Rapporto Ecomafia 2026: in Veneto reati ambientali in calo del 35%, ma per le imprese responsabili la sfida della legalità continua


Dal Rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente, presentato a Roma lo scorso 1° ottobre emerge che la regione Veneto passa dal 9° al 13° posto a livello nazionale per illegalità ambientale. Nonostante il miglioramento, si registrano ancora oltre 12 violazioni al giorno, con forti criticità nei settori del cemento e nella gestione dei rifiuti.
I dati di Legambiente richiamano l’attenzione sull’importanza della tracciabilità e della prevenzione nelle filiere produttive.

Nel corso del 2025, la nostra regione ha visto una contrazione dei reati ambientali del 35% rispetto all’anno precedente, passando dal 9° al 13° posto nella classifica nazionale.
Tuttavia, i numeri assoluti richiedono ancora la massima attenzione da parte degli Enti di controllo e delle imprese virtuose: in Veneto sono infatti stati accertati 1.186 reati ambientali (il 3,3% del totale nazionale), con 1.025 persone denunciate e 189 sequestri. Un dato che si aggrava se si guarda agli illeciti amministrativi: ben 3.317, quasi il triplo dei reati penali. Sommando le due voci, nel 2025 sono state accertate 4.503 violazioni, una media di oltre 12 illeciti ambientali al giorno.

I settori più critici per l’economia regionale risultano essere edilizia e rifiuti ed in particolare 1) il ciclo del Cemento (Edilizia e Urbanistica) e 2) il ciclo dei Rifiuti ed Economia Circolare:

  1. a differenza del dato nazionale (dove i rifiuti superano il cemento), in Veneto le trasformazioni urbanistiche e paesaggistiche continuano a rappresentare la filiera più esposta all’illegalità. Con 393 reati (un terzo del totale regionale), 374 persone denunciate e 12 sequestri, il Veneto si colloca al 7° posto in Italia in questo specifico settore.
  2. Resta una delle aree più delicate, vista la capacità delle reti criminali di infiltrarsi nelle filiere della green economy. In Veneto si contano 324 reati e ben 104 sequestri. Se a livello regionale la provincia con più illeciti sui rifiuti è Vicenza (69), è particolarmente significativo il dato di Belluno: a fronte di 27 reati accertati, si registra il numero più alto di sequestri della regione (ben 29), a dimostrazione di un’intensa attività di contrasto.

Da segnalare anche un’esposizione specifica del Veneto nei reati contro il patrimonio culturale (115 reati, 8° posto nazionale) e nei reati contro gli animali (264 casi, di cui oltre la metà concentrati nel veneziano).

La mappa territoriale: Venezia hotspot, l’attenzione su Treviso e Belluno

La geografia dell’illegalità ambientale non è uniforme. Se Venezia si conferma l’hotspot regionale assoluto con 443 reati totali (dominando le classifiche del cemento e dei reati contro gli animali), le altre province mostrano dinamiche differenti: Vicenza segue con 134 illeciti, Padova 104 e Verona 92.
Nei territori di Belluno e Treviso si registrano rispettivamente 76 e 74 reati ambientali, numeri più contenuti ma che richiedono un presidio costante per tutelare le imprese sane e il patrimonio naturalistico locale.

L’appello alle filiere: prevenzione e tracciabilità

La presenza di un’economia avanzata e di un sistema produttivo articolato come quello veneto attrae inevitabilmente gli interessi delle ecomafie. La sfida non consiste soltanto nel reprimere i singoli reati, ma nel rafforzare controlli, prevenzione, tracciabilità delle filiere e capacità delle istituzioni di intercettare le forme più evolute di illegalità ambientale.

Approfondisci e consulta i dati completi del report nazionale
Scarica la tabella di sintesi dei dati veneti e il Comunicato Stampa nazionale

Dal 27 settembre le nuove regole contro il greenwashing sono entrate a pieno regime


Dal 27 settembre l’applicazione pratica e sanzionatoria del decreto D.Lgs. 30/2026, che recepisce la direttiva UE 2024/825, diventa realtà quotidiana.
Le imprese che non avessero ancora provveduto a rivedere claim, slogan, contenuti del sito web o brochure, rischiano concretamente di incorrere in sanzioni. Il decreto infatti introduce regole ferree:

  • Stop ai termini vaghi. Parole come “eco”, “green”, “naturale” o “sostenibile” non possono più essere usate come vezzi pubblicitari. Se non sono accompagnate da prove chiare, specifiche e verificabili, sono considerate ingannevoli. Bisogna fare attenzione anche all’uso del colore verde, poiché l’impatto visivo conta quanto quello testuale.
  • Requisiti di trasparenza: le informazioni ambientali devono essere dimostrabili. Non è più ammessa l’autoreferenzialità: il dato deve essere accessibile, terzo e verificabile nello stesso contesto in cui viene comunicato.
  • Sanzioni: il mancato rispetto delle norme espone le aziende alle sanzioni dell’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) per pratiche commerciali scorrette.

