Consultazioni pubbliche sulla rendicontazione di sostenibilità in scadenza il 3 giugno 2026


La Direzione Generale per la Stabilità Finanziaria, i Servizi Finanziari e l’Unione dei Mercati dei Capitali (DG FISMA) avvia due consultazioni pubbliche sulla rendicontazione di sostenibilità per uso volontario.

L’adozione degli standard europei di rendicontazione di sostenibilità rivisti rappresentano un passo importante verso la semplificazione della rendicontazione di sostenibilità nell’UE. Le aziende che saranno comunque tenute a rendicontare informazioni sulla sostenibilità beneficeranno di standard più semplici e snelli. Ciò ridurrà l’onere per le imprese ed i costi, preservando al contempo gli obiettivi politici fondamentali.

Le aziende che fanno parte della catena del valore di un’azienda soggetta a obblighi di rendicontazione di sostenibilità spesso ricevono richieste di informazioni dal proprio partner commerciale. Queste aziende includono quelle con una media inferiore a 1.000 dipendenti durante l’esercizio finanziario. Lo standard volontario mira ad aiutare le aziende della catena del valore e le aziende non soggette a obblighi di rendicontazione di sostenibilità a divulgare informazioni relative alla sostenibilità, riducendo così il loro onere di rendicontazione.

Le aziende interessate possono fornire il proprio contributo esprimendo la propria opinione, compilando la consultazione pubblica entro il 3 giugno 2026.

Partecipa alla consultazione sullo Standard di rendicontazione sulla sostenibilità per uso volontario
Partecipa alla consultazione sulle Norme europee riviste per la rendicontazione della sostenibilità

Linee guida per le micro, piccole e medie imprese non quotate: principi volontari di rendicontazione di sostenibilità per le PMI non quotate


A partire dallo scorso mese di dicembre per le PMI non quotate – non tenute a presentare la rendicontazione di sostenibilità in base alla Direttiva (UE) 2022/2464 – che intendono aderire volontariamente, sono disponibili le linee guida per le micro, piccole e medie imprese non quotate (al momento solo in lingua inglese) pubblicate da EFRAG (*) su incarico dalla Commissione europea.

Il lavoro di EFRAG su questo standard volontario nasce dall’esigenza del mercato di avere uno strumento di rendicontazione per le PMI, che devono fare fronte alle sempre più frequenti richieste di informazioni e dati sui temi ESG da parte di interlocutori – quali banche, investitori e grandi aziende clienti – semplice da utilizzare.

Le PMI che possono utilizzare le linee guida dell’EFRAG, in argomento, non devono superano due delle seguenti soglie:

  • 250 dipendenti;
  • 25 milioni € di attivo di stato patrimoniale;
  • 50 milioni € di ricavi netti da vendite e prestazioni.

Le linee guida riguardano l’elaborazione di un report di sostenibilità distinto in: 

  1. Modulo base, contenente informazioni descrittive e indicatori prestazionali di minima, relativi per esempio a consumi, personale aziendale ecc.; questo modulo circoscrive il raggio di azione tipico delle microimprese (le cui soglie di riferimento sono: 10 dipendenti, 450.000 € di stato patrimoniale e 900.000 € di ricavi netti) e costituisce un requisito minimo per le piccole e medie imprese.
  2. Modulo completo, contenente informazioni di livello più avanzato, di particolare interesse per banche, investitori e e grandi aziende clienti: si tratta anche in questo caso sia di informazioni descrittive (strategie e politiche, già in atto o di futura adozione) sia di indicatori (per esempio emissioni indirette che coinvolgono la propria catena del valore e metriche di maggiore dettaglio sul proprio personale).

Scarica le linee guida EFRAG per la rendicontazione di sostenibilità volontaria, per PMI non quotate
Approfondisci le informazioni relative all’iter che ha portato alla pubblicazione del documento


(*) European Financial Reporting Advisory Group.