Normativa ambientale: consultazione Ue aperta fino al 10 settembre 2025


“Semplificare la normativa ambientale” è l’obiettivo della Commissione europea che sta lavorando ad un nuovo pacchetto omnibus – la cui proposta dovrebbe essere presentata in autunno – rivolto nello specifico ai seguenti tre i settori:

  • economia circolare, 
  • emissioni industriali, 
  • gestione dei rifiuti.

In vista di tale proposta, è stata aperta una consultazione pubblica con l’obiettivo di raccogliere pareri e proposte da cittadini e portatori di interesse, al fine di individuare quelle politiche ambientali Ue che abbiano il potenziale per:

  • una reale semplificazione per gli operatori senza compromettere gli obiettivi ambientali dell’UE e la tutela della salute umana;
  • ridurre l’onere amministrativo delle leggi ambientali per le piccole e medie imprese entro la fine del 2029;
  • garantire una migliore tutela ambientale nel lungo periodo.

Tra le misure ipotizzate, la Commissione cita:

  • la razionalizzare degli obblighi di segnalazione, ad esempio con l’eliminazione della banca dati SCIP (sostanze potenzialmente pericolose nei prodotti) ai sensi della Direttiva quadro sui rifiuti;
  • l’armonizzare delle disposizioni relative ai rappresentanti autorizzati per la responsabilità estesa del produttore (EPR) in ogni Stato membro in cui un produttore vende un prodotto soggetto alle norme EPR;
  • l’eliminazione di obblighi doppi di segnalazione, anche attraverso un’ulteriore digitalizzazione della comunicazione nei settori dell’economia circolare, delle emissioni industriali e della gestione dei rifiuti;
  • la materia delle autorizzazioni relative alle valutazioni ambientali sulla base delle esperienze recentemente acquisite, come quella del Net Zero Industry Act.

Il nuovo pacchetto di semplificazione sulla normativa ambientale segue la strada tracciata con la Bussola della Competitività che prevede dei target specifici relativamente al taglio degli oneri amministrativi. La consultazione è attiva fino al 10 settembre 2025.

Partecipa alla consultazione pubblica inviando i pareri entro il 10 settembre 2025

Circular Economy Act: consultazione pubblica aperta fino al 6 novembre 2025


In vista della presentazione del Circular Economy Act – provvedimento che si pone come obiettivo principale quello di creare un mercato unico per le materie prime seconde (comprese quelle critiche) e di aumentare offerta e domanda di materiali riciclati di qualità – la Commissione Europea ha aperto una consultazione pubblica per raccogliere pareri da cittadini e portatori di interesse.

Con il Circular Economy Act la Commissione Europea intende:

  • accelerare la transizione all’economia circolare, che negli ultimi anni non ha fatto passi significativi; ad esempio l’impiego nella produzione di materie prime derivanti da riciclo (materie prime seconde) è aumentato dal 10,7% del 2010 all’11,8% del 2023. Questo incremento poco rilevante è dovuto principalmente ad un mercato che ancora penalizza le materie prime seconde: se in alcuni casi la loro qualità non è ancora equiparabile a quella delle materie prime vergini, non viene valorizzato il risparmio sulle esternalità negative (minori impatti per estrazione, lavorazione, raffinazione, ecc.), né l’impatto dei flussi di rifiuti illegali (non tracciati);
  • rimuovere le barriere alla creazione di un mercato unico dei rifiuti, delle materie prime seconde e dei prodotti circolari.

I due pilastri principali che caratterizzeranno il Circular Economy Act riguardano:

  1. le misure relative alla raccolta e al riciclo dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) che fanno registrare il più alto tasso di crescita (+2% all’anno) e che attualmente raggiungono il 40% di riciclo. La Commissione potrebbe decidere di rivedere le norme esistenti per renderle più semplici e adeguate allo scopo;
  2. realizzare interventi per promuovere il mercato unico dei rifiuti, delle materie prime secondarie e del loro utilizzo nei prodotti (ad esempio: riforma dei criteri end of waste; estensione dei regimi di responsabilità estesa del produttore; definizione di criteri per gli appalti pubblici).

Le pratiche circolari sono essenziali per cercare di raggiungere la neutralità climatica nel 2050. Il loro apporto è stimato tra il 20 e il 25% di riduzione delle emissioni.

