Consultazione pubblica sulla strategia nazionale per l’economia circolare (scadenza 30.11.2021)


La profonda mutazione del contesto di riferimento ha reso necessario rivedere le linee programmatiche approvate dal Ministero dell’Ambiente nel 2017 (documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia. Documento di inquadramento e di posizionamento strategico”), in base alle nuove sfide globali.

Inoltre il Piano nazionale di ripresa e resilienza, in corrispondenza della Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, Componente 1 “Economia circolare ed agricoltura sostenibile” prevede la pubblicazione di un documento strategico sull’economia circolare.

Tenuto conto di quanto premesso, il Ministero della Transizione ecologica ha quindi pubblicato la nuova “Strategia nazionale per l’economia circolare”, elaborata con il supporto di ISPRA e il contributo di ENEA, con l’obiettivo di definire i nuovi strumenti amministrativi e fiscali per potenziare il mercato delle materie prime seconde, la responsabilità estesa del produttore e del consumatore, la diffusione di pratiche di condivisione e di ‘prodotto come servizio’, supportare il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica, definire una roadmap di azioni e di target misurabili di qui al 2040 e con un focus sui settori strategici (costruzioni, tessile, plastiche, RAEE).

La nuova Strategia si articolerà in alcune di aree di intervento, riconducibili principalmente a:

  • eco-progettazione,
  • bioeconomia,
  • blue economy e
  • materie prime critiche

e comprenderà misure specifiche riguardanti:

  • tracciabilità dei rifiuti,
  • strumenti fiscali di supporto al riciclo e disincentivo alla discarica,
  • diritto al riuso e alla riparazione,
  • riforma dei Consorzi,
  • legislazione End of Waste,
  • Green Public Procurement (GPP)e
  • simbiosi industriale.

Il documento è aperto alla consultazione pubblica e fino al 30/11/2021 sarà possibile inviare i propri contributi all’indirizzo SEC-MITE@mite.gov.it

Sì, la sostenibilità può essere una strategia

Nell’indagine del 2019 dal titolo “Sostenibilità aziendale: una strategia?”, i ricercatori George Serafeim (della Harvard Business School ) e Ioannis Ioannou (della London Business School) hanno evidenziato che, un numero crescente di aziende in tutto il mondo ha adottato e implementato volontariamente un’ampia gamma di pratiche di sostenibilità. Questo sensibile incremento ha portato i ricercatori ad interrogarsi in merito alla natura della sostenibilità e le sue implicazioni a lungo termine per le organizzazioni: l’adozione delle pratiche di sostenibilità è una forma di differenziazione strategica che può portare a prestazioni finanziarie superiori o una necessità strategica che può garantire la sopravvivenza aziendale ma non necessariamente una sovraperformance?

La ricerca utilizza i dati forniti dal gruppo londinese MSCI, il più grande fornitore di dati ESG (environmental, social and governance) nel mondo, per il periodo 2012-2017. Dall’analisi di un campione di circa 3.802 aziende è quindi emerso che, nella maggior parte dei settori, le pratiche di sostenibilità sono convergenti nel tempo. Tale constatazione implica che, in media, le aziende hanno adottato un insieme sempre più simile di pratiche di sostenibilità durante il periodo campione, aumentando la possibilità che stiano diventando pratiche comuni e, in quanto tali, hanno meno probabilità di fungere da differenziatore strategico e più probabilità di essere una necessità strategica. Vengono inoltre esplorate le determinanti della variazione inter-industriale scoprendo che uno dei fattori più importanti associati a un più alto livello di convergenza è dovuto all’adozione di pratiche di sostenibilità da parte del leader del settore all’inizio del periodo campione.

In relazione a ciò, emerge inoltre che c’è una maggiore convergenza nelle industrie in cui le questioni ambientali e sociali sono dominanti, piuttosto che le questioni di governance.

I risultati suggeriscono che la sostenibilità può essere sia una necessità che una differenziazione. Alcune attività di sostenibilità stanno semplicemente diventando “best practice” e quindi sono una necessità. Ma i dati suggeriscono che alcune aziende stanno creando un reale vantaggio strategico adottando misure di sostenibilità che i loro concorrenti non possono facilmente eguagliare.

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