Anticipando il futuro: cambiamenti per gli imballaggi immessi sul mercato dal 1° gennaio 2030


L’art. 25 del Regolamento europeo 2025/40 sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio stabilisce che a far data dal 1° gennaio 2030 gli operatori economici non immettono sul mercato imballaggi nei formati e per gli utilizzi elencati nell’allegato V che contiene espressamente alcune restrizioni all’uso di determinati formati di imballaggio, tra i quali rientrano anche:

  • gli imballaggi di plastica monouso del settore alberghiero, della ristorazione e del catering, contenenti porzioni individuali di condimenti, conserve, salse, panna da caffè e zucchero, ad eccezione degli imballaggi forniti insieme ad alimenti pronti da asporto destinati al consumo immediato (senza necessità di ulteriori preparazioni) e degli imballaggi necessari per garantire la sicurezza e l’igiene in strutture in cui vige un requisito medico di cura individuale (ospedali, cliniche o residenze sanitarie assistenziali).
  • Gli imballaggi monouso per cosmetici e prodotti per l’igiene per l’utilizzo nel settore ricettivo, descritti nella NACE Rev. 2 — Classificazione statistica delle attività economiche, destinati esclusivamente a una prenotazione individuale e a essere smaltiti prima dell’arrivo dell’ospite successivo.

Si attende che, entro il 12 febbraio 2027, la Commissione pubblichi orientamenti, in consultazione con gli Stati membri e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, al fine di illustrare più nel dettaglio l’allegato V, compresi esempi dei formati di imballaggio che rientrano nell’ambito di applicazione, e le eventuali esenzioni alle restrizioni.

Bando Ecopack 2026: fino al 30 aprile 2026 è possibile partecipare al premio dedicato a chi innova nel segno dell’ecodesign


Dal 3 marzo al 30 aprile 2026 è possibile partecipare alla tredicesima edizione di Ecopack, il Bando per l’ecodesign promosso dal Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI), dedicato alle aziende produttrici e utilizzatrici di imballaggi, che nel biennio 2024/2025, hanno puntato su:

  • innovazione,
  • efficienza e
  • riduzione dell’impatto ambientale

dei propri packaging (in tutti i materiali: acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica compostabile e vetro), trasformando la sostenibilità in strategia industriale, grazie alle nove leve di ecoprogettazione:

  1. riutilizzo,
  2. ricarica,
  3. facilitazione delle attività di riciclo,
  4. utilizzo di materiale riciclato/recuperato,
  5. risparmio di materia prima,
  6. risparmio di materia prima vergine,
  7. ottimizzazione dei processi produttivi,
  8. ottimizzazione della logistica e
  9. semplificazione del sistema imballo.

E’ possibile presentare candidare più progetti, purché per gli imballaggi primari si tratti di formati differenti, e per gli imballaggi secondari o terziari l’intervento di ecodesign sia diverso.
Il montepremi complessivo di 600.000 euro sarà ripartito tra i casi ammessi in funzione del punteggio ottenuto + 5 super premi da 10.000 euro ciascuno, destinati ai casi più virtuosi in ottica di economia circolare.

Ogni proposta sarà sottoposta ad analisi del ciclo di vita (LCA) attraverso l’Eco Tool CONAI e verificata dal Comitato tecnico, che ne controllerà la conformità ai requisiti previsti dal Regolamento.
I cinque casi vincitori dei super premi, invece, saranno selezionati da un Comitato tecnico allargato, composto da esperti esterni.
Per essere ammessi, gli interventi dovranno dimostrare – nel confronto tra imballaggio “prima” e “dopo” – benefici ambientali su almeno due dei tre indicatori LCA analizzati: 

  • risparmio energetico, 
  • riduzione dei consumi idrici, 
  • taglio delle emissioni di CO₂.

Le procedure di analisi saranno sottoposti alla verifica di un ente terzo di certificazione, a garanzia di trasparenza e correttezza. La lista dei casi vincitori sarà pubblicata a novembre 2026 in occasione dell’evento di premiazione.

Scarica il regolamento completo

Al via la 12^ edizione del “Bando CONAI per l’ecodesign degli imballaggi nell’economia circolare – Valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi”


L’obiettivo del Bando è quello di raccogliere e valorizzare le soluzioni di imballaggi a ridotto impatto ambientale, immesse sul mercato nazionale nel biennio 2023-2024, facendone emergere il contenuto di innovazione rivolta all’ambiente, agendo su almeno una delle seguenti leve: 

  • riutilizzo,
  • facilitazione delle attività di riciclo,
  • utilizzo di materie provenienti da riciclo,
  • risparmio di materia prima,
  • risparmio di materia prima vergine,
  • ottimizzazione della logistica,
  • semplificazione del sistema di imballo,
  • ottimizzazione dei processi produttivi,
  • (novità bando 2025) ricarica.

Per l’edizione 2025 CONAI mette a disposizione un montepremi complessivo pari a 600.000 Euro da suddividersi in:

  • 550.000 Euro proporzionalmente al punteggio ottenuto tra tutti i casi ammessi;
  • 50.000 Euro a giudizio del Comitato Tecnico Allargato ai casi che si saranno distinti per la spinta innovativa e progettuale nell’ambito dell’attivazione di una o più delle seguenti leve di ecodesign: Riutilizzo/Ricarica; Facilitazione attività di riciclo; Utilizzo di materia prima seconda; e per i due casi virtuosi di imballaggi che promuovono nuove tecnologie e applicazioni significative dal punto di vista progettuale e dell’innovazione.

