Il 13 giugno, nel corso della giornata conclusiva della 113esima Conferenza internazionale del lavoro (Ilc) svoltasi a Ginevra, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) ha adottato la Convenzione C192 “Biological Hazards in the Working Environment Convention”, la prima norma globale dedicata ai rischi biologici nei luoghi di lavoro, che definisce obblighi precisi per governi e imprese su formazione, prevenzione, allerta e tutela dei lavoratori: per la prima volta un trattato internazionale punta a proteggere i lavoratori dall’esposizione a virus, batteri e altri agenti biologici pericolosi (patogeni e allergeni di origine vegetale o animale), con norme rigorose per la prevenzione e gestione dei rischi.
180 Paesi tra cui l’Italia, con una delegazione nominata dal Ministero del lavoro hanno contribuito alla stesura della Convenzione C192: il primo strumento normativo internazionale che si applica a tutti i settori e ambiti lavorativi e che tratta in modo sistematico la prevenzione dei rischi biologici sul lavoro, individuando i pericoli, definendoli nello specifico. Gli Stati membri:
- sono tenuti a integrare nella politica nazionale di sicurezza del lavoro una valutazione dei rischi biologici, monitorandone evoluzione e tendenze, anche in relazione al cambiamento climatico, e assicurando apposite misure di protezione e prevenzione;
- devono istituire sistemi di reporting e registrazione per infortuni, malattie professionali e incidenti connessi a rischi biologici, compresa la pubblicazione di statistiche annuali distinte per sesso;
- devono assicurare ispezioni, formazione per gli ispettori e sanzioni appropriate per chi viola le regole, garantendo così l’effettiva applicazione della convenzione.
La Convenzione C192, entrerà in vigore 12 mesi dopo la ratifica da parte di almeno due Paesi, imponendo agli Stati membri che la ratificano un impegno quantomeno decennale.
Parallelamente all’adozione di C192, la Conferenza ha approvato anche la Raccomandazione n. 209 “Biological Hazards in the Working Environment Recommendation”, un documento tecnico e operativo non vincolante, contenente indicazioni dettagliate per l’attuazione delle nuove norme – tra cui la valutazione del rischio, i sistemi di allerta precoce, le misure di preparazione e risposta, la formazione e specifiche definizioni dei rischi biologici e dei conseguenti danni alla salute – che invita a garantire protezione contro il licenziamento per chi deve assentarsi dal lavoro per rispettare obblighi sanitari di prevenzione, accesso alla sicurezza sociale e un sistema ispettivo efficace, in linea con le convenzioni ILO preesistenti.
Tra i settori più esposti la Raccomandazione cita:
- sanità,
- agricoltura,
- biotecnologie,
- gestione dei rifiuti,
- trasporti,
- edilizia,
- servizi funerari,
- altri impieghi critici durante le emergenze sanitarie.
Le categorie vulnerabili indicate comprendono donne in gravidanza, giovani, anziani, lavoratori con disabilità, migranti e persone immunocompromesse.