Fino al 6 novembre 2025 è possibile avanzare pareri tramite la consultazione pubblica, aperta a cittadini, imprese, organizzazioni della società civile.

Compila la consultazione pubblica sul Circular Economy Act

Consultazione nell’ambito della valutazione di impatto riguardante i requisiti per i futuri fornitori di servizi per il Passaporto digitale di prodotto


Il passaporto digitale di prodotto (DPP) rappresenta un’innovazione fondamentale nell’ambito del Regolamento (UE) 2024/1781 sull’Ecodesign e ha l’obiettivo di raccogliere e condividere, tramite modalità di facile accesso, informazioni su una serie di aspetti ambientali relativi ai prodotti (per esempio contenuto di sostanze pericolose, durabilità, impronta carbonica ecc.).

Il DPP sarà a disposizione dei consumatori, delle imprese e delle autorità pubbliche competenti e contribuirà a prendere decisioni informate e ad aumentare la domanda di prodotti sostenibili.
Fino al 27 agosto 2025 è possibile partecipare alla consultazione avviata dalla Direzione Generale GROW della Commissione Europea – che si occupa di mercato interno, industria e imprenditoria -che ha l’obiettivo di valutare costi e impatti derivanti dai requisiti proposti per i soggetti che forniranno servizi legati al DPP, nonché esplorare la fattibilità di un eventuale sistema di certificazione. 

Partecipare alla consultazione fornisce un contributo prezioso per orientare le scelte della Commissione Europea su questo tema. Sono disponibili 4 differenti sondaggi per gruppi specifici di parti interessate sul passaporto digitale dei prodotti (DPP):

  1. Imprese (comprese le PMI) che operano principalmente nel campo della circolarità e della gestione dei rifiuti. Ad esempio, le imprese di smaltimento dei rifiuti e quelle che si occupano di riciclaggio, riparazione, ricondizionamento e riconversione dei prodotti saranno tra i principali utilizzatori dei prodotti fitosanitari. Possono partecipare anche le organizzazioni che rappresentano tali imprese;
  2. Imprese e le PMI che, in quanto operatori economici responsabili, sono tenute a produrre un DPP per i loro prodotti. La presente indagine è aperta anche ai fornitori di servizi che ospitano DPP per conto di terzi, nonché alle organizzazioni che rappresentano tali società;
  3. Singoli consumatori e associazioni, insieme alle autorità per la tutela dei consumatori o a un altro organismo che rappresenta tali interessi;
  4. Autorità nazionali di vigilanza del mercato o di sdoganamento.

Approfondisci il Regolamento (UE) 2024/1781 sull’Ecodesign

Emesso l’atteso parere della Corte internazionale di giustizia sugli obblighi giuridici degli Stati in materia di cambiamenti climatici


La violazione da parte di uno Stato costituisce un atto illecito a livello internazionale che impegna la sua responsabilità

Il 23 luglio 2025 la Corte internazionale di giustizia (CIG), la più alta corte delle Nazioni Unite, ha emesso l’atteso parere adottato all’unanimità dai giudici della CIG – che si estende per oltre 500 pagine – sugli obblighi giuridici degli Stati in materia di cambiamenti climatici, relativo ad un procedimento avviato il 2 dicembre 2024 (*) e che per circa due settimane ha impegnato i giudici nell’ascoltare quasi cento nazioni e dodici organismi internazionali con l’obiettivo di comprendere quali siano gli obblighi da parte dei poteri pubblici in materia di lotta contro i cambiamenti climatici.

L’Alta corte ha stabilito che la violazione degli obblighi climatici da parte di uno Stato costituisce un atto illecito a livello internazionale che impegna la sua responsabilità che può quindi comportare risarcimenti ai Paesi colpiti.

Il parere ha valore consultivo e non vincolante ma stabilisce una solida interpretazione giuridica che sarà utile per orientare le azioni o le decisioni future di legislatori, avvocati e giudici a livello globale. La Corte rileva che:

  •  le conseguenze dei cambiamenti climatici sono gravi e di vasta portata e colpiscono sia gli ecosistemi naturali che le popolazioni umane. Gli effetti negativi dei cambiamenti climatici rischiano di compromettere significativamente l’effettivo godimento di alcuni diritti umani. Come il diritto alla salute e il diritto a un adeguato tenore di vita;
  • la mancata adozione da parte di uno Stato di azioni appropriate per proteggere il sistema climatico dalle emissioni di gas serra, anche attraverso la produzione di combustibili fossili, il consumo di combustibili fossili, la concessione di licenze di esplorazione di combustibili fossili o l’erogazione di sussidi per i combustibili fossili, può costituire un atto illecito a livello internazionale imputabile a tale Stato;
  • gli Stati responsabili hanno l’obbligo di risarcire i danni provocati ad altri Stati sotto forma di restituzione, indennizzo e soddisfazione.  

