RUNTS: Registro unico nazionale del Terzo Settore

Iscrizioni telematiche a partire dal mese di aprile 2021

Una delle novità più importanti della riforma del Terzo Settore (D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 “Codice del terzo settore”) riguarda l’istituzione del registro unico nazionale del Terzo Settore (RUNTS) al fine di superare l’attuale sistema di registrazione degli enti, caratterizzato da una molteplicità di registri la cui gestione è affidata alle Regioni e alle Province autonome. Per ottenere la qualifica di ente del Terzo Settore (ETS[1]) sarà quindi necessaria l’scrizione al RUNTS, il cui funzionamento è disciplinato dal decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali  approvato il 15 settembre 2020[2].

Il Portale del RUNTS dovrà essere realizzato entro 180 giorni dalla pubblicazione del DM e sarà quindi disponibile presumibilmente nel mese di aprile 2021.

Il RUNTS, oltre a garantire l’efficacia costitutiva riveste anche la funzione di trasparenza e di certezza del diritto, soprattutto riguardo ai terzi che dovranno rapportarsi con gli Ets stessi.

L’iscrizione dà inoltre diritto ad beneficiare di alcune agevolazioni previste per il Terzo Settore, soprattutto di carattere fiscale.


[1] Si tratta di una nuova qualifica giuridica costituita per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, senza scopo di lucro (nel caso delle imprese sociali, con deroghe alla distribuzione degli utili), mediante lo svolgimento in via esclusiva o principale di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità, o di produzione o scambio di beni o servizi.

[2] Il medesimo decreto disciplina anche le modalità di trasmigrazione dei dati dai vecchi registri speciali al RUNTS.

Bando ISI 2020 (INAIL)

Per la realizzazione di progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Si informa che L’INAIL mette a disposizione delle imprese un plafond complessivo di 211.226.450 euro in finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, rispetto alle condizioni preesistenti. Per il Veneto le risorse disponibili sono pari a 16.774.324 euro.

Destinatari degli incentivi:
imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio e IAA e, solo ed esclusivamente per l’Asse 2, gli Enti del Terzo Settore.

Sono invece escluse dalla presente misura di finanziamento le micro e piccole imprese agricole operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli (poiché già destinatarie dell’iniziativa ISI agricoltura 2019-2020, pubblicata il 6 luglio 2020 i cui termini per la presentazione delle domande sono scaduti lo scorso 24 settembre).        

Le risorse finanziarie destinate ai progetti sono ripartite per regione/provincia autonoma e per i seguenti 4 Assi di finanziamento.

  1. Progetti di investimento e Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (sub Assi 1.1 e 1.2);
  2. Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC);
  3. Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto;
  4. Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività.

L’importo massimo erogabile è di 130.000 euro per i progetti appartenenti agli assi 1, 2 e 3, di 50.000 euro per i progetti appartenenti all’asse 4. Sull’importo delle spese ritenute ammissibili ai sensi dell’art. 9 del bando è concesso un finanziamento in conto capitale nella misura del 65% e calcolato sulle spese sostenute al netto dell’IVA. Il finanziamento massimo erogabile è pari a 130.000,00 Euro e il finanziamento minimo ammissibile è pari a 5.000,00 Euro.

Per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale di cui all’Allegato 1.2 non è fissato il limite minimo di finanziamento.

Per l’Asse 4, sull’importo delle spese ritenute ammissibili è concesso un finanziamento in conto capitale nella misura del 65%. Il finanziamento è calcolato sulle spese sostenute al netto dell’IVA. Il finanziamento massimo erogabile è pari a 50.000,00 Euro e il finanziamento minimo ammissibile è pari a 2.000,00 Euro.

Modalità e tempistiche di presentazione della domanda:         
Le domande devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica, secondo le seguenti 3 fasi successive:

  1. accesso alla procedura online e compilazione della domanda (sito internet www.inail.it) da effettuarsi con i tempi e le modalità indicati agli artt. 12, 13 e 14 del bando;
  2. invio della domanda online da effettuarsi con i tempi e le modalità indicati dall’art. 14 del bando;
  3. conferma della domanda on line tramite l’invio del modulo di domanda (Modulo A) e della documentazione a suo completamento da effettuarsi nei tempi e con le modalità indicati negli artt. 18 e 27 del bando.

