Rapporto GREENITALY 2024


“GreenItaly” è una ricerca, promossa da Fondazione Symbola, Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne, pubblicata annualmente, che si propone di evidenziare come l’Italia sia in grado di cogliere le grandi sfide ambientali puntando su innovazione e ricerca, sviluppando il valore economico delle imprese e del Paese.

Il quindicesimo rapporto GreenItaly, cerca di dare una panoramica sulla green economy in Italia e fotografare lo stato dell’arte rispetto agli obiettivi comunitari e globali, attraverso numeri, trend e oltre 200 case histories. L’immagine che emerge dal Rapporto rappresenta un’Italia che, da una parte continua a rafforzare alcuni aspetti sui quali da anni detiene una posizione di leadership,  dall’altra – per altri aspetti legati alla transizione – rischia di rimanere indietro agli altri Paesi.

Un rapido sguardo globale
  • Per raggiungere gli obiettivi climatici, durante la COP28 i governi hanno concordato la necessità di triplicare la capacità rinnovabile globale entro il 2030, insieme al raddoppio dell’efficienza energetica. La sfida alla decarbonizzazione diventa fondamentale per aumentare la competitività e permettere la crescita dell’UE.
  • Nel 2023, per la prima volta, la produzione delle energie rinnovabili ha raggiunto la quota del 30% nel mix elettrico globale, per ben 69 Paesi ha superato il 50%. Le prospettive per il 2025 vedono le rinnovabili raggiungere il 35%, superando, oltre alla generazione da gas, anche quella da carbone. E nel 2023, le rinnovabili hanno rappresentato l’86% della nuova capacità installata globalmente, lasciando marginali le nuove installazioni da fonti non rinnovabili (carbone, nucleare, gas), a sottolineare che le rinnovabili, se fatte bene, sono convenienti.
  • L’Unione Europea mantiene forte il suo impegno e volontà di affermare un’economia più circolare e resiliente. I nuovi regolamenti e direttive europee chiamano numerosi settori fondamentali dell’economia europea e italiana a riorganizzare i propri business e strategie in un’ottica sempre più circolare, con l’obiettivo di renderli più competitivi internazionalmente e incentivare la trasparenza (ad es. imballaggi e rifiuti da imballaggio, Regolamento Ecodesign, Direttiva sul “Right to Repair”, informazioni green sui prodotti e sulle performance ambientali del proprio business). Un percorso impegnativo che metterà alla prova le imprese italiane di svariati settori in termini tecnologici e innovativi, economici e di reputazione.
Uno sguardo più approfondito sull’Italia
  • Nel 2023 a fronte di un aumento della produzione nazionale di fonti energetiche dell’4,1%, le importazioni nette di energia sono diminuite del 9,9%. Le rinnovabili hanno coperto complessivamente il 36,8% della domanda di energia elettrica, con una crescita anche nel primo semestre del 2024 (+27,3% sul 2023) e una copertura da fonti rinnovabili pari al 43,8% del fabbisogno, superando, per la prima volta, la produzione da fonti fossili;
  • l’Italia (nazione povera di materie prime) si conferma leader sul fronte del recupero di materia, raggiungendo una capacità nell’avvio a riciclo dei rifiuti totali (urbani e speciali) del 91,6% (2022), un tasso di gran lunga superiore alle altri grandi economie europee, Germania (75,3%), Francia (79,9%) e Spagna (73,4%), e alla media UE-27 (57,9%). Con un tasso d’uso di materia seconda pari al 18,7% (2022), poco distante dal primato della Francia (19,3%). Grazie al forte utilizzo di materie prime seconde, l’industria manifatturiera italiana ha evitato consumi energetici per circa 16,4 milioni di Tep (2022), equivalente all’11,8% del totale dell’energia primaria consumata in Italia, e ha evitato emissioni climalteranti per 55 milioni di tonnellate di CO2eq (2022), pari al 14,2% delle emissioni lorde italiane;
  • con un tasso di riciclo effettivo al 75,3%, l’Italia si conferma leader, in Europa, anche nel riciclo per i rifiuti di imballaggio, raggiungendo in anticipo gli obiettivi fissati dalla normativa (tra le filiere virtuose: quella della carta con tasso di riciclo al 92,3%, del vetro con il 77,4% e dell’acciaio con l’87,8%). La filiera degli imballaggi in plastica e bioplastica, con il tasso di riciclo più basso tra i rifiuti (48%), è il settore con il più rapido tasso di crescita. Inoltre, con il riciclo organico della plastica biodegradabile e compostabile entrato a regime, sono state riciclate oltre 44 mila tonnellate;
  • anche nel comparto degli oli minerali usati, l’Italia si conferma eccellenza in Europa con il 98% del totale raccolto rigenerato in basi per lubrificanti, oli leggeri e altri prodotti petroliferi. Per quanto riguarda l’avvio a riciclo, l’attività di recupero di PFU (pneumatici fuori uso) ha permesso al Paese di risparmiare oltre 81 mln di euro sulle importazioni di materie prime ed evitare emissioni in atmosfera per 297.000 ton di CO2eq, evitare prelievi di materie prime per 274 mila tonnellate e consumi di acqua di 1,2 mln di m3;
  • le comunità energetiche (CER) rappresentano ancora una nicchia nella maggior parte dei mercati energetici europei e attualmente si stimano circa 9.000 comunità in funzione in tutta l’Europa. Oggi in Italia le CER e AUC (Autoconsumo Collettivo) sono meno di 100. Capofila nella promozione e nel sostegno alla creazione di comunità energetiche con l’obiettivo di abbassare il costo dell’energia è sicuramente il mondo delle cooperative;
  • per quanto riguarda le installazioni rinnovabili, nel 2023 si sono toccati i massimi storici, con il +345% dei potenziamenti su impianti esistenti e del +77% di nuove installazioni rispetto all’anno precedente;
  • sotto il profilo dell’occupazione è cresciuto il fabbisogno di professioni green con 1.918.610 contratti di attivazioni programmati, pari al 34,8% delle attivazioni totali, con un incremento di 102.490 unità rispetto alla precedente rilevazione. Si conferma la maggiore attenzione delle imprese di piccola e media dimensione alle attivazioni di green jobs. La domanda di skills e competenze inerenti alla sostenibilità ambientale ha interessato il 79,4% delle attivazioni programmate nel 2023; alla fine dello scorso anno, le figure professionali legate alla green economy rappresentavano il 13,4% degli occupati totali, 3.163 mila unità. Tra le aree aziendali più interessate dalle professionalità verdi sul totale delle attivazioni: logistica (incidenza 88,8%), progettazione e sviluppo (86,7%), aree tecniche (80,2%).

