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“Fondo di solidarietà per le vittime di estorsione e di usura”: pubblicato lo studio curato dall’Università “Bocconi”


Lo studio sul “Fondo di solidarietà per le vittime di estorsione e di usura”, curato dall’Università “Bocconi” di Milano, in collaborazione con l’ufficio del Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura e la Concessionaria CONSAP S.p.A. è stato presentato lo scorso 21 luglio, alla Prefettura di Milano.

Ambito della ricerca e struttura

È stato implementato un database delle oltre 5.000 richieste alle quali il Fondo ha già dato risposta; di queste è stato analizzato circa il 20% nell’ambito di un’elaborazione preliminare dei dati dalla quale è emerso che le domande di accesso al Fondo sono più frequenti in quelle regioni dove si collocavano tradizionalmente le principali organizzazioni criminali mafiose (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) e in Basilicata.

Risultati della ricerca

Rispetto al campione analizzato, è risultato che le istanze presentate da vittime di estorsione sono il doppio di quelle presentate da vittime di usura, che denunciano solo quando sono allo stremo; nell’82% dei casi di usura, laddove le vittime ottengano il prestito dal Fondo (a interessi zero), lo utilizzano per ripagare i debiti.

I settori economico-produttivi più colpiti sono: coltivazioni, produzione animali, caccia e connessi (15,9%), commercio al dettaglio (15,2%), attività servizi di ristorazione (13,8%), costruzione edifici (14,5%), commercio e riparazione autoveicoli e motocicli (9,0%), mentre nello studio si segnala come un’anomalia la mancanza di riscontri nei settori delle forniture ad amministrazioni pubbliche e della gestione rifiuti.

È emerso inoltre che la riduzione del numero delle denunce non corrisponde alla reale dimensione dei fenomeni delittuosi che, nel tempo, hanno subito una trasformazione, manifestandosi con modalità sempre più sofisticate e subdole, tanto da richiedere interventi di prevenzione e di contrasto adeguati alle diverse realtà, con strumenti operativi idonei, non solo nelle aree del Mezzogiorno ma anche nel Centro e nel Nord – Italia.

Lo Studio pubblicato auspica che, nell’ambito delle complessive attività di contrasto alla criminalità organizzata e alle vicende intimidatorie di estorsione e usura, il Fondo di solidarietà possa rivelarsi uno strumento sempre più prezioso e risolutivo in grado di incoraggiare, nel contempo, gli operatori economici a dissociarsi attivamente, denunciando.

Per scaricare lo Studio pubblicato dall’Università Bocconi clicca qui

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