Le date di apertura e chiusura della procedura informatica, in tutte le sue fasi, saranno pubblicate sul portale dell’Istituto, nella sezione dedicata alle scadenze dell’Avviso ISI 2020, entro il 26 febbraio 2021.   

Per ulteriori informazioni ed assistenza si invita a fare riferimento al numero telefonico 06.6001 del Contact center INAIL, oppure rivolgersi al servizio INAIL Risponde, nella sezione Supporto del portale www.inail.it

Attenzione: chiarimenti e informazioni sul presente Avviso possono essere richiesti entro e non oltre il termine di dieci giorni antecedenti la chiusura della procedura informatica di compilazione della domanda on line.

Documentazione e modulistica
Avviso Bando ISI 2020 (Direzione regionale Veneto)
Allegati all’avviso e modulistica

La Responsabilità Sociale d’Impresa è un obbligo di legge?

Come è noto, la CSR rappresenta principi e valori che caratterizzano il modo di essere e di fare impresa, con una particolare attenzione al modello della Triple Bottom Line. La Responsabilità Sociale d’Impresa non è soggetta ad obblighi di legge, ma vi sono alcuni modelli e documenti, tipici della CSR che nel tempo sono stati resi obbligatori per alcuni soggetti e che il legislatore ha deciso di normare. Tra questi vi sono:

  • L’obbligo di adozione del Codice Etico (ai fini della prevenzione dei reati ai sensi) ai sensi della Legge n. 231/2001 (successivamente aggiornata dalla Legge 125/08 che prevede e disciplina la “Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle società”). Si applica agli enti forniti di personalità giuridica ed alle società (in qualsiasi forma costituite) e associazioni anche prive di personalità giuridica. Non si applica invece allo Stato, agli Enti pubblici territoriali, agli altri Enti pubblici non economici nonché agli Enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale.        

    Anche per le ONG italiane attive nella cooperazione internazionale iscritte all’elenco delle OSC dell’Agenzia per la Cooperazione il codice etico pubblico sarà presto obbligatorio. Con Delibera del 6 settembre 2018, n.88, il Comitato Congiunto ha modificato in questo senso le Linee guida per l’iscrizione all’Elenco dei soggetti senza finalità di lucro ai sensi dell’articolo 26, commi 2 e 3, della legge n. 125/2014 e dell’articolo 17 del decreto ministeriale n. 113/2015 approvate con Delibera del 21 dicembre 2017, n. 173. In sostanza la modifica riguarda l’obbligo per le OSC di disporre di un Codice Etico e di Comportamento idoneo e pubblicato sul sito istituzionale.
  • L’obbligo di depositare presso il Registro delle Imprese il Bilancio sociale (denominato “Dichiarazione di carattere non finanziario” sulle politiche messe in atto dall’impresa stessa riguardo a temi ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva”) per le aziende quotate in borsa, ai sensi del D.Lgs. n. 30 dicembre 2016, n. 254 con cui l’Italia ha recepito ed attuato la Direttiva europea 2014/95/UE. Tali aziende sono tenute a spiegare con precisione le loro politiche socio-ambientali e di lotta alla corruzione. La Dichiarazione deve essere sottoscritta dal CdA e controllata da un ente revisore esterno; se non veritiera, fa scattare sanzioni rilevanti.
  • L’obbligo di dotarsi di un Bilancio sociale per le imprese del Terzo Settore, ai sensi del Decreto 4 luglio 2019, recante “Adozione delle Linee guida per la redazione del bilancio sociale degli enti del Terzo settore”. Il primo bilancio sociale che dovrà essere pubblicato sarà quello del 2021 e relativo alle attività svolte nel 2020. Saranno pertanto tenuti a redigere il Bilancio sociale:
  1. le imprese sociali, ivi comprese le cooperative sociali e i loro consorzi, indipendentemente dalla dimensione economica;
  2. i gruppi di imprese sociali che sono tenuti a redigerlo in forma consolidata, cioè evidenziando gli esiti sociali, non solo di ciascun singolo ente, ma anche del gruppo nel suo complesso;
  3. gli altri enti di Terzo settore, qualora abbiano ricavi o entrate superiori ad un milione di euro annuo;
  4. i Centri di Servizio per il Volontariato, indipendentemente dalla loro dimensione economica.