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Pubblicata la nuova edizione del Rapporto su Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici


Il Rapporto, a cura del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (*), fornisce il quadro aggiornato dei processi di urbanizzazione, artificializzazione e trasformazione del territorio, permettendo di valutare il consumo e degrado del suolo e il loro impatto sul paesaggio e sui servizi ecosistemici.

Gli ultimi dati disponibili (2024) mostrano una crescita significativa del consumo di suolo in Italia: 83,7 km² di territorio trasformato in aree artificiali (+ 15,6% rispetto al 2023).
I costi del consumo di suolo, dovuti alla perdita di servizi ecosistemici, variano da un minimo di 8,66 a un massimo di 10,59 miliardi di euro persi ogni anno a causa del consumo di suolo avvenuto tra il 2006 e il 2024.

Il fenomeno è in accelerazione e richiede risposte urgenti e coordinate, anche perchè ha effetti diretti o indiretti su circa i due terzi del territorio nazionale, con un impatto significativo sulla frammentazione ecologica e sul microclima urbano.
La sfida è duplice:

  1. contenere l’espansione urbana e infrastrutturale;
  2. promuovere il ripristino ecologico e la resilienza territoriale.

Le nuove normative europee offrono strumenti e obiettivi chiari; in particolare, il regolamento europeo sul ripristino della natura impone l’azzeramento della perdita netta di aree verdi urbane entro il 2030 e il loro incremento dal 2031. L’azzeramento del consumo netto di suolo è un obiettivo necessario anche per il raggiungimento dei target previsti dall’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile, dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dal Piano per la Transizione Ecologica.

Lo stop al consumo di suolo dovrebbe avvenire sia minimizzando gli interventi di artificializzazione, sia aumentando il ripristino naturale delle aree più compromesse, quali gli ambiti urbani e le coste, ed è considerato una misura chiave anche per l’adattamento agli eventi estremi.
Arrestare il consumo di suolo nel nostro Paese permetterebbe, in definitiva, di fornire un contributo fondamentale per affrontare le grandi sfide poste dai cambiamenti climatici:

  • dissesto idrogeologico,
  • inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo,
  • diffuso degrado del territorio, del paesaggio e dell’ecosistema,
  • perdita di biodiversità,

ma per invertire la rotta e garantire un futuro sostenibile al nostro Paese sarà fondamentale il coinvolgimento attivo di istituzioni, cittadini e imprese.

Approfondisci le informazioni pubblicate nel portale web di ISPRA
Infografiche edizione 2025


(*) Organismo che assicura le attività di monitoraggio del territorio e del consumo di suolo.