU”: analisi sulla doppia transizione nelle PMI


Lo SME Twin Transition Monitor” è uno strumento analitico sviluppato dal Centro comune di ricerca (CCR) per valutare il grado di preparazione alla transizione verde e digitale delle PMI europee in tre aree chiave:

  • PMI digitali: misura l’infrastruttura tecnologica e l’orientamento strategico;
  • PMI ambientali: valuta le pratiche sostenibili, dall’efficienza energetica alle strategie di mitigazione;
  • Capacità di resilienza: analizza infine la capacità di adattamento alle sfide economiche, ambientali e tecnologiche.

Dai risultati della ricerca – disponibile in lingua inglese – emerge un divario, tra i paesi del Nord e dell’Ovest in testa alla transizione, rispetto a quelli dell’Europa del Sud e dell’Est. Nonostante i limiti legati all’eterogeneità delle PMI, ad alcune lacune nei dati e alla limitata attenzione all’esposizione delle PMI ai rischi climatici, la metodologia applicata dal monitoraggio garantisce valutazioni affidabili, guidando la politica per un’economia digitale e sostenibile dell’UE.

In Italia l’adozione del digitale, in particolar modo, procede con ritmi lenti e mostra significative disparità tra le regioni. Le imprese situate al Nord risultano più avanzate nell’integrazione delle nuove tecnologie. Al contrario, le piccole e medie imprese del Sud affrontano notevoli difficoltà, dovute principalmente alla scarsità di risorse finanziarie e alla limitata disponibilità di infrastrutture tecnologiche adeguate.

Le PMI rappresentano il 99,8% delle imprese e contribuiscono al 65% dell’occupazione, oltre a essere responsabili di circa il 60% delle emissioni di gas serra.

Al fine di garantire valutazioni più affidabili, gli sviluppi futuri si concentreranno:

  • sull’ampliamento della copertura dei dati, in particolare per le micro-PMI,
  • sul miglioramento delle valutazioni di vulnerabilità
  • sull’aggiornamento e perfezionamento delle linee guida politiche dell’UE per supportare al meglio le PMI nelle loro transizioni
  • e sulla generazione ed integrazione di nuovi indicatori basati su dati specifici delle singole imprese.

Scarica la ricerca “The SME Twin Transition Monitor for the EU” 2025

Il futuro del turismo resiliente: una nuova call della Commissione nell’ambito del Single Market Programme


La Commissione ha lanciato una nuova call nell’ambito del Single Market Programme, denominata Transitioning to a more sustainable and resilient ecosystem – empowering tourism SMEs, destinata alle PMI del turismo. L’iniziativa mette a disposizione complessivamente 8.500.000 di euro (con un massimo di 2 milioni destinati a ciascun progetto), al fine di dotare le aziende degli strumenti e delle competenze necessarie ad implementare pratiche più sostenibili e resilienti, secondo le priorità del Tourism Transition Pathway.

Il progetto mira a fornire alle PMI, comprese le start-up e gli imprenditori, che desiderano sviluppare concetti e progetti innovativi che contribuiscano alla transizione del turismo nell’UE, gli strumenti necessari per effettuare la transizione verso pratiche più sostenibili e resilienti e favorire il cambiamento nell’ecosistema turistico europeo ed in particolare:

  • fornire supporto diretto a progetti innovativi presentati da terzi, ad es. PMI,
  • fornire supporto tecnico, consulenza e sviluppo delle capacità al maggior numero possibile di PMI in base alle loro esigenze, cercando di coprire un ampio ambito geografico,
  • raccogliere buone pratiche con lo scopo di fornire ai policy maker prove empiriche aggiornate dell’attuazione delle priorità stabilite nel Percorso di transizione per il turismo.

Il bando punta ad offrire supporto tecnico, consulenza ed attività di capacity building al maggior numero possibile di imprese in base alle loro esigenze, cercando di coprire un’ampia area geografica e a fornire ai decisori politici prove empiriche aggiornate dell’attuazione delle priorità stabilite nel percorso di transizione per il settore.

Impatto previsto:

  1. Maggiore resilienza e competitività delle PMI del turismo attraverso una migliore adozione dei principi di sostenibilità, degli aspetti di accessibilità, dell’innovazione e della digitalizzazione (ovvero l’uso di nuove tecnologie, greening, dati) e attraverso una maggiore capacità di tracciare le impronte;
  2. Nuovi modelli di business nel turismo basati su digitalizzazione, nuove tecnologie, sostenibilità, accessibilità, servizi per tutte le tipologie di clienti, circolarità, coinvolgimento delle comunità locali e dei visitatori a lungo termine;
  3. Rafforzamento della cooperazione lungo la catena del valore del turismo;
  4. Miglioramento della cooperazione transnazionale e transfrontaliera, trasferimento di conoscenze e apprendimento tra pari;
  5. Sostegno alla ripresa dell’ecosistema turistico dagli shock causati dal COVID-19 e dall’aggressione militare russa in Ucraina sviluppando e fornendo migliori pratiche per gli investimenti di recupero con effetti a lungo termine per la transizione verde e digitale.

Il 19 gennaio la Commissione organizzerà una sessione informativa online.
Scadenza per la partecipazione 21 febbraio 2024 17:00 (orario di Bruxell)

Approfondisci e scarica il bando