Gli Stati hanno pertanto l’obbligo di proteggere l’ambiente per il bene delle generazioni presenti e future e devono impegnarsi per prevenire danni significativi agendo con la dovuta diligenza, prevedendo l’adozione di misure per ridurre le emissioni di gas serra, rendere disponibili le informazioni scientifiche e adottando tutti i mezzi a loro disposizione per proteggere il sistema climatico in conformità con le loro capacità e risorse disponibili, anche cooperando con gli altri Stati. Il parere della Corte internazionale di giustizia mette quindi alle strette le grandi nazioni inquinanti, tutelando i Paesi più poveri e più colpiti dai cambiamenti climatici.

Approfondisci la Sintesi del parere consultivo del 23 luglio 2025


(*) la richiesta all’Aja è successiva ad una precedente campagna pensata nel 2019, dagli studenti di legge dell’Università Vanuatu, uno stato del Pacifico meridionale, formato da un arcipelago di una quarantina di isole, che si estendono per 1300 km – ubicate a circa 2000 km dalla costa nord-orientale dell’Australia – ogni giorno di più sommerso dall’acqua per colpa dei cambiamenti climatici.

Pubblicato il Codice di condotta per l’intelligenza artificiale a uso generale della Commissione Europea


Il 10 luglio 2025 la Commissione europea ha pubblicato il General-Purpose AI Code of Practice (GPAI), il Codice di condotta per l’intelligenza artificiale a uso generale, finalizzato a chiarire l’applicazione dell’AI Act, la nuova legge europea sull’intelligenza artificiale.
Il Codice è diviso in tre sezioni (trasparenza, copyright, sicurezza):

  • trasparenza: richiede la condivisione documentale dei modelli, ma non impone la pubblicazione dettagliata dei dati di addestramento;
  • copyright: invita a usare solo contenuti legalmente accessibili, prevedendo misure tecniche di protezione non meglio definite;
  • sicurezza: distingue tra rischi primari (deepfake, disinformazione, diritti) e secondari (pregiudizi, incitamento all’odio), ma solo i primi richiedono audit esterni. Una scelta che solleva preoccupazioni, dato il potenziale impatto sociale di questi ultimi.

I capitoli su Trasparenza e Copyright offrono a tutti i fornitori di modelli di IA generici un modo per dimostrare la conformità agli obblighi previsti dall’art. 53 della Legge sull’IA.

I capitoli su Sicurezza sono rilevanti invece solo per i fornitori soggetti agli obblighi previsti dalla Legge sull’IA per i fornitori di modelli di IA generici con rischio sistemico ai sensi dell’art. 55 della Legge sull’IA (fornitori di modelli più complessi).

Gli Stati membri e la Commissione stanno valutando l’adeguatezza del GPAI, che sarà integrato da orientamenti dell’Esecutivo europeo sui concetti chiave relativi ai modelli di IA per uso generale. L’AI Act entrerà in vigore il 2 agosto 2025 per i nuovi modelli, con tempo di adeguamento fino al 2027 per quelli preesistenti.

Il GPAI non è vincolante, ma i fornitori che non vi aderiscono dovranno dimostrare in altro modo la conformità all’AI Act, rischiando di incorrere in controlli supplementari. Una volta approvato dagli Stati membri e dalla Commissione, i fornitori di modelli di IA che lo firmano volontariamente potranno dimostrare di rispettare la legge sull’IA aderendo al codice, riducendo il loro onere amministrativo e ottenendo maggiore certezza giuridica rispetto a quanto accadrebbe se dimostrassero la conformità con altri metodi.