Guardando alle performance economiche si comprendono meglio le ragioni che spingono le imprese a investire in prodotti e tecnologie verdi. Le imprese ecoinvestitrici sono, infatti, più dinamiche sui mercati esteri rispetto a quelle che non investono (il 24% delle prime prevede un aumento nelle esportazioni nel 2024, contro un più ridotto 20% di quelle che non hanno investito), prevedono in un numero maggiore un aumentano del fatturato (32% contro 25%) e dell’occupazione (23% contro 15%). Hanno, inoltre, una maggiore capacità di creare associazioni e fare rete. Investire in attività green fa crescere di 6-7 punti percentuali la possibilità delle imprese di conseguire migliori performance aziendali.

L’88% del totale delle imprese eco-investitrici ha investito in tecnologie Net-Zero, ossia su quelle tecnologie che consentono alle imprese di rendere nulle le proprie emissioni di CO2, sia riducendo le emissioni reali sia favorendo azioni di compensazione. Le tecnologie Net-Zero su cui si sono concentrati gli investimenti di queste imprese hanno riguardato in primo luogo le tecnologie per le energie rinnovabili (87% dei casi), seguite dall’adozione di pompe di calore (23% dei casi), che permettono di sostituire l’utilizzo di combustibile fossile con energia elettrica, e le batterie per lo stoccaggio dell’energia (12% dei casi). Residuale l’adozione di tecnologie Net-Zero associate allo stoccaggio della CO2 (5% dei casi) oppure all’utilizzo di altri combustibili sostenibili o dell’idrogeno (rispettivamente 5% e 2% dei casi).