L’AGCM ha alle spalle anni di interventi su segnalazione dei consumatori, attraverso moral suasion e sanzioni pecuniarie. Tuttavia, la differenza sostanziale dal 27 settembre è il passaggio da un’interpretazione “caso per caso” a una codificazione normativa.
La fattispecie di greenwashing è ora tipizzata nel Codice del Consumo e questo renderà l’intervento dell’Autorità più rapido, certo e stringente.

La comunicazione trasparente è un argomento che dovrebbe essere particolarmente sentito dalle persone e dalle aziende interessate alla sostenibilità.
In queste settimane ne stiamo parlando anche sulla Vetrina Linkedin camerale dedicata ai Servizi ESG, un nuovo canale di comunicazione che abbiamo inaugurato nel 2026, tramite il quale vorremmo instaurare una comunicazione più diretta con persone ed aziende.

Approfondiscie la lista dei provvedimenti dell’AGCM per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevoli
Approfondisci le forme di -washing nei 3 pilastri ESG

Verso Ecomondo 2026: dal 3 al 6 novembre presso Rimini fiera


Dal 3 al 6 novembre i padiglioni di Rimini ospiteranno la 29^ edizione 2026 di Ecomondo, il principale hub europeo dedicato alla transizione ecologica.

Quest’anno Ecomondo si articolerà in macroaree tematiche: dalla valorizzazione dei rifiuti, alla rigenerazione dei suoli e degli ecosistemi agro-forestali e alimentari, dall’energia ottenuta dalle biomasse all’uso dei rifiuti come materie prime seconde. Includerà inoltre l’intero ciclo idrico integrato e il monitoraggio ambientale, la tutela dei mari e degli ambienti acquei ma anche lo spazio, il monitoraggio satellitare, l’agricoltura di precisione e le smart cities.
Approfondisci le informazioni sui 6 settori

A queste si aggiungono i padiglioni dedicati a mezzi e componenti per movimentazione, sollevamento, raccolta e trasporto dei rifiuti.

Sei distretti verticali completeranno l’offerta, con focus su filiere del tessile e della carta, tecnologie trenchless, città sostenibili e innovazione start-up. Sei distretti verticali – nati per mostrare le ultime tecnologie in campo di Blue Economy, città circolari e sostenibili, carta e tessile ed il nuovo settore del Trenchless (NO-DIG) – ai quali si aggiungerà l’Innovation District, un intero spazio dedicato al futuro dell’innovazione, con 30 start-up selezionate e il programma dedicato ai green jobs.
Approfondisci le informazioni sui 6 distretti espositivi

Al’l’interno di Ecomondo 2026 si terrà la cerimonia di premizaione della 16^ edizione del Premio Sviluppo sostenibile.

Approfondisci le informazioni sulla Fiera Ecomondo
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Bando per la Certificazione “Conciliazione Vita-Lavoro” (UNI/PdR 192:2026) – Contributi e servizi per le imprese


Nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Il lavoro a misura di famiglia”, promossa dal Dipartimento per le politiche della famiglia, dal Dipartimento per le pari opportunità e da Unioncamere, è stato attivato un nuovo avviso per supportare le imprese nell’adozione di politiche di flessibilità e welfare aziendale, portando al conseguimento della Certificazione secondo la prassi UNI/PdR 192:2026, che attesta la capacità di un’impresa di adottare un vero e proprio sistema di gestione per la conciliazione vita-lavoro.

La certificazione valuta l’azienda su 7 aree di intervento:

  1. Organizzazione del Lavoro e Flessibilità;
  2. supporto alla Maternità;
  3. supporto alla Genitorialità;
  4. supporto agli Impegni di Cura;
  5. salute e Benessere;
  6. sostegno Economico e Servizi;
  7. sviluppo e Continuità di Carriera;

e porta alcuni importanti vantaggi per le imprese:

  • miglioramento dell’organizzazione interna, maggiore attrattività verso i talenti (retention), valorizzazione della propria sostenibilità sociale e reputazione sul mercato;
  • sgravio contributivo: esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino all’1%, nel limite massimo di 50.000 euro annui per azienda (D.L. 62/2026).