Approfondisci l’informazione
Approfondisci il capitolo Trasparenza del Codice di condotta per l’IA
Approfondisci il capitolo Diritto d’autore del Codice di condotta per l’IA
Approfondisci il capitolo Sicurezza del Codice di condotta per l’IA

Innovazione tecnologica, sostenibilità e circolarità dei processi: costruisci oggi l’impresa di domani. Proroga presentazione domande


Attenzione: la scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione è posticipata al 30 settembre 2025

La Camera di commercio di Treviso-Belluno, in collaborazione con la società T2I – Trasferimento Tecnologico e Innovazione e con partner qualificati del Nord-Est e dell’area transfrontaliera (Trieste, Bolzano, Innsbruck e Salisburgo), promuove il nuovo centro di servizi – HUB – per la circolarità nel settore edilizio nell’ambito del progetto europeo ATTENTION – Interreg Italia-Austria.

Il progetto, dedicato alle imprese del settore delle costruzioni con sede nelle province di Treviso, Belluno e Vicenza, interessate a migliorare i propri processi produttivi in chiave sostenibile e circolare, offre un percorso personalizzato di accompagnamento con esperti del settore per:

  • analizzare lo stato attuale della tua impresa rispetto ai temi della circolarità,
  • costruire un percorso strategico su misura per l’innovazione e la sostenibilità,
  • individuare servizi e strumenti innovativi per aumentare la competitività e ridurre gli sprechi,
  • affrontare con metodo anche il tema del passaggio generazionale,
  • partecipare a eventi – incontri per possibili collaborazioni con imprese e partner del settore edile dell’Austria (Innsbruck e Salisburgo).

Partecipare al progetto consente di ottenere:

  • analisi specialistica dei processi,
  • orientamento verso tecnologie e soluzioni innovative,
  • connessione con un ecosistema europeo di partner tecnici e istituzionali,
  • partecipazione a iniziative transfrontaliere di confronto e collaborazione tra imprese,
  • accesso prioritario a test e sperimentazioni.

Per partecipare al progetto è necessario compilare il modulo online di manifestazione di interesse entro il 15 settembre 2025.
Attenzione: le adesioni verranno accolte fino ad esaurimento posti.

Per ulteriori informazioni e chiarimenti si invita a contattare la Segreteria del Progetto europeo ATTENTION: tel. 0422 595 140 / 141 / 115; e-mail progetti.territoriali@tb.camcom.it; web https://itat-attention.eu/en/homepage/

Temi ambientali, sociali e di governance: perché tenere il passo, anche se l’Europa rallenta – registrazione del webinar del 30/05/2025


Il 30 maggio scorso, Ecocerved e Fondazione Centro Studi UNGDCEC, nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2025 (*) hanno organizzato il webinar “Temi ambientali, sociali e di governance (ESG): perché tenere il passo, anche se l’Europa rallenta”.

L’incontro, fa parte delle attività di stakeholder engagement previste dal Piano d’azione 2025 sulla sostenibilità di Ecocerved, sviluppato dal Comitato istituito nel 2023 per formalizzare le attività svolte dal gruppo di lavoro che è nato su iniziativa di alcuni dipendenti delle sedi di Bologna e Padova e ha dato avvio al progetto interno denominato “Percorso aziendale di sviluppo sostenibile integrato”. 

Il webinar ha approfondito i seguenti argomenti:

  • “Modalità di comunicazione degli aspetti ESG da parte delle aziende, anche considerando il recente pacchetto europeo di semplificazioni” – Sara Pelucchi (Fondazione Centro Studi UNGDCEC);
  • “Opportunità legate al documento volto ad agevolare lo scambio informativo sui temi ESG tra piccole e medie imprese e sistema bancario” – Angela Costanzo (Ministero dell’Economia e delle Finanze);
  • “Risultati dei progetti di affiancamento alle PMI per l’autovalutazione del profilo ESG e la predisposizione del bilancio di sostenibilità” – Manuela Medoro (Ecocerved).

La registrazione dell’evento è stata pubblicata sul Canale YouTube di Fondazione Centro Studi.
Guarda la registrazione


(*) organizzato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) con la media partnership di Rai e ANSA

Aggiornamento sul recepimento delle direttive UE in “ambito green”

La Legge 13 giugno 2025, n. 91 – pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (G.U.) n. 145 del 25 giugno 2025 – che entrerà in vigore il 10 luglio 2025, conferisce la delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea. Tra questi vi sono anche:

  • la direttiva 2024/825/Ue che aumenta il contrasto al greenwashing;
  • la direttiva 2024/1203/Ue sulla tutela penale dell’ambiente che allarga i comportamenti che gli Stati membri dovranno punire come delitti ambientali;
  • la direttiva 2024/1785/Ue che aggiorna le norme Ippc, sulle emissioni degli impianti industriali (in Italia recepite nell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale);
  • la direttiva 2024/2881/Ue sulla qualità dell’aria ambiente.