Uno sguardo all’immediato futuro
  • L’innovazione nel settore agroalimentare si mantiene una delle principali leve strategiche per affrontare le sfide legate alla sostenibilità, alla sicurezza alimentare e al cambiamento climatico, e abbraccia una vasta gamma di aree, tra cui la genetica agraria e le biotecnologie, la digitalizzazione dell’agricoltura, le pratiche di economia circolare, l’agricoltura conservativa e a basse emissioni di carbonio, e il rispetto del benessere animale. L’Italia si posiziona al primo posto in Europa per numero di aziende agricole biologiche.
  • Nel mondo dell’edilizia, conclusa la parentesi degli incentivi del Superbonus, si punta sulla nuova direttiva Case Green, che prevede la definizione da parte degli Stati Membri di un percorso nazionale di ristrutturazione progressiva del parco immobiliare residenziale, affinché il 55% della riduzione del consumo di energia primaria avvenga mediante la ristrutturazione del 43% degli edifici residenziali con le peggiori prestazioni energetiche. La filiera arredo-casa, continua il suo percorso di transizione ecologica: il 64,1% delle imprese acquista materie prime o semilavorati rinnovabili o prodotti in modo sostenibile, il 51,1% ha implementato modelli di business orientati alla circolarità e circa il 70% ha realizzato investimenti per l’efficientamento dei processi.
  • Il settore del tessile-moda ha la necessità di innovarsi quanto prima per adeguarsi agli interventi legislativi introdotti dalla UE e accelerare il superamento del fastfashion, dirigendosi verso modelli sostenibili e circolari. Una sfida da affrontare in una fase non positiva per il settore che registra gli effetti dell’inflazione e il rallentamento dei mercati interni ed esterni. L’industria del tessile-moda sta, per questo, lavorando alla lotta al greenwashing, alla riduzione della carbon footprint, all’introduzione di materiali a basso impatto e tracciabili lungo la filiera, nonché spingendo alla creazione dei Consorzi EPR (responsabilità estesa del produttore) per una migliore gestione e valorizzazione del fine vita.
  • Nel settore automotive, l’elettrificazione dei veicoli venduti è ancora a livelli bassi rispetto agli obiettivi previsti per il raggiungimento dei target UE di decarbonizzazione della mobilità, e lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica arranca a decollare. Tuttavia, ci sono segnali positivi sul mercato dell’elettrico, con le emissioni medie di CO2 delle autovetture nuove immatricolate in Europa diminuite costantemente negli ultimi anni. In Italia, prosegue lentamente lo sviluppo e l’implementazione della mobilità elettrica, ma si registra un incremento della quota di produzione nazionale di autovetture elettriche e ibride che passa dal 40% del 2021 a quasi il 66,3% del 2024. L’Italia è anche a lavoro per sviluppare tecnologie ad idrogeno e una filiera dedicata a mezzi di trasporto pubblici elettrici, per rispettare il target europeo di 100% autobus urbani elettrici al 2030.
  • La chimica bio-based continua il suo percorso di ricerca su nuove applicazioni industriali, divenendo il tassello di partenza per spingere la circolarità di comparti come agricoltura, combustibili, cosmesi, polimeri e arredo. Le bioplastiche compostabili, punto di forza della chimica bio-based italiana, stanno vivendo una fase di flessione causata dalla concorrenza dei prodotti definiti impropriamente come “riutilizzabili” e dalle importazioni di manufatti compostabili dal Far East. Nonostante ciò, le imprese italiane delle bioplastiche sono aumentate nel 2023, arrivando a 288 unità.
  • In una direzione green si stanno muovendo anche importanti realtà di settori complessi come quello dell’acciaio che sta cogliendo la sfida della transizione green. L’industria siderurgica italiana è, infatti, leader nel processo di decarbonizzazione, prima tra i Paesi del G7 per quota di acciaio prodotto con ciclo a forno elettrico, una stima pari all’86%. Ma anche leader nell’efficienza energetica, con consumi per unità di prodotto ampiamente al di sotto della media europea e dei grandi Paesi UE.

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INCITE: il portale della Comunità Europea per l’innovazione a basso impatto ambientale


La piattaforma INCITE, recentemente lanciata dalla Commissione Europea rappresenta un’iniziativa chiave della revisione della Direttiva sulle Emissioni Industriali (IED), nata con l’obiettivo di incentivare l’adozione di tecnologie innovative e raccogliere informazioni a livello mondiale sulle tecniche ambientali industriali innovative che – se ritenute pronte per l’uso su scala industriale – forniscano significativi benefici ambientali e siano economicamente vantaggiose e che possano ridurre le emissioni, inclusi i gas serra e il consumo di risorse:

  • è stata progettata con lo scopo di ricevere e raccogliere dati da e su tutti i settori industriali coperti dalla direttiva IED; 
  • è gestita dal Centro comune di ricerca della Commissione e dalla DG Ambiente;
  • fornisce un supporto rilevante alle parti interessate, consentendo loro di prendere decisioni informate e promuove il dialogo e la cooperazione tra vari attori, tra cui industrie, provider tecnologici, enti di ricerca, decisori politici e investitori, facilitando così un approccio integrato per l’adozione di soluzioni innovative;
  • mette a disposizione un’analisi dettagliata delle prestazioni ambientali, della maturità tecnologica, dei costi e dei benefici, oltre a evidenziare le potenziali sinergie fra le diverse tecnologie;
  • si propone di facilitare l’accesso alle opportunità di finanziamento e migliorare la trasparenza rimuovendo le barriere informatiche.

Attualmente sono a disposizione degli utenti una ventina di tecniche esemplificative, derivanti da progetti in corso finanziati dall’UE, tra cui programmi di cattura e stoccaggio del carbonio nei settori del cemento e della calce e fornaci ibride nell’industria del vetro. Di particolare importanza per il popolamento della piattaforma INCITE sono le seguenti aree nelle quali si possono prevedere benefici ambientali significativi dall’implementazione di tecniche industriali innovative:

  • decarbonizzazione,
  • disinquinamento,
  • efficienza energetica, idrica e dei materiali,
  • economia circolare.
Per sottoporre una tecnica innovativa e contribuire a popolare la piattaforma INSITE
  • Le tecniche devono raggiungere un livello di maturità tecnologica dimostrato in un ambiente rilevante dal punto di vista industriale nel caso di tecnologie abilitanti chiave o una dimostrazione del prototipo di sistema in un ambiente operativo (almeno Technology Readiness Level (TRL) 6-7);
  • la tecnologia deve essere almeno al livello della produzione e dimostrazione pilota e deve aver progredito oltre i test iniziali;
  • devono essere presenti dati misurati, calcolati o stimati relativi alle prestazioni (ad es. parametri di prestazione sia ingegneristici che ambientali quali parametri di progettazione, consumo misurato di energia o acqua, emissioni nell’aria, nell’acqua o nel suolo, ecc.) nonché valutazioni finanziarie e prototipi reali e devono essere disponibili le convalide.
Processo di analisi delle tecniche innovative presentate, idoneità e pubblicazione

Il team di INCITE analizzerà attentamente le tecniche innovative presentate volontariamente dalle parti interessate, garantendo che ciascuna tecnica venga esaminata per il suo potenziale nel favorire la decarbonizzazione. L’esame prevede uno screening iniziale durante il quale verranno analizzate le prestazioni ambientali (confrontando la tecnica proposta con un’alternativa rilevante o con un riferimento, che dovrebbe essere una tecnica implementata, disponibile in commercio e riconosciuta come in grado di fornire il massimo livello possibile di protezione ambientale) al fine di determinare se la tecnica fornisce un livello di protezione ambientale più elevato o un livello uguale di protezione ambientale a costi inferiori rispetto all’alternativa pertinente attualmente applicata. Inoltre, verranno esaminati i potenziali effetti crossmediali della tecnica, inclusa l’identificazione di potenziali compromessi o conseguenze indesiderate associate all’implementazione della tecnica.

Le tecniche che superano lo screening iniziale, verranno pubblicate sulla piattaforma INCITE come in fase di revisione. Seguirà un’analisi più approfondita delle informazioni presentate. Alla fine del questo processo, le tecniche che avranno superato con successo un’analisi completa saranno chiaramente identificate come tali nella piattaforma e pubblicate.

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Green claims: obblighi e divieti – una Guida sintetica per adeguarsi gradualmente



L’11 ottobre si è tenuto il webinar “Green claims: obblighi e divieti”, ideato e promosso da CONAI e realizzato con il supporto dell’Università Sant’Anna di Pisa, per chiarire alle aziende gli obblighi e i divieti previsti dalla nuova Direttiva contro il greenwashing, durante il quale è stata presentata una Guida sintetica per offrire alle imprese un supporto alla comprensione della normativa vigente.

Si tratta di un documento sintetico che illustra le novità introdotte dalla Direttiva 2024/825/UE in tema di “responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell’informazione” e che prescrive divieti e obblighi di trasparenza specifici riguardo ai claims ambientali.

Consulta la Guida sintetica alla nuova Direttiva europea 2024/825/UE
Rivedi il webinar “Green claims: obblighi e divieti” dell’11 ottobre 2024

UN Global Compact Network Italia e il primo vademecum per guidare le catene di fornitura verso una filiera totalmente sostenibile


Il Network italiano del Global Compact delle Nazioni Unite ha reso disponibile il documento “La stesura di un Codice di Condotta per i Fornitori” che raccoglie le linee guida del Tavolo di Lavoro sul Sustainable Procurement di UN Global Compact Network Italia – composto da 54 imprese aderenti – per aiutare le aziende italiane a guidare le proprie catene di fornitura in un percorso che abbracci le tre dimensioni della sostenibilità, sociale, ambientale e di governance.

È stato redatto con lo scopo di delineare gli standard attesi nelle relazioni commerciali tra l’azienda e i fornitori, al fine di assicurare che:

  • i supplier aderiscano a tali standard e
  • l’azienda possa prevenire e mitigare i più rilevanti impatti negativi sui diritti umani e del lavoro e sull’ambiente nelle proprie catene di fornitura.

Le recenti Direttive Europee in materia di rendicontazione di sostenibilità come Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) introducono nuovi obblighi che richiedono un approccio di filiera. Le aziende sono quindi chiamate a giocare un ruolo di leadership verso la sostenibilità e a diffondere una cultura orientata ai principi di equità, inclusione, trasparenza e tutela ambientale anche verso i propri fornitori.

Obiettivo del documento è fornire un prezioso strumento per coinvolgere le catene di fornitura all’interno delle strategie di sostenibilità, superare le barriere strutturali che ancora esistono e per generare impatto positivo lungo tutta la filiera.

L’adozione di un Codice di Condotta per i fornitori offre molteplici benefici alle aziende:

  • stabilisce aspettative chiare per i fornitori, permettendo di creare relazioni commerciali fondate su valori condivisi e standard normativi chiari,
  • migliora la gestione del rischio all’interno della supply chain, grazie a fornitori più controllati e qualificati.
  • accresce la brand reputation e assicura la compliance normativa a tutti i livelli, anche rafforzando i sistemi di reporting e i KPIs, per affrontare le richieste delle nuove Direttive e delle future regolamentazioni.

Le Linee Guida sono state presentate durante l’incontro “Il Codice di Condotta come strumento di engagement dei fornitori”, promosso da UNGCN Italia, nell’ambito della 12° Edizione del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale di Milano.

Richiedi il documento disponibile gratuitamente

1^ edizione del Premio nazionale Adriano Olivetti: scadenza per la presentazione delle candidature 31 gennaio 2025


Unioncamere nazionale ha deliberato di partecipare al “Premio nazionale Adriano Olivetti”, istituito da Camera di commercio di Cosenza e Fondazione Adriano Olivetti e aperto a tutte le imprese aventi sede in Italia.

Scopo del premio è quello di sensibilizzare le imprese verso la promozione e il perseguimento dei valori della sostenibilità, della comunità, del rispetto dell’ambiente, dello sviluppo del Mezzogiorno e dell’ innovazione di cui Adriano Olivetti è stato promotore.

L’iniziativa vuole premiare le imprese che si stanno distinguendo per impegno verso: la sostenibilità ambientale, il welfare aziendale e territoriale, l’innovazione e lo sviluppo del Mezzogiorno, attuando progetti in grado di apportare benefici concreti alle comunità di riferimento.

Le imprese dovranno realizzare un progetto innovativo a scelta tra le aree tematiche ammesse:

  • benessere dei dipendenti, servizi sociali (o welfare aziendale), sviluppo personale e organizzativo;
  • sviluppo locale, sostenibilità, relazioni con altre realtà pubbliche e private;
  • attenzione alla cultura e alla ricerca, rapporti con le scuole, editoria industriale;
  • formazione continua del personale;
  • partecipazione, giustizia sociale, integrazione locale – globale;
  • impatto dell’impresa sul territorio e sulla comunità di appartenenza;
  • impegno dell’impresa nello sviluppo del Mezzogiorno.

La partecipazione al Premio è gratuita, previa registrazione attraverso l’apposito Modulo “Iscrizione Concorso Adriano Olivetti”, entro le ore 23:59 del 31 gennaio 2025. La domanda, debitamente compilata, deve essere inviata all’indirizzo email agendadigitale@cs.camcom.it.

Scarica il bando


Sezione Scuole
 

E’ prevista inoltre una sezione del Premio dedicata alle scuole statali e paritarie di tutta Italia, al fine di favorire la conoscenza del pensiero e dell’azione di Adriano Olivetti, sensibilizzare le giovani generazioni al tema dell’impresa responsabile e fornire ispirazione per le scelte future, riguardanti il proseguimento della formazione o l’avvio di una carriera professionale.

In particolare, destinatari della proposta sono gli studenti iscritti agli ultimi tre anni degli Istituti scolastici di istruzione secondaria superiore che partecipano al progetto “LEZIONI OLIVETTIANE e CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE”. 

La partecipazione al Concorso è gratuita e le iscrizioni sono aperte fino al 31 Gennaio 2025. Saranno ammessi a partecipare al Concorso gli studenti di classi intere o interclasse che saranno registrati, per il tramite di un tutor scolastico, alla piattaforma https://certificacompetenze.unioncamere.it.

Terminata la fase di formazione i partecipanti al concorso dovranno far pervenire tramite piattaforma gli elaborati descritti nel bando.

La premiazione della classe/gruppo classe vincitrice consisterà in una targa di merito con la denominazione “Premio Nazionale Adriano Olivetti” per il risultato raggiunto ed inoltre verrà offerta la  possibilità di brevettare la propria innovazione presentata.

Approfondisci l’informazione e scarica il bando per le scuole

Internazionalizzazione: commercio e sviluppo sostenibile (TSD)


La “Relazione della Commissione europea sull’attuazione e l’applicazione della politica commerciale dell’UE” pubblicata il 3 ottobre 2024 oltre a porre l’accento:

  • sul ruolo significativo degli accordi commerciali nel promuovere la crescita economica e l’accesso al mercato per le imprese europee: alla fine del 2023, l’UE conta 42 accordi commerciali preferenziali in vigore con 74 partner, corrispondenti al 45,8% del commercio estero totale dell’UE;  
  • sui significativi progressi nell’eliminazione delle barriere nei Paesi partner: nel 2023, 41 barriere di accesso al mercato sono state parzialmente o totalmente rimosse in 28 Paesi;

la Commissione ha continuato a concentrarsi sull’attuazione delle disposizioni in materia di commercio e sviluppo sostenibile (TSD) che sono state incluse in 12 dei suoi accordi commerciali in vigore nel 2023 con 18 Paesi partner. Il costante impegno nei comitati istituzionali per la TSD ha portato a progressi tangibili, quali:

  •  la ratifica di convenzioni multilaterali da parte dei Paesi partner,
  • il rafforzamento della cooperazione con la società civile per il rispetto degli standard lavorativi e ambientali.

Gli accordi commerciali sono fondamentali per consentire e facilitare l’accesso ai mercati globali alle PMI esportatrici. Le PMI possono beneficiare di strumenti dedicati, tra i quali spicca la piattaforma Access2Markets, progettata per supportarle a destreggiarsi nella complessità del commercio internazionale.  

All’interno della piattaforma, “ROSA”, lo strumento di autovalutazione delle regole di origine, consente alle imprese di verificare i vantaggi tariffari previsti dai vari accordi commerciali, con circa 14.000 valutazioni effettuate ogni mese.

Accedi alla relazione della Commissione europea sull’attuazione e l’applicazione della politica commerciale dell’UE

Ricerca nazionale sulle Società Benefit 2024


Nel mese di ottobre è stata pubblicata la Ricerca nazionale sulle Società Benefit 2024, con l’obiettivo di studiare questo nuovo modello imprenditoriale, che integra gli obiettivi di profitto con il perseguimento di benefici comuni per la società e l’ambiente. 

La ricerca, che vede tra i partner InfoCamere* e la Camera di commercio di Brindisi-Taranto, insieme a Nativa, Intesa San Paolo, Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova e Assobenefit, è suddivisa in due parti: 

  1. si pone l’obiettivo di analizzare per la prima volta l’evoluzione economico-patrimoniale delle Società Benefit e confrontarne l’andamento con quello di un insieme di aziende tradizionali appartenenti agli stessi settori e classi dimensionali. A questo si aggiunge un’analisi strutturale descrittiva dell’universo delle Società Benefit in Italia.
  2. analizza per la prima volta gli statuti di tutte le Società Benefit italiane, al fine di individuare le finalità specifiche di beneficio comune in essi contenute, di categorizzarle secondo uno standard internazionale e di verificarne la materialità; misura quindi il contenuto, l’estensione e la rilevanza degli impegni formalmente assunti negli statuti nei confronti delle persone, delle comunità e dell’ambiente.

Highlights
  • Il fenomeno delle Società Benefit è in aumento: con 3.619 Società Benefit a fine 2023 (+37,8% rispetto all’anno precedente), la diffusione del fenomeno si conferma essere in forte accelerazione.
  • Un numero sempre maggiore si imprese decide di impegnarsi formalmente a generare impatti positivi sui propri stakeholder, al di là del solo ambito economico, registrando una crescita più rapida e performance economiche superiori rispetto alle non-benefit: ad esempio il fatturato nel triennio 2019-2022 è stata riscontrata una crescita del 37% nelle SB, a fronte di una variazione del +18% rilevata tra le imprese non-Benefit;
  • il valore aggiunto per addetto si attesta a 62.000 € per le Società Benefit, contro 57.000 € per le non-Benefit. L’integrazione degli obiettivi di lucro con l’impegno a promuovere benefici comuni per la società e l’ambiente mira a creare un valore aggiunto che potrebbe avere un impatto positivo su diversi settori economici e, in ultima analisi, sull’intero Sistema Paese.
  • Dall’analisi delle finalità di beneficio comune contenute negli statuti delle 3.619 Società Benefit, è emerso che: per il 51,9% dei casi il focus è sull’area sociale (in particolare “Relazioni con la comunità” per il 28% e “Coinvolgimento, diversità e inclusione delle persone” per il 15%), seguita dall’area ambientale (25,6%) e dalla governance (22,1%).
  • Tra le aziende manifatturiere, le Società Benefit sono caratterizzate da un maggiore grado di internazionalizzazione, di richiesta di brevetti, di marchi registrati a livello internazionale e di certificazioni ambientali.
  • La mappatura delle finalità di beneficio è stata realizzata utilizzando lo standard internazionale Sustainability Accounting Standards Board (SASB), riconosciuto a livello mondiale per la classificazione di questioni ambientali, sociali e di governance più rilevanti per quanto concerne i rischi finanziari associati in 77 diversi settori.
  • L’analisi di tutti gli statuti delle Società Benefit, svolta anche tramite il supporto dell’intelligenza artificiale, ha individuato 18.618 finalità specifiche di beneficio comune, con una distribuzione media di 5,8 finalità per azienda.
  • La suddivisione delle finalità per aree SASB rileva che il 32,5% delle finalità è incentrato sull’impatto verso la comunità locale e il territorio, evidenziando il senso di appartenenza al territorio, consapevolezza organizzativa e orientamento all’equità, delle Società Benefit.
  • 8 Società Benefit su 10 (il 78,0%) ha indicato almeno una finalità specifica di beneficio comune materiale, dimostrando consapevolezza su quali siano i fattori critici globali per aumentare l’impatto nel proprio settore. Il dato aumenta al crescere della dimensione aziendale.
  • Alle finalità materiali (in media 2 per ogni azienda), le Società Benefit ne aggiungono altre che meglio interpretano la propria specifica vocazione e che ritengono rilevanti per il particolare contesto economico, sociale e ambientale in cui operano.

