Fino al 3 settembre è possibile partecipare alla Consultazione pubblica sul nuovo regime EPR per mobili e prodotti d’arredo


Fino al 3 settembre è possibile partecipare alla Consultazione pubblica, avviata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica relativamente allo schema di regolamento che introduce il regime di responsabilità estesa del produttore (EPR) per la filiera dei mobili e dei prodotti d’arredo.

Il provvedimento è finalizzato a rafforzare l’economia circolare nel settore, attribuendo ai produttori la responsabilità della gestione del fine vita dei prodotti immessi sul mercato nazionale e promuovendo modelli di progettazione orientati alla:

  • durabilità,
  • riparabilità,
  • smontabilità,
  • riutilizzo
  • riciclo.

Lo schema di regolamento definisce gli obblighi a carico dei produttori, che potranno adempiervi attraverso sistemi individuali o collettivi, e disciplina l’organizzazione delle attività di raccolta, preparazione per il riutilizzo, riciclo, recupero e gestione dei rifiuti derivanti da mobili e prodotti d’arredo. Sono inoltre definiti target progressivi di raccolta differenziata, preparazione per il riutilizzo, riciclo e recupero, coerenti con gli obiettivi della transizione verso un modello produttivo più sostenibile ed efficiente nell’uso delle risorse.

La consultazione pubblica è rivolta a tutti i soggetti interessati, pubblici e privati, che potranno trasmettere, all’indirizzo di posta elettronica certificata ECB@pec.mase.gov.it, contributi e osservazioni sullo schema di regolamento, utilizzando l’apposita griglia e indicando, nell’oggetto della PEC, la dicitura: “Consultazione pubblica EPR mobili e prodotti da arredo”.

Scarica lo schema di regolamento per l’istituzione del regime EPR per la filiera dei mobili e dei prodotti da arredo e la griglia per l’invio delle osservazioni  

Schema di decreto per l’istituzione del regime di responsabilità estesa del produttore per la filiera dei prodotti plastici non da imballaggio: consultazione pubblica aperta fino al 17 aprile 2026


Fino al 17 aprile 2026, tutti i soggetti pubblici e privati interessati, potranno inviare contributi e osservazioni sullo schema di decreto che introduce la responsabilità estesa del produttore (EPR) nella filiera dei prodotti plastici non da imballaggio, provvedimento che si propone di rendere i produttori responsabili della gestione del fine vita dei prodotti immessi sul mercato, promuovendo un modello più sostenibile e circolare, per raggiungere gli obiettivi europei.

L’implementazione del sistema EPR nel settore dei prodotti plastici non da imballaggio ha l’obiettivo di:

  • ridurne l’impatto ambientale, incentivando il riuso, il riciclo e la corretta gestione;
  • responsabilizzare i produttori affinché adottino strategie di eco-design e l’utilizzo di materiali più sostenibili.

Nel periodo di consultazione pubblica i soggetti interessati possono trasmettere le proprie osservazioni all’indirizzo ECB@pec.mase.gov.it, compilando l’apposita griglia e indicando, nell’oggetto della PEC, la seguente dicitura: “Consultazione pubblica EPR prodotti plastici non da imballaggio“.

Scarica il Decreto ministeriale
Scarica la griglia per le osservazioni 
Scarica la Relazione illustrativa

Riforma della Direttiva Quadro sui Rifiuti: novità riguardo a sprechi alimentari e rifiuti tessili


La Riforma della Direttiva Quadro sui Rifiuti, che introduce nuove misure per la gestione dei tessili e la lotta allo spreco alimentare dovrà essere recepita dagli Stati membri entro i prossimi 20 mesi.
Per la prima volta l’Unione Europea si dota di target di riduzione degli sprechi alimentari da raggiungere entro il 2030, calcolati rispetto alla media annua degli sprechi nel triennio 2021-2023, in particolare:

  • – 10 % di rifiuti alimentari nella trasformazione e nella fabbricazione;
  • – 30 % pro capite nel commercio al dettaglio, nei ristoranti, nei servizi di ristorazione e nei nuclei domestici.

Secondo i dati Eurostat pubblicati nel 2023:

  • ogni anno in Europa si buttano quasi 59 milioni di tonnellate di cibo, in media 131 kg/abitante (in Italia 145 kg/abitante),
  • lo spreco alimentare è responsabile del 16% delle emissioni totali di gas a effetto serra,
  • lo spreco alimentare è responsabile di una perdita di 132 miliardi di euro.

La più importante novità in merito ai rifiuti tessili riguarda invece l’introduzione di regimi armonizzati di responsabilità estesa del produttore (Epr), un sistema già operativo per altri rifiuti; in questo caso gli Stati membri avranno 30 mesi di tempo dall’entrata in vigore della Direttiva per definire le regole del sistema Epr. Il MASE, già nello scorso mese di luglio aveva comunicato di voler adottare entro il 2025 il sistema Epr nel tessile. Le nuove norme si applicano a tutte le imprese, anche quelle dell’e-commerce (quelle più piccole avranno un anno supplementare per adeguarsi) ed interessano:

  • capi d’abbigliamento,
  • accessori,
  • calzature,
  • coperte,
  • tende,
  • biancheria,
  • gli Stati membri potranno valutare se inserire anche i materassi.

Le tariffe a carico dei produttori dovrebbero essere “ecomodulate” e tenere in considerazione la circolarità e le prestazioni ambientali dei prodotti tessili, penalizzando così gli operatori della fast fashion.

Secondo dati dell’ISPRA:

  • i rifiuti tessili del continente ammontano a 12,6 milioni di tonnellate l’anno,
  • l’81% di rifiuti tessili in Italia non viene riciclata (il 78% in UE),
  • abbigliamento e calzature rappresentano 5,2 milioni di tonnellate di rifiuti, equivalenti a 12 kg/persona ogni anno.

News pubblicate nel 2025 e collegato all’argomento:

1) Fino al 5 maggio 2025 è possibile partecipare alla consultazione pubblica per definire il regime di responsabilità estesa del produttore per la filiera del tessile

2) Italia ancora leader in Europa ma per i rifiuti urbani bisogna fare ancora di più. Pubblicati “Il Riciclo in Italia 2024” e il “Rapporto rifiuti urbani”