Il Governo ha anche la delega ad attuare alcuni regolamenti Ue, che pur essendo immediatamente applicabili necessitano di disposizioni di coordinamento e integrazione, tra i quali: 

  • il regolamento 2023/1115/Ue che norma il contrasto al commercio di materie prime e prodotti legati alla deforestazione e al degrado forestale; 
  • il regolamento 2022/1616/Ue sul commercio di materiali e oggetti di plastica riciclata destinata a contatto con gli alimenti; 
  • il regolamento sulle batterie e i relativi rifiuti  e adeguare lo schema di responsabilità estesa del produttore alle nuove disposizioni previste dal regolamento (Ue) 2023/1542. L’art. 29  disciplina la delega al Governo per l’adeguamento della  normativa  nazionale  alle  disposizioni del regolamento (UE) 2023/1542 del Parlamento  europeo  e del Consiglio, del 12 luglio 2023, relativo alle  batterie  e  ai  rifiuti di batterie, che modifica  la  direttiva  2008/98/CE  e  il  regolamento (UE) 2019/1020 e abroga la direttiva 2006/66/CE.

Progetto europeo Innovamare: invito alle aziende dei settori dell’economia blu a condividere proposte per promuovere la crescita blu



Le aziende che operano in uno dei settori dell’economia blu (ad esempio): acquacoltura, turismo marittimo, energia offshore, biotecnologie marine, sono invitate a condividere – tramite una open call – sfide e proposte che contribuiranno a sviluppare nuove tecnologie, promuovere la crescita blu e creare un network internazionale.


Il Progetto europeo InnovaMare (Interreg Italia-Croazia), di cui Unioncamere Veneto è partner, promuove l’innovazione e la crescita sostenibile nell’economia blu.
Attualmente è in corso una open call per raccogliere sfide che le imprese del settore si trovano ad affrontare.
L’obiettivo è trovare soluzioni innovative per un mare più sano e produttivo. InnovaMare si concentra su tecnologie marittime all’avanguardia e mira a creare collaborazioni tra aziende, centri di ricerca e altri attori dell’ecosistema marino.
E’ possibile partecipare alla open call fino al 31 luglio 2025, inviando le proprie sfide.
Partecipa all’indagine di Innovamare 

Al via la seconda edizione dell’Avviso “L’Italia delle donne” (2025) per l’individuazione di figure femminili da promuovere a livello nazionale e locale


Nell’ambito del progetto promosso dalla Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, “L’Italia delle donne” volto a celebrare figure femminili che abbiano istituito un legame significativo con il territorio e che meritano di essere sottratte all’oblio e di far parte della memoria nazionale, prende il via la seconda edizione dell’Avviso “L’Italia delle donne”.

Il Dipartimento per le Pari Opportunità invita i soggetti proponenti (Regioni e Province autonome, Enti locali, Archivi di Stato, Biblioteche, Enti di ricerca e Università, Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado) a presentare biografie di donne che si sono distinte nei seguenti campi:

  • lavoro e dell’impresa: “Donne imprenditrici”, 
  • discipline sportive: “Donne dello Sport”,
  • arti creative: “Donne delle arti”, 

valorizzando l’identità dei territori e le memorie locali, a partire dall’XI secolo e fino al 31 dicembre 2018. 
Per la presentazione delle candidature, i soggetti proponente possono avvalersi del contributo degli organismi di parità ove presenti (ad esempio Consigliere/i, Commissioni e Comitati di parità e pari opportunità), di realtà territoriali quali associazioni del terzo settore, organizzazioni sindacali, istituzioni religiose, storici locali e fondazioni.

Le proposte devono essere presentate, utilizzando il modello allegato all’Avviso, a mezzo PEC all’indirizzo politichepariopportunita@pec.governo.it, entro e non oltre le ore 16.00 del 19 dicembre 2025.
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