Il Bando per la Certificazione “Conciliazione Vita-Lavoro” (UNI/PdR 192:2026) sostiene le imprese interessate attraverso due principali linee di agevolazione non cumulabili con altri aiuti per le medesime spese:

  1. Voucher per Assistenza Tecnica e Accompagnamento
    • Cosa finanzia: Servizi specialistici di tutoraggio, gap analysis, personalizzazione strumenti e redazione del “Piano aziendale” pre-audit, erogati da esperti qualificati.
    • Importo: Voucher fino a un massimo di 2.459,01 euro (al netto dell’IVA) per impresa, corrispondente a un massimo di 6 giornate di consulenza (valore di 409,84 € + IVA a giornata).
  2. Contributo per Servizi di Certificazione
    • Cosa finanzia: Le spese sostenute per la prima certificazione di conformità alla prassi UNI/PdR 192:2026, rilasciata da Organismi accreditati (esame della domanda, verifica documentale, verifica in sede e rilascio certificato).
    • Importo: Il massimale del contributo varia in base alla dimensione aziendale e al numero di addetti. Si va da un massimo di 1.800,00 euro (per micro-imprese da 1 a 5 addetti) fino a un massimo di 12.000,00 euro (per realtà con oltre 250 addetti).
    • Premialità: È previsto un contributo aggiuntivo di 450,00 euro per le imprese già in possesso di certificazione per la Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022) o del marchio “Family Audit”.

Possono richiedere le agevolazioni tutte le imprese attive in Italia con almeno un dipendente, in pieno esercizio dei propri diritti e in regola con il DURC, con gli obblighi del collocamento mirato e della normativa per le pari opportunità.
I requisiti di cui all’art. 4 comma 1, lettere da a) a l) del Bando, devono essere posseduti, a pena di esclusione, oltre che al momento della presentazione della domanda, sino al momento dell’erogazione dei servizi previsti.

La dotazione finanziaria complessiva messa a disposizione a livello nazionale è di 7.500.000,00 euro, così ripartita:

  • 3.250.000,00 euro destinati ai servizi di assistenza tecnica (erogati sotto forma di voucher).
  • 4.250.000,00 euro destinati ai contributi diretti per i costi di certificazione.

Le agevolazioni sono concesse a fondo perduto e rientrano nei limiti del regime “De minimis”.
L’iter per l’adesione all’iniziativa prevede la presentazione della domanda tramite piattaforma informatica Restart.
Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 10:00 del 21 settembre 2026 fino alle ore 16:00 del 31 marzo 2027 (salvo esaurimento anticipato delle risorse).
Le domande saranno istruite secondo l’ordine cronologico di arrivo, senza attendere la chiusura dell’avviso, entro il termine massimo di 90 giorni dalla presentazione della domanda. Attenzione!: la prima certificazione dovrà essere ottenuta dopo la concessione del contributo ed entro il termine del 30 giugno 2027.

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Per informazioni:

Supporto Amministrativo (Avviso e Requisiti): UNIONCAMERE, Responsabile Unico del procedemento: dott. Riccardo Cuomo; e-mail avvisoconciliazioneimprese@unioncamere.it

Supporto Tecnico (Piattaforma Restart) per problemi di accesso con SPID/CNS/CIE, errori di sistema durante la compilazione online o difficoltà nel caricamento degli allegati: INFOCAMERE, web https://restart.infocamere.it/aiuto

Camera di commercio Treviso –  Belluno, Ufficio Servizi Integrati per lo Sviluppo d’Impresa, CSR; Tel. 0422 595 269; e-mail servizi.impresa@tb.camcom.it

“Andare oltre”: 14^ edizione del Salone della CSR


Dal 6 all’8 ottobre, l’Università Bocconi di Milano (Milano, Università Bocconi, Via Roentgen 1) ospiterà la 14ª edizione del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale. Il tema di quest’anno è un invito che risuona forte in tutto il mondo imprenditoriale: “Andare oltre”.

Cosa significa concretamente? Significa superare le risposte parziali, scavalcare i confini organizzativi troppo stretti e trovare il giusto equilibrio tra sostenibilità economica, ambientale e sociale. Non si tratta solo di guardare oltre le apparenze, ma di cambiare prospettiva per affrontare le sfide del presente con strumenti nuovi.