Possono partecipare al Bando le Aziende produttrici o utilizzatrici di imballaggi rientranti nelle definizioni di cui all’art. 218 comma 1 lettere r) e s) del D.lgs. 152/2006, consorziate a CONAI.

Potranno, partecipare al Bando, ma essere valorizzati solo in termini di attività di comunicazione dedicata, i casi presentati da Aziende produttrici e/o utilizzatrici, rientranti nelle definizioni di cui all’art. 218 comma 1 lettere r) e s) del D.lgs. 152/2006, consorziate a CONAI:

  • che riguardano imballaggi gestiti all’interno di un sistema autonomo ai sensi dell’art. 221, comma 3, lettera a) del D.lgs. 152/2006;
  • che riguardano imballaggi per i quali è stato messo in atto un sistema di restituzione ai sensi dell’art. 221, comma 3, lettera c) del D.lgs. 152/2006;
  • per le quali risultano piani di rientro in essere alla data di partecipazione al presente Bando o comunque non solvibile entro il 30 settembre 2025;
  • per le quali risultano fatture relative al CAC scadute o comunque non solvibili entro il 30 settembre 2025;
  • per le quali risultano irregolarità nella presentazione delle dichiarazioni del Contributo Ambientale CONAI ovvero omissioni contributive accertate e non sanate entro il 30 settembre 2025.

Al Bando potranno partecipare sia le evoluzioni di progetti di packaging, sia imballaggi nuovi per l’azienda che risultino avere, sulla base dei risultati dell’Eco Tool, un minore impatto ambientale rispetto agli imballaggi più frequentemente utilizzati per la medesima applicazione sul mercato italiano.

I casi potranno essere presentati entro il 30 aprile 2025 compilando il form online disponibile sul sito del Consorzio CONAI – Area Bando, e saranno valutati tramite lo strumento Eco Tool CONAI che permette di calcolare, attraverso un’analisi LCA semplificata, gli effetti delle azioni di prevenzione attuate dalle aziende sui propri imballaggi attraverso il calcolo dei benefici ambientali in termini di risparmio energetico, idrico e di riduzione delle emissioni di CO2.

Scarica il bando CONAI per l’ecodesign degli imballaggi 2025
Per ulteriori informazioni a approfondimenti: www.ecotoolconai.org 

Green claims: obblighi e divieti – una Guida sintetica per adeguarsi gradualmente



L’11 ottobre si è tenuto il webinar “Green claims: obblighi e divieti”, ideato e promosso da CONAI e realizzato con il supporto dell’Università Sant’Anna di Pisa, per chiarire alle aziende gli obblighi e i divieti previsti dalla nuova Direttiva contro il greenwashing, durante il quale è stata presentata una Guida sintetica per offrire alle imprese un supporto alla comprensione della normativa vigente.

Si tratta di un documento sintetico che illustra le novità introdotte dalla Direttiva 2024/825/UE in tema di “responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell’informazione” e che prescrive divieti e obblighi di trasparenza specifici riguardo ai claims ambientali.

Consulta la Guida sintetica alla nuova Direttiva europea 2024/825/UE
Rivedi il webinar “Green claims: obblighi e divieti” dell’11 ottobre 2024

6° Rapporto sull’Economia Circolare in Italia


Il 10 maggio, durante la Conferenza nazionale sull’Economia Circolare è stato presentato il 6° rapporto curato dal Circular Economy Network, in collaborazione con Enea. Il documento, aggiornato e pubblicato con cadenza annuale, fotografa lo “stato dell’arte” dell’economia circolare in Italia.

Per la prima volta, le performance di circolarità delle cinque maggiori economie dell’Unione Europea sono state comparate usando gli indicatori della Commissione europea:

  • produzione e consumo,
  • gestione dei rifiuti,
  • materie prime seconde,
  • competitività e innovazione,
  • sostenibilità ecologica,
  • resilienza.

Anche con questa “nuova” metodologia, viene confermato il primato dell’Italia (45 punti) in termini di economia circolare, rispetto a Germania (38), Francia (30) Polonia e Spagna (26).

Highlight presentati nel report:

  • quota di riciclo complessiva 72% (media europea: 58%)
  • tasso di uso circolare di materia 18,7% (media europea: 11,5%)
  • per ogni kg di risorsa consumata 3,7 di PIL (media europea: 2,5 €)
  • consumo pro capite di materiali 12,8 t (media europea: 14,9 t)

Tra i focus di questo anno le piccole e medie imprese: con un’indagine realizzata tra dicembre 2023 e gennaio 2024, in collaborazione con CNA, è stato chiesto a 800 piccoli imprenditori cosa pensano e soprattutto come agiscono rispetto alle politiche green. Il 65% del campione delle piccole imprese intervistate dichiara di mettere in atto pratiche di economia circolare (oltre il doppio rispetto alle rilevazioni del 2021). Per il 61% delle imprese coinvolte nel sondaggio le misure di economia circolare generano benefici in termini di riduzione dei costi. Il 10% delle imprese ha intenzione di avvicinarsi all’economia circolare nel prossimo futuro.
Gli interventi realizzati più spesso riguardano:

  • l’uso di materiali riciclati (68,2%),
  • la riduzione degli imballaggi (64%),
  • interventi per la durabilità e la riparabilità del prodotto (53,2%). 

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