Consultazione sul progetto di disciplina degli aiuti di stato all’industria pulita (CISAF)


Eurosportello Veneto invita le imprese a prendere visione della consultazione europea riguardante il progetto quadro per gli aiuti di Stato all’industria pulita (CISAF), che sostituirà il quadro temporaneo di crisi e transizione (TCTF) e sarà in vigore fino al 2030.
La partecipazione dell’industria alla consultazione è essenziale per garantire che il progetto quadro possa sostenere le industrie europee nella transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, individuando i relativi fallimenti di mercato.

La Commissione potrà quindi elaborare meccanismi di finanziamento chiari ed efficaci per agevolare gli investimenti nelle tecnologie pulite, individuare le principali esigenze settoriali e adattare i regimi di sostegno alle situazioni di mercato.
Fornendo il proprio contributo, le parti interessate possono influenzare il modo in cui il CISAF è strutturato e garantire che bilanci efficacemente la competitività industriale con gli obiettivi climatici.
La Commissione cerca contributi in particolare sui seguenti aspetti:

  • ambito di applicazione,
  • ambizione in materia di decarbonizzazione,
  • supporto alla produzione,
  • riduzione degli investimenti a rischio,
  • fallimenti di mercato ed elementi di prova,

E’ possibile compilazione la consultazione fino al 25 aprile 2025.
Compila la consultazione

Per ulteriori informazioni o chiarimenti si invita a contattare: dott.ssa Chiara Bianchini e-mail: europa@eurosportelloveneto.it

Linee guida per l’uso dell’IA in Europa


Dal 2 febbraio sono entrate in vigore le prime norme previste dall’Artificial Intelligence Act (AI Act), tra le quali si trovano:

  • la definizione di sistema AI,
  • l’alfabetizzazione AI,
  • un numero limitato di casi d’uso proibiti che comportano rischi elevati nell’Unione Europea.

Al fine di supportare gli Stati membri e promuovere un panorama di Intelligenza Artificiale sicuro ed etico, la Commissione Europea ha pubblicato:

  1. linee guida non vincolanti sia sulla definizione di sistema di intelligenza artificiale: pensate per aiutare i fornitori e gli altri soggetti interessati a capire quando un sistema software possa essere considerato un sistema di intelligenza artificiale, così da facilitare l’applicazione delle normative europee. Queste indicazioni verranno aggiornate in base all’evoluzione del contesto, soprattutto alla luce delle esperienze pratiche e dei casi d’uso.
  2. pratiche di IA vietate: che offrono una panoramica delle pratiche ritenute inaccettabili per i rischi che pongono ai valori e diritti fondamentali europei. L’AI Act classifica i sistemi di IA in diverse categorie di rischio: vietati, ad alto rischio e soggetti a obblighi di trasparenza. In particolare, le linee guida affrontano pratiche come la manipolazione dannosa, il punteggio sociale e l’identificazione biometrica remota in tempo reale.

Le linee guida forniscono inoltre spiegazioni legali ed esempi pratici per aiutare le parti interessate a comprendere e rispettare i requisiti previsti dall’AI Act.

Scarica le Linee Guida sulla definizione di sistema di intelligenza artificiale istituito dal Regolamento UE 2024/1689
Scarica le pratiche di IA vietate


“The SME Twin Transition Monitor for the EU”: analisi sulla doppia transizione nelle PMI


Lo SME Twin Transition Monitor” è uno strumento analitico sviluppato dal Centro comune di ricerca (CCR) per valutare il grado di preparazione alla transizione verde e digitale delle PMI europee in tre aree chiave:

  • PMI digitali: misura l’infrastruttura tecnologica e l’orientamento strategico;
  • PMI ambientali: valuta le pratiche sostenibili, dall’efficienza energetica alle strategie di mitigazione;
  • Capacità di resilienza: analizza infine la capacità di adattamento alle sfide economiche, ambientali e tecnologiche.

Dai risultati della ricerca – disponibile in lingua inglese – emerge un divario, tra i paesi del Nord e dell’Ovest in testa alla transizione, rispetto a quelli dell’Europa del Sud e dell’Est. Nonostante i limiti legati all’eterogeneità delle PMI, ad alcune lacune nei dati e alla limitata attenzione all’esposizione delle PMI ai rischi climatici, la metodologia applicata dal monitoraggio garantisce valutazioni affidabili, guidando la politica per un’economia digitale e sostenibile dell’UE.

In Italia l’adozione del digitale, in particolar modo, procede con ritmi lenti e mostra significative disparità tra le regioni. Le imprese situate al Nord risultano più avanzate nell’integrazione delle nuove tecnologie. Al contrario, le piccole e medie imprese del Sud affrontano notevoli difficoltà, dovute principalmente alla scarsità di risorse finanziarie e alla limitata disponibilità di infrastrutture tecnologiche adeguate.

Le PMI rappresentano il 99,8% delle imprese e contribuiscono al 65% dell’occupazione, oltre a essere responsabili di circa il 60% delle emissioni di gas serra.

Al fine di garantire valutazioni più affidabili, gli sviluppi futuri si concentreranno:

  • sull’ampliamento della copertura dei dati, in particolare per le micro-PMI,
  • sul miglioramento delle valutazioni di vulnerabilità
  • sull’aggiornamento e perfezionamento delle linee guida politiche dell’UE per supportare al meglio le PMI nelle loro transizioni
  • e sulla generazione ed integrazione di nuovi indicatori basati su dati specifici delle singole imprese.

Scarica la ricerca “The SME Twin Transition Monitor for the EU” 2025

C’è tempo fino al 30 settembre per rispondere alla Call per candidare i maggiori siti a rischio


L’Europa chiama! Chi è a conoscenza di un patrimonio importante in Europa che è messo in pericolo dai rischi attuali o previsti dei cambiamenti climatici (compresi i rischi aggravati) e a cascata da eventi a insorgenza lenta o da eventi a insorgenza rapida, può nominarlo per il programma “7 Most Endangered 2024” nell’apposito questionario.

Sono accolte con favore le candidature di beni patrimoniali quali, ad esempio: un monumento storico o un insieme di monumenti storici, un sito archeologico, un luogo di culto, un complesso industriale, un giardino storico, un museo, un patrimonio mobile o immateriale risorsa, ecc.,

Il programma è gestito da Europa Nostra in collaborazione con l’Istituto BEI e sostenuto dal programma Europa Creativa dell’UE come parte del progetto di rete di Europa Nostra “Agorà del patrimonio culturale europeo”.

Essere accolto nella lista dei 7 paesi più a rischio spesso funge da catalizzatore per un cambiamento positivo e da incentivo per la mobilitazione del necessario sostegno pubblico o privato. I 7 siti selezionati hanno diritto a ricevere una sovvenzione BEI per il patrimonio fino a 10.000 euro per avviare azioni, studi o misure di assistenza per il sito minacciato.

Attenzione, prima di compilare il questionario è necessario reperire foto significative (sono ammessi anche eventuali video) del sito che si vuole candidare.

Compila il questionario candidando un sito a rischio (in inglese)