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Pubblicato il Codice di condotta per l’intelligenza artificiale a uso generale della Commissione Europea


Il 10 luglio 2025 la Commissione europea ha pubblicato il General-Purpose AI Code of Practice (GPAI), il Codice di condotta per l’intelligenza artificiale a uso generale, finalizzato a chiarire l’applicazione dell’AI Act, la nuova legge europea sull’intelligenza artificiale.
Il Codice è diviso in tre sezioni (trasparenza, copyright, sicurezza):

  • trasparenza: richiede la condivisione documentale dei modelli, ma non impone la pubblicazione dettagliata dei dati di addestramento;
  • copyright: invita a usare solo contenuti legalmente accessibili, prevedendo misure tecniche di protezione non meglio definite;
  • sicurezza: distingue tra rischi primari (deepfake, disinformazione, diritti) e secondari (pregiudizi, incitamento all’odio), ma solo i primi richiedono audit esterni. Una scelta che solleva preoccupazioni, dato il potenziale impatto sociale di questi ultimi.

I capitoli su Trasparenza e Copyright offrono a tutti i fornitori di modelli di IA generici un modo per dimostrare la conformità agli obblighi previsti dall’art. 53 della Legge sull’IA.

I capitoli su Sicurezza sono rilevanti invece solo per i fornitori soggetti agli obblighi previsti dalla Legge sull’IA per i fornitori di modelli di IA generici con rischio sistemico ai sensi dell’art. 55 della Legge sull’IA (fornitori di modelli più complessi).

Gli Stati membri e la Commissione stanno valutando l’adeguatezza del GPAI, che sarà integrato da orientamenti dell’Esecutivo europeo sui concetti chiave relativi ai modelli di IA per uso generale. L’AI Act entrerà in vigore il 2 agosto 2025 per i nuovi modelli, con tempo di adeguamento fino al 2027 per quelli preesistenti.

Il GPAI non è vincolante, ma i fornitori che non vi aderiscono dovranno dimostrare in altro modo la conformità all’AI Act, rischiando di incorrere in controlli supplementari. Una volta approvato dagli Stati membri e dalla Commissione, i fornitori di modelli di IA che lo firmano volontariamente potranno dimostrare di rispettare la legge sull’IA aderendo al codice, riducendo il loro onere amministrativo e ottenendo maggiore certezza giuridica rispetto a quanto accadrebbe se dimostrassero la conformità con altri metodi.

Approfondisci l’informazione
Approfondisci il capitolo Trasparenza del Codice di condotta per l’IA
Approfondisci il capitolo Diritto d’autore del Codice di condotta per l’IA
Approfondisci il capitolo Sicurezza del Codice di condotta per l’IA