Scarica la Ricerca nazionale sulle Società Benefit 2024


Società consortile delle Camere di commercio per l’innovazione digitale.

XII edizione del Premio Impresa Ambiente – scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione: 17 dicembre 2024


Si rinnova l’appuntamento con il Premio Impresa Ambiente, il più alto riconoscimento italiano per le imprese, gli enti pubblici e privati che abbiano dato un contributo innovativo a modelli di gestione, processi, sistemi, partenariati, tecnologie e prodotti in un’ottica di sviluppo sostenibile, rispetto ambientale e responsabilità sociale.

La manifestazione, giunta alla sua XII edizione, è promossa dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo in collaborazione con Unioncamere e con il supporto di Assocamerestero e SSV – Stazione Sperimentale del Vetro.

Finalità

Il Premio Impresa Ambiente nasce con l’obiettivo di dare un riconoscimento alle imprese, agli enti pubblici e privati italiani ed esteri che abbiano dato un contributo innovativo a processi, sistemi, partenariati, tecnologie e prodotti in un’ottica di sviluppo sostenibile, rispetto ambientale e responsabilità sociale nel solco degli obiettivi di sviluppo sostenibile di cui all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Destinatari

Possono concorrere tutte le imprese (microimprese, piccole, medie e grandi imprese) con sede in Italia e iscritte regolarmente alla Camera di Commercio territorialmente competente, o con sede all’estero e regolarmente iscritte a una Camera di Commercio Italiana all’Estero (CCIE) socia di Assocamerestero.

Dotazione finanziaria/misura del contributo/premio

Non è previsto un riconoscimento in denaro bensì un Premio simbolico, quale attestazione e la possibilità di accedere alle candidature dell’European Business Award for the Environment.

Sono previste 4 categorie in concorso:

e 3 premi trasversali:

Modalità di partecipazione/presentazione domande

Per poter presentare la domanda di partecipazione è prima necessario registrarsi all’apposita area riservata 
È ammessa la candidatura di un’azienda in fase di start up (o start up di prodotto). È inoltre possibile ripresentare (previa nuova compilazione del format richiesto per la candidatura) un progetto/prodotto già candidato nelle precedenti edizione del Premio purché il progetto/prodotto non sia risultato vincitore o menzionato in una delle precedenti edizioni. 

Scadenza

Saranno ammesse alla selezione le candidature pervenute dal 15 Ottobre 2024 al 17 dicembre 2024, secondo le modalità indicate sul sito web www.premioimpresambiente.it

Scarica il bando
Criteri di selezione
FAQ

Per informazioni

Segreteria Organizzativa: Camera di Commercio di Venezia Rovigo, Via Forte Marghera, 151 | 30173 Venezia Mestre (VE)
dott. Andrea Da Lio; Tel. +39 041 786151; e-mail ambiente@dl.camcom.it; web www.premioimpresambiente.it

8° Concorso di Idee per la Responsabilità Sociale d’Impresa e la sostenibilità. Anno 2024 “20 anni di Corporate Social Responsibility: nuove sfide per un mondo più sostenibile”: 4 scuole premiate

La Camera di commercio di Treviso – Belluno, tramite l’unità operativa Servizi CSR, per l’anno scolastico 2023 – 2024 ha bandito il Concorso di idee “20 anni di Corporate Social Responsibility: nuove sfide per un mondo più sostenibile”, per stimolare gli studenti di tutto il ciclo formativo scolastico obbligatorio, verso una crescita ed un orientamento imprenditoriale più responsabile e sostenibile.

L’anno 2024 segna un importante traguardo per l’Ente camerale: 20 anni di attività del servizio dedicato alla Responsabilità Sociale di Impresa (CSR), durante i quali sono stati diffusi e promossi i valori della CSR nella consapevolezza che l’aspetto sociale, originariamente inteso quasi esclusivamente come filantropia, in realtà è una parte molto più complessa dell’agire economico che spazia dal capitale umano, alla relazione con il territorio, al rapporto con tutti i portatori di interesse (stakeholders).

Alle classi interessate a partecipare al Concorso è stato chiesto di riflettere sulla sostenibilità e sulle interconnessioni esistenti tra i “pilastri” ESG (Enviroment, Social, e Governance), con l’obiettivo di immaginare e costruire un futuro più sostenibile, realizzando apposito materiale promozionale che rappresenti l’evoluzione della CSR, secondo il percorso tracciato nei primi 20 anni del servizio della Camera di commercio.

Le scuole vincitrici:

  • Scuola primaria “C. Ronchi” – IC di Vallada Agordina (BL) – vincitore 1° premio per la categoria scuole primarie per il progetto “Buon Compleanno CSR! Festeggiamo i 20 anni di CSR con la Canzone della sostenibilità, il Calendario della responsabilità e la sua storia”
    Guarda il progetto e ascolta la canzone della sostenibilità
  • Fondazione ENAC Veneto – C.F.P. Canossiano Treviso, vincitore 1° premio scuole superiori per il progetto “CSR – Shortology”, un poster che rappresenta i principali traguardi raggiunti dall’Ente camerale in termini di attività e servizi erogati in tema di CSR
    Scarica il Poster “CSR – Shortology”
  • ISISS “A. V. Obici” – Oderzo, vincitore 2° premio per la categoria scuole superiori per il progetto
  • “Idee per un mondo più sostenibile”, il calendario a tema CSR utilizzabile da tutti per il 2025
    Scarica il Calendario CSR 2025
  • ITT “E. Barsanti” – Castelfranco (TV), vincitore 3° premio per la categoria scuole superiori per il progetto “Risostiniamoci”, una breve presentazione sulla CSR e la Camera di commercio di Treviso – Belluno
    Guarda la presentazione “Risostiniamoci”

La cerimonia di premiazione è avvenuta il 16 ottobre 2024.
I progetti premiati sono visionabili/scaricabili cliccando sui rispettivi link inseriti nel testo.
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Quinta edizione Premio “Innovazione sociale e sviluppo sostenibile”: i 6 progetti premiati

Il 16 ottobre, presso la Sala Conferenze della Camera di commercio di Treviso – Belluno si è tenuta la cerimonia di premiazione della 5^ edizione del “Premio innovazione sociale e sviluppo sostenibile. Anno 2024”, istituito dall’Ente camerale trevigiano – bellunese per valorizzare gli interventi di “innovazione” che hanno ricadute positive sulla sostenibilità economica, ambientale e sociale (le 3 categorie in concorso).

Per ciascuna categoria in gara, sono stati confermati due premi in denaro, rispettivamente del valore di 5.000 e 4.000 euro.

A fronte delle 22 domande di partecipazione pervenute, per le quali l’istruttoria ha dato esito positivo, la Commissione di Valutazione ha deciso di assegnare i premi a:

  1. HBI S.r.L. di Zero Branco (TV) – 1° premio per la categoria innovazione ambientale, per il progetto “Eva mini”, riguardante lo sviluppo e la prototipazione di una tecnologia innovativa per il trattamento efficiente dei fanghi di depurazione derivanti da acque reflue civili e industriali;
  2. 4stores S.r.L di Treviso – 2° premio per la categoria innovazione ambientale, per il progetto “Junk plastic rehab”, che coniuga il principio della sostenibilità con i valori di moda e design, trasformando materiali di scarto in occhiali di lusso, dagli elevati standard tecnici;
  3. Pan del Piave S.a.s. di Maserada sul Piave (TV) – 1° premio per la categoria innovazione sociale, per il progetto “Giovani panificatori: perché innovare significa benessere lavorativo e nuove partnership”, che coniuga l’attenzione verso il miglioramento di processo e prodotto al benessere lavorativo e allo sviluppo di nuove partnership;
  4. Tecnosystemi S.p.A. di Vittorio Veneto (TV) – 2° premio per la categoria innovazione sociale, per il progetto “Una nuova area verde in zona industriale”, in grado di creare un ecosistema migliore per le famiglie del territorio e per le persone che vi lavorano, recuperando spazi pubblici a beneficio dell’ambiente e della società;
  5. Primavera di Tomas Martina di Tambre (BL) – 1° premio per la categoria innovazione economica, per il progetto “Farm Manufacture – Alpago Cashmere”, che segna il percorso di crescita intrapreso nello sviluppo di capi accessori di abbigliamento, lavorati a mano, con filato proveniente esclusivamente dal proprio allevamento di capre cashmere;
  6. Soc. Agr. Anticamente SS di Roncade (TV) – 2° premio per la categoria innovazione economica, per il progetto “Negozio diffuso Anticamente”, riguardante l’espansione del raggio di distribuzione del “Pane coraggioso” prodotto con farine di grani antichi da filiera corta biologica e lievito madre, macinate a pietra.

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