Il Salone si conferma il principale evento nazionale dedicato alla sostenibilità, con un palinsesto che vede alternarsi oltre 530 relatori e 260 organizzazioni. Per orientarsi in un programma così ricco, sono stati definiti 6 percorsi tematici:

  • Vivere la comunità
  • Gestire le organizzazioni
  • Ridisegnare le relazioni
  • Rigenerare il pianeta
  • Ripensare la finanza
  • Rinnovare il mondo dello sport

Perché partecipare?

Non è solo un momento di aggiornamento, ma un’occasione strategica per chi desidera confrontarsi con esperienze reali, conoscere le difficoltà incontrate da chi sta già sperimentando nuove soluzioni e costruire reti di contatti con professionisti, istituzioni e Terzo Settore. Che si tratti di misurazione d’impatto, nuove normative o best practice di sostenibilità, il Salone è il luogo dove la teoria diventa dialogo concreto.

Oltre all’evento principale di ottobre, negli anni il Salone ha esteso i propri orizzonti temporali ed organizza, durante tutto l’anno:

  • eventi e tappe nei territori,
  • incontri online,
  • premi (come il Premio Impatto giunto alla 5° edizione) e iniziative, per sostenere il percorso delle organizzazioni verso uno sviluppo sempre più responsabile e ricordare che ognuno può contribuire alla soluzione dei problemi e diventare un agente di cambiamento.

Consulta il programma completo e iscriviti 

Strumenti per la crescita, la prevenzione della crisi, la sostenibilità e la valutazione finanziaria: ciclo di webinar e workshop in presenza gratuiti. Settembre – novembre 2026


La Camera di commercio di Treviso-Belluno organizza un ciclo di webinar e incontri in presenza che hanno l’obiettivo di fornire agli imprenditori strumenti concreti e operativi per gestire in autonomia la salute finanziaria e prevenire eventuali situazioni di difficoltà della propria azienda.

Verranno trattati i temi della diversificazione, del monitoraggio e del consapevole utilizzo delle risorse finanziarie secondo quanto stabilito dal Codice della crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, anche con riguardo alla sostenibilità dell’impresa.

La partecipazione può avvenire per singolo evento o per tutto il ciclo di incontri programmati.

Il termine per le iscrizioni ai Webinar è previsto per il giorno che precede la data del singolo Webinar.

I Workshop prevedono un numero massimo di 15 partecipanti tra le aziende iscritte al Registro delle imprese della Camera di commercio di Treviso – Belluno. Le iscrizioni saranno accolte fino all’esaurimento dei posti disponibili, in base all’ordine cronologico di presentazione.

Programma Webinar (orario 15:00 – 17:00):

  • 29 settembre 2026: La transazione fiscale nella composizione negoziata: quadro operativo e indicazioni applicative.
    Iscriviti all’evento
  • 27 ottobre 2026: Test pratico preliminare e check-list nella composizione negoziata: indicazioni operative del decreto dirigenziale 23 aprile 2026
    Iscriviti all’evento
  • 25 novembre 2026: Dalla crisi al rilancio: accesso al credito, accordi di ristrutturazione e continuità aziendale
    Iscriviti all’evento

Programma Workshop in presenza (orario 10:30 – 13:00):

  • 10 novembre 2026: Controllare i numeri per crescere: il controllo di gestione per le mPMI
  • 17 novembre 2026: Capitale circolante netto: gestire la liquidità prima che diventi un problema
    Iscriviti ai workshop in presenza

Approfondisci l’informazione
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Per ulteriori informazioni: Camera di commercio Treviso – Belluno, Servizio prevenzione crisi d’impresa – Ufficio Tutela del consumatore; Tel. 0422 595704 – 230; e-mail: tut@tb.camcom.it

Prorogati i termini per partecipare alla Consultazione pubblica sul nuovo regime EPR per mobili e prodotti d’arredo


E’ stata posticipata la scadenza entro la quale è possibile partecipare alla Consultazione pubblica, avviata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica relativamente allo schema di regolamento che introduce il regime di responsabilità estesa del produttore (EPR) per la filiera dei mobili e dei prodotti d’arredo. Gli interessati possono inviare il proprio contributo fino al 18 settembre p.v.

Il provvedimento è finalizzato a rafforzare l’economia circolare nel settore, attribuendo ai produttori la responsabilità della gestione del fine vita dei prodotti immessi sul mercato nazionale e promuovendo modelli di progettazione orientati alla:

  • durabilità,
  • riparabilità,
  • smontabilità,
  • riutilizzo
  • riciclo.

Lo schema di regolamento definisce gli obblighi a carico dei produttori, che potranno adempiervi attraverso sistemi individuali o collettivi, e disciplina l’organizzazione delle attività di raccolta, preparazione per il riutilizzo, riciclo, recupero e gestione dei rifiuti derivanti da mobili e prodotti d’arredo. Sono inoltre definiti target progressivi di raccolta differenziata, preparazione per il riutilizzo, riciclo e recupero, coerenti con gli obiettivi della transizione verso un modello produttivo più sostenibile ed efficiente nell’uso delle risorse.

La consultazione pubblica è rivolta a tutti i soggetti interessati, pubblici e privati, che potranno trasmettere, all’indirizzo di posta elettronica certificata ECB@pec.mase.gov.it, contributi e osservazioni sullo schema di regolamento, utilizzando l’apposita griglia e indicando, nell’oggetto della PEC, la dicitura: “Consultazione pubblica EPR mobili e prodotti da arredo”.

Scarica lo schema di regolamento per l’istituzione del regime EPR per la filiera dei mobili e dei prodotti da arredo e la griglia per l’invio delle osservazioni  

Rendicontazione di sostenibilità e accesso al credito: prova ESGpass il servizio gratuito della Camera di commercio di Treviso – Belluno


La Camera di commercio di Treviso – Belluno offre alle imprese del proprio territorio il servizio ESGpass, un percorso digitale assistito di auto-valutazione che consente alle imprese di analizzare in autonomia il proprio livello di sostenibilità, attraverso un test preliminare e un assessment ESG – sviluppato da Innexta, GreenFintech Company, società del sistema camerale  – strutturato sugli standard europei per le PMI (VSME) che fornisce una valutazione precisa, tarata sugli specifici settori, il cui report risulta utile per il confronto con banche, investitori, committenti, clienti italiani e internazionali. 

A completamento del percorso, la Camera di commercio mette inoltre a disposizione – per le imprese di Treviso e Belluno – un servizio di affiancamento one to one con un esperto Innexta per una lettura professionale dei risultati emersi e per l’individuazione dei punti di forza e di debolezza sui quali costruire il processo di miglioramento. 

Cosa offre ESGass alla tua azienda?

  • Auto-valutazione guidata.
  • Supporto specialistico.
  • Documentazione pronta all’uso.

Il cruscotto intuitivo di ESGpass consente di verificare la performance Ambientale, Sociale e di Governance e, al termine del percorso, permette di scaricare lo schema basic per la relazione di sostenibilità, nonché il documento di informativa per le banche, essenziale per rispondere alle richieste di istituti finanziari e investitori. L’utilizzo di ESGpass non vincola in alcun modo l’azienda alla pubblicazione del report di sostenibilità ma è uno strumento per elaborare una “fotografia” delle performance ESG aziendali e un supporto utile per valutare eventuali investimenti e piani di azione.

E se hai già predisposto in passato il Bilancio di sostenibilità aziendale?

  • Puoi confrontarti nell’incontro one to one e raccogliere nuovi spunti per un continuo miglioramento.  
  • Puoi comunque utilizzare ESGpass ed integrare i contenuti del tuo Bilancio di sostenibilità.
Prova ESGpass e richiedi il tuo colloquio gratuito

Per informazioni, chiarimenti e approfondimenti: Ufficio Servizi Integrati per lo Sviluppo d’impresa – CSR; Tel. +39.0422.595288 – 269 – 283; e-mail: servizi.impresa@tb.camcom.it; www.tb.camcom.gov.it

Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativa al biennio 2024-2025: prorogata la scadenza al 15 maggio


Il termine per la presentazione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile, previsto dall’art. 46 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, relativamente al biennio 2024-2025 è stato posticipato al 15 maggio 2026.


Dal 1° marzo al 30 aprile 2026, tramite il portale “Servizi Lavoro” del Ministero del lavoro e delle politiche sociali le aziende, pubbliche e private, che occupano più di 50 dipendenti, potranno compilare il modello telematico per la presentazione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativa al biennio 2024-2025.

L’applicativo del Ministero permette di utilizzare i dati inseriti nella precedente rilevazione (Rapporto 2022-2023) e procedere al loro aggiornamento. A supporto degli utenti è stata creata un’apposita sezione dell’URP Online del Ministero. 

  • La mancata trasmissione del Rapporto da parte delle aziende obbligate comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 11 del D.P.R. 19 marzo 1955, n. 520;
  • nel caso in cui l’inottemperanza si protraesse per oltre 12 mesi è disposta la sospensione per un anno dei benefici contributivi eventualmente goduti dall’azienda (art. 46, comma 4, D. lgs. 11 aprile 2006, n. 198). Attenzione: le aziende che hanno ancora in corso il caricamento dei dati relativi al biennio 2022/2023 possono provvedere fino al 15 marzo 2026;
  • in caso di rapporto mendace o incompleto è prevista l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 1000 a 5000 euro (art. 46, comma 4-bis, decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198).

Le aziende con meno di 50 dipendenti possono decidere se compilare il modello, su base volontaria.

Bando ISI INAIL 2025 – apertura procedura per la compilazione della domanda: 13 aprile 2026 (fino alle ore 18.00 del 28 maggio 2026)


Inail ha pubblicato l’avviso relativo al nuovo Bando ISI per l’anno 2025 con l’obiettivo di incentivare le imprese alla realizzazione di progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori, nonché incoraggiare le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli all’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per ridurre in misura significativa le emissioni inquinanti, migliorare l’efficienza e la sostenibilità complessiva e diminuire i livelli di rumorosità o il rischio infortunistico o  quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.

Il finanziamento concedibile è a fondo perduto, calcolato sulle spese sostenute al netto dell’IVA, secondo le seguenti specifiche:

  • per gli Assi 1.1, 2, 3, 4 nella misura del 65% dell’importo delle spese ritenute ammissibili. Novità 2025: le imprese hanno la facoltà di affiancare al progetto principale un intervento aggiuntivo, selezionabile tra quelli espressamente previsti, per ciascun Asse, nell’elenco degli interventi aggiuntivi ammissibili, che può essere finanziato fino all’80% del suo valore, entro un limite massimo pari alla minore cifra tra l’importo massimo erogabile di 20.000,00 euro e l’importo corrispondente al residuo del massimale finanziabile calcolato sottraendo da 130.000,00 euro l’importo richiesto per il progetto principale;
  • per l’Asse 1.2 nella misura dell’80% dell’importo delle spese ritenute ammissibili;
  • per l’Asse 5 (5.1 e 5.2) nella misura: fino al 65% per i destinatari del sub Asse 5.1 (generalità delle imprese agricole) e fino all’80% per i destinatari del sub Asse 5.2 (giovani agricoltori).

L’ammontare del finanziamento è compreso tra un importo minimo di 5.000,00 euro e un importo massimo di 130.000,00 euro; non è previsto limite minimo per le imprese con meno di 50 dipendenti richiedenti un finanziamento per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (Asse 1.2).

L’iniziativa è rivolta:

  • alle imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura (CCIAA) secondo le distinzioni di seguito specificate in relazione ai diversi Assi di finanziamento;
  • agli Enti del Terzo settore di cui al decreto legislativo n. 117/2017, come modificato dal decreto legislativo n. 105/2018, limitatamente all’Asse 1.1, tipologia di intervento d) per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di persone.

Le tipologie di progetto ammissibili sono suddivise in 5 Assi di finanziamento:

  1. Progetti per la riduzione dei rischi tecnopatici (di cui all’Allegato 1.1) – Asse di finanziamento 1;
  2. Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (di cui all’Allegato 1.2) – Asse di finanziamento 1;
  3. Progetti per la riduzione dei rischi infortunistici (di cui all’Allegato 2) – Asse di finanziamento 2;
  4. Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto (di cui all’Allegato 3) – Asse di finanziamento 3;
  5. Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività (di cui all’Allegato 4) – Asse di finanziamento 4;
  6. Progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli (di cui all’Allegato 5) – Asse di finanziamento 5.

L’INAIL ha comunicato le date di avvio della procedura per la compilazione della domanda: dal 13 aprile 2026 fino alle ore 18.00 del 28 maggio 2026.

Tramite la sezione del sito www.inail.it – ACCEDI AI SERVIZI ONLINE – le imprese avranno a disposizione una procedura informatica che consente, attraverso un percorso guidato, la compilazione e l’inoltro della domanda di finanziamento con le modalità indicate negli Avvisi regionali/provinciali.

Per informazioni ed assistenza: Tel. 06.6001 (Contact center Inail) o anche tramite il servizio Inail Risponde, nella sezione Supporto del sito.

Scarica l’avviso regionale
Vai alla pagina INAIL